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title: "Sostenibilità d’impresa, un’occasione solo per grandi?"
url: https://giornaledellepmi.it/sostenibilita-dimpresa-unoccasione-solo-per-grandi/
author: "Redazione"
published: 2022-10-24T07:05:22+02:00
modified: 2022-10-22T16:59:43+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
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# Sostenibilità d’impresa, un’occasione solo per grandi?

*Redazione · 24 Ottobre 2022 · Il Giornale delle PMI*

> Uno studio realizzato da CNA che ha coinvolto oltre mille imprese associate dimostra che il sistema della piccola impresa si sente protagonista rispetto ai grandi temi globali.

I risultati dello studio realizzato da CNA nel mese di settembre (con il coinvolgimento di più di 1000 imprese associate) consentono di prendere atto che **anche gli imprenditori che guidano piccole e piccolissime realtà produttive sono convinti della necessità di svolgere un ruolo attivo nel percorso verso la sostenibilità d’impresa (73,4% delle risposte)**. Chi si orienta in questo senso dimostra di non sentirsi affatto una sorta di “riserva speciale” esentata da ogni coinvolgimento al riguardo. Difficile dunque continuare a rappresentarle come i “granelli” di un mondo pulviscolare che si sente estraneo alle grandi istanze globali di interesse collettivo, delle quali sono “ben altri” a doversi occupare.

 

**Arrivano addirittura all’82,4% del totale gli imprenditori convinti che nel mondo del prossimo** **futuro non ci sarà spazio per chi non sarà in grado o non vorrà coltivare la dimensione della** **sostenibilità** nelle sue diverse accezioni, ambientali ma anche sociali. A ben vedere è più o meno quello che quasi tutti pensano per quanto concerne la digitalizzazione dei processi produttivi. Non a caso, digitale e transizione ecologica sono i due “cuori pulsanti” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

 

C’è poi da dire che il grande motore di questa convinzione diffusa non si alimenta di un carburante ideologico: tutt’altro. **Quelli che sono in gioco sono soprattutto interessi reali:** al primo posto il contenimento dei costi di approvvigionamento di energia e materie prime, ma anche la possibilità di ridurre la spesa per lo smaltimento dei rifiuti e dei reflui; viene inoltre rimarcato il delta positivo di reputazione, ossia la condizione indispensabile per consolidare un mercato che tende ad evolvere e a qualificare le sue richieste; infine, la costruzione delle pre-condizioni per continuare a far parte di filiere trainate da soggetti di grandi dimensioni che sempre più sono attenti alla qualità ambientale e sociale delle forniture. Minore è invece la fiducia nelle imprese per quanto concerne la possibilità di allargare il mercato di riferimento, perlomeno nell’immediato.

 

Guardando agli interventi realizzati o alle soluzioni adottate, la situazione si presenta decisamente articolata. **Azioni rivolte al contesto lavorativo, includendo forme di welfare aziendale, interventi** **formativi o altre misure volte a migliorare il rapporto con i dipendenti, sono state realizzate dal** **52,5% delle imprese intervistate. Al 2° e 3° posto l’efficientamento energetico (in tutte le sue** **diverse declinazioni), realizzato dal 44,5% delle imprese per quanto concerne i locali produttivi e** **dal 37,7% con riferimento ai macchinar**i **utilizzati**. Circa 1/3 delle imprese si è attivata in tema di acquisti di materiali, regolazione delle forniture, gestione degli scarti o degli imballaggi. In ogni caso è importante osservare che **solo l’11,1% delle imprese non ha attivato nessun processo volto ad** **aumentare** **la** **propria** **sostenibilità**.

 

Un ragionamento a parte richiede la questione degli **impianti per l’auto-produzione di energia da fonti rinnovabili**: se è vero che solo il 16,5% delle imprese dichiara di averli installati, occorre notare che il 50,4% delle imprese – evidentemente sotto la spinta della crisi energetica e dal caro-bollette – dichiarano di essere intenzionate a farlo.

 

Quello che forse le piccole imprese non hanno ancora completamente compreso è che**,** **in** **prospettiva,** **opportunità** **interessanti** **potranno** **dischiudersi** **anche** **sul** **fronte** **di** **un** **accesso** **selettivo al credito, a bandi pubblici orientati al** ***green procurement*****, ad incentivi e sostegni** **destinati a chi vuole cambiare investendo in sostenibilità**. E naturalmente la condizione abilitante per partecipare a questi processi sarà la misurazione del proprio livello di sostenibilità e dei risultati ottenuti. Al momento non si rileva grande partecipazione né grande interesse per strumenti quali auditing, indicatori, certificazioni, reportistica. Su questo fronte devono certamente aumentare la consapevolezza e la conoscenza, perlomeno a livello di base. **La strada maestra è la formazione,** **ancora poco praticata dalle imprese (solo il 33,1% vi ha fatto ricorso negli ultimi 5 anni) anche** **perché ritenuta troppo teorica e poco rispondente ai loro fabbisogni specifici**. Si tratta di un terreno che può essere molto produttivo, e sicuramente le associazioni di categoria sono i soggetti più indicati per “ararlo in profondità”, anche perché possono parlare un linguaggio comprensibile e sintonico con i loro abituali interlocutori.

 

**I risultati dell’indagine consentono inoltre di far emergere un profilo differenziato degli imprenditori più giovani (gli Under 40)**. Quest’ultimi, infatti, risultano più attenti della media al tema della sostenibilità sociale, agli interventi che possono essere ricondotti al paradigma emergente della “transizione circolare”, nonché a partecipare, direttamente o con i propri dipendenti, a processi formativi.

 

In sintesi, le piccole imprese sono in cammino, preoccupate ma contemporaneamente incuriosite da tutto ciò che possono fare per aumentare la loro sostenibilità. Certamente **non sono disposte,** **per far pratica di cambiamento, a passare per le “forche caudine” di processi eccessivamente** **burocratizzati.** Su questo fronte potremmo dire che… “hanno già dato”. **Si attendono invece una** **“soglia bassa” di accesso all’innovazione e al cambiamento** in genere, basata su semplificazione delle procedure e su misure incentivanti là dove gli investimenti richiesti sono di importo significativo rispetto al loro volume d’affari. **Si attendono inoltre “coerenza sistemica”: non c’è** **niente che possa spegnere gli entusiasmi e la voglia di partecipare dei singoli soggetti come un** **contesto contraddittorio** incapace di riconoscere e premiare i virtuosi e di mettere mano alle criticità penalizzanti e demotivanti che pure ancora esistono.

 

La grande consapevolezza e disponibilità a mettersi in gioco che l’indagine ha rivelato è un segnale forte, soprattutto pensando al momento storico nel quale viene registrato. **I milioni di micro e** **piccole imprese di questo Paese che vogliono far pratica concreta di sostenibilità rappresentano** **un grande potenziale sia pure in buona parte ancora inespresso.** L’attivazione di questo “capitale inagito” sarebbe certamente uno dei viatici migliori verso gli obiettivi generali di sostenibilità dei processi produttivi e verso la transizione ecologica della società.

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Fonte: [Sostenibilità d’impresa, un’occasione solo per grandi?](https://giornaledellepmi.it/sostenibilita-dimpresa-unoccasione-solo-per-grandi/), Il Giornale delle PMI.
