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title: "Smart working post emergenza: mai più senza il fattore umano"
url: https://giornaledellepmi.it/smart-working-post-emergenza-mai-piu-senza-il-fattore-umano/
author: "Redazione"
published: 2020-07-22T07:07:43+02:00
modified: 2020-07-21T22:35:59+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "LAVORO"]
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# Smart working post emergenza: mai più senza il fattore umano

*Redazione · 22 Luglio 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Dalla Instant Survey Lockdown Cegos su abitudini e comportamenti acquisiti durante COVID-19, agilità e adattabilità sono risultate le soft skill più utili ad affrontare il momento; per 6 rispondenti su 10 il contatto umano è ciò che è mancato maggiormente lontani dall’ufficio e al tempo stesso ciò che si vorrebbe preservare nella nuova normalità.

Anche se un po’ forzoso, il ricorso allo smart working, o meglio al lavoro da casa, in questi mesi ha cambiato in maniera così sostanziale le modalità lavorative, da desiderare di non tornare indietro su alcune prassi adottate.

 

È quanto emerge dalla Instant Survey **Lockdown – Abitudini e comportamenti acquisiti durante COVID-19** realizzata da **Cegos** **Italia**, parte del Gruppo Cegos e tra i principali player nel Learning & Development. Condotta durante il mese di maggio, ha coinvolto 250 rispondenti per capire l’impatto di questo periodo sulle vite e sul lavoro delle persone.

 

Tra i comportamenti che **non** si vorrebbero **abbandonare** una volta ritornati alla “vita normale”, la vicinanza ai propri familiari, unita ad una maggior attenzione alle relazioni amicali – ovvero il **fattore umano** – sono considerati imprescindibili dal **41%** dei rispondenti. Al contempo il 22% degli intervistati ha mostrato un interesse più marcato per il digitale, tanto da volerlo utilizzare in futuro non solo per motivi professionali, ma anche per fini personali.

 

A riprova della centralità dell’uomo, in 6 casi su 10, stando lontani dall’ufficio, si è sentita maggiormente la **mancanza** **della socializzazione quotidiana con i colleghi (31%)** insieme alla **facilità di confronto** che si ha dialogando di persona **(29%)**. Per un quinto degli intervistati, inoltre, azzerandosi i confini tra ufficio e abitazione, il lavoro da casa ha comportato la perdita degli spazi personali.

 

*“Il fattore umano, la sua presenza o mancanza, è ciò che ha inciso maggiormente e dal quale non si potrà prescindere in un nuovo equilibrio vita-lavoro da ritrovare e impostare* – commenta **Emanuele Castellani**, **CEO Cegos Italy & Cegos Apac** -. *I comportamenti delle persone, però, fanno sempre la differenza e in questo caso realmente eccezionale come la pandemia, la reazione è risultata piuttosto pronta e all’insegna di grande responsabilità, aspetti da valorizzare e su cui far leva anche per il futuro”.*

 

Il lavoro da remoto ha, infatti, messo alla prova sia responsabili che collaboratori, entrambi al vaglio della Survey. Per più della metà degli intervistati **i capi si sono dimostrati all’altezza della situazione**: il **32%** ha notato una **maggiore fiducia** in loro e il **24%** ha apprezzato la **vicinanza emotiva** dimostrata in questo momento complesso. Solamente il 13% del campione ha segnalato la tendenza ad un controllo ossessivo dei compiti svolti.

 

Anche ai **collaboratori** sono stati attributi molti meriti: oltre il 25% ha saputo mantenere il **focus su obiettivi e risultati**, dimostrando perdipiù un buon livello di autonomia, creatività e slancio, disponibilità al confronto con i colleghi e i propri superiori e inclinazione a rispettare indicazioni, tempi e processi di lavoro (tutte voci al 16%).

 

**Agilità e adattabilità** (**38%**), in particolare, sono risultate le soft skill più utili nel periodo di lockdown, a seguire, un’organizzazione efficiente del lavoro (16%) e la *remote collaboration* (12%).

 

Considerando, infine, i fattori determinanti per lo smart working, preponderante risulta essere la **strumentazione adeguata e un ambiente domestico adattato allo svolgimento del lavoro** **(****43%)**. Per più di un quinto dei rispondenti fondamentale è, invece, strutturare il proprio lavoro secondo obiettivi precisi e mirati, mentre per il 18% incide un rapporto con il proprio capo o collaboratore basato sulla fiducia.

 

*“Le soft skill sono state determinanti per la business continuity e lo saranno ancora di più a supporto delle sfide di business che attendono le organizzazioni”* – prosegue **Castellani** *-. Consapevoli di questo e dell’importanza di potenziarle, anche noi attraverso nuove modalità abbiamo cercato di contribuire a fornire conoscenze e strumenti utili e continueremo a investire anche nei prossimi mesi nello sviluppo delle migliori soluzioni formative* *per sostenere performance e **competitività** di singoli e aziende in una nuova realtà trasformata”.*

 

Da segnalare che Cegos durante il periodo marzo-giugno, attraverso il programma **Let’s Go Digital** ha sviluppato una **serie di eventi** gratuiti per diffondere conoscenze e contenuti di rilevanza. Si è trattato di: 5 webinar su Crisis Communication, Remote Collaboration, Smart & Agile working, Remote Management e Digital Learning, 5 moduli e-learning accessibili gratuitamente, tre cicli di eventi online, di cui due internazionali, per un totale di 10 webinar, tenuti da consulenti, manager esperti e keynote speaker che hanno raccolto l’interesse globale di quasi 900 partecipanti. Accanto a tutto ciò, nello stesso periodo sono state erogate 750 *virtual classroom* e altri 15 webinar tematici.

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Fonte: [Smart working post emergenza: mai più senza il fattore umano](https://giornaledellepmi.it/smart-working-post-emergenza-mai-piu-senza-il-fattore-umano/), Il Giornale delle PMI.
