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title: "Sostenibilità, stop a prodotti non Esg da 3 investitori europei su 4"
url: https://giornaledellepmi.it/sostenibilita-stop-a-prodotti-non-esg-da-3-investitori-europei-su-4/
author: "Redazione"
published: 2021-09-07T07:07:33+02:00
modified: 2021-09-06T18:40:47+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["CRESCIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Sostenibilità, stop a prodotti non Esg da 3 investitori europei su 4

*Redazione · 7 Settembre 2021 · Il Giornale delle PMI*

> A spiegare l’importanza di un modello economico circolare e come si stanno muovendo in questa direzione le aziende italiane è Francesco Ferrara, responsabile PwC per l’Italia delle attività CRS e programma Net Zero, nell’intervista pubblicata su Genioeimpresa.it, il web magazine online di Assolombarda.

Istituzioni, imprese, finanza, società civile: l’**intera comunità**, in ogni sua parte, è coinvolta nel processo di **sviluppo sostenibile**, poiché i cambiamenti su scala globale, come urbanizzazione, invecchiamento demografico, crisi climatica e impoverimento di risorse naturali, **impattano su stili di vita**, **processi produttivi**, **relazioni tra individui** e **ambiente**. Il modello di crescita lineare, in termini sostenibili, sta diventando sempre più incompatibile con le sfide del futuro e sempre più investitori e stakeholders sono impegnati ad invitare le organizzazioni all’azione. **Francesco Ferrara**, responsabile in ***PwC*** per l’Italia delle **attività CSR** e **programma Net Zero**, finalizzato alla decarbonizzazione delle attività di *PwC* entro il 2030, nell’intervista pubblicata su ***[Genio & Impresa](https://genioeimpresa.it/article/11678/la-sostenibilita-una-leva-di-crescita-alla-portata-di-tutte-le-imprese/)*** ([Genioeimpresa.it](https://genioeimpresa.it/article/11678/la-sostenibilita-una-leva-di-crescita-alla-portata-di-tutte-le-imprese/)), il **web magazine** online di ***Assolombarda***, ha evidenziato come climate change, emissioni carboniche e valore economico di un’azienda sono strettamente e direttamente intrecciate. Proprio sulla base di uno studio realizzato da *PwC*, “***2022 – The growth opportunity of the century***”, emerge che **oltre il 75% degli investitori istituzionali europei intende interrompere l’acquisto di prodotti europei non ESG** (Environmental, Social and Corporate Governance) **entro i prossimi due anni**. Di conseguenza, gli investitori sono sempre più consapevoli che le aziende che gestiscono proattivamente le tematiche ESG **reggono meglio gli urti dei mercati** e **reagiscono con performance eccellenti** rispetto ai loro competitor: non a caso, i temi ESG integrano ormai i tradizionali criteri di investimento. Infatti, nel 2020, le **imprese con i rating ESG più elevati hanno mostrato maggiori rendimenti differenziali**, nonché **resilienza anche nel contesto di un’emergenza senza pari**.

 

“La **prosperità del business è collegata alla sua capacità di adattarsi al contesto**, valutandone i rischi e la loro evoluzione nel tempo, e di cogliere tempestivamente i segnali dai mercati – afferma **Francesco Ferrara** – Il carattere di pervasività di una trasformazione fortemente sostenuta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre a rappresentare una straordinaria opportunità rigenerativa a cui le aziende non possono rinunciare, è destinata ad **imprimere una svolta epocale per il Paese**. Così la riduzione delle emissioni di gas serra non frena le attività delle imprese, al contrario rappresenta una **garanzia per il futuro perché ne favorisce la crescita e ne libera tutto il potenziale di adattamento e cambiamento**, anche ecologico. Inoltre, la spiccata sensibilità verso queste tematiche delle nuove generazioni, **Millennials** e, soprattutto, **Gen Z**, mostra come la direzione sia ormai tracciata: la sostenibilità non può che essere integrata nei piani strategici delle aziende”.

 

**Ma qual è oggi l’approccio delle aziende italiane?** “I cda dei grandi gruppi sono **sempre più consapevoli** e sempre più «demanding» sui temi ESG nei confronti dell’AD e del management team. Dall’altro lato però, le **PMI sono ancora restie ad un approccio proattivo e strategico al tema della sostenibilità** o, non di rado, semplicistico o superato – spiega Francesco Ferrara – Specialmente le imprese familiari, anche di dimensioni rilevanti e/o controllate all’estero, evidenziano un certo **ritardo rispetto alle dimensioni ESG**. Tuttavia, la flessibilità delle nostre imprese familiari rende possibile un rapido e organico spostamento sulle tematiche ESG. La pandemia, inoltre, ha enfatizzato l’importanza di alcuni fenomeni, quali l’organizzazione del lavoro, la struttura della supply chain e la dislocazione dei fornitori chiave, la capacità di dare continuità alle attività in condizioni di stress. **Interrogarsi concretamente su come aderire agli obiettivi di sostenibilità porta ad aree di miglioramento ed efficienza inimmaginabili**, così come riorientare il proprio business verso un modello circolare”.

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Fonte: [Sostenibilità, stop a prodotti non Esg da 3 investitori europei su 4](https://giornaledellepmi.it/sostenibilita-stop-a-prodotti-non-esg-da-3-investitori-europei-su-4/), Il Giornale delle PMI.
