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title: "Sicurezza, medie aziende sempre più esposte: 6 su 10 non hanno un piano di gestione delle crisi, ma cresce la centralità del security manager"
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author: "Redazione"
published: 2025-11-05T06:50:16+01:00
modified: 2025-11-04T18:44:29+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TECNOLOGIA"]
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# Sicurezza, medie aziende sempre più esposte: 6 su 10 non hanno un piano di gestione delle crisi, ma cresce la centralità del security manager

*Redazione · 5 Novembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

> La seconda edizione dell’Osservatorio curato dall’Associazione dei Professionisti della security aziendale e TEHA Group evidenzia i settori nei quali le imprese devono investire per migliorare i livelli di sicurezza. Manfredini (AIPSA): “Una bussola per mettere il sistema in sicurezza”.

- L’indagine ha coinvolto **oltre 150 professionisti della Security** associati ad AIPSA, che operano in aziende attive in più di **20 settori**, rappresentative del tessuto imprenditoriale nazionale, con **un fatturato complessivo che supera i 500 miliardi di euro**.
- Cresce il timore verso le minacce al patrimonio aziendale, mentre cala il timore di essere colpiti da un evento meteo avverso. Rimane forte il timore di attacchi ransomware e alla supply chain.
- Solo le micro imprese e le grandi multinazionali, però, danno massima priorità alla difesa dei fornitori. Le medie imprese con fatturati tra i 10 e i 250 milioni di euro l’anno, sottovalutano il rischio, ma il danno stimato prodotto da un singolo attacco arriva fino a 1,8 milioni di euro.
- Cresce, tra le medie imprese il timore dei cyberattacchi, ma non le contromisure messe in campo: un anno fa ridurre dell’1% il rischio un attacco ransomware determinava un beneficio di 79mila euro, oggi la cifra è salita a quasi 100mila euro. Segno che il danno prodotto sarebbe maggiore.
- Migliora, invece, la prevenzione del rischio nelle multinazionali: nel 2024 ridurre del 10% il rischio di un attacco alla supply chain, si traduceva in un beneficio da 30 milioni di euro. Oggi non si superano i 16 milioni.
- Il 59% delle imprese non ha un piano personalizzato di crisis management, ma affronta i singoli incidenti in maniera integrata. Nel 2024 solo il 50% delle realtà gestiva insieme sicurezza fisica e cibernetica, oggi siamo al 61%.
- Il 23% delle imprese lamenta una carenza di professionisti della cybersecurity e poco meno della metà di queste è decisa ad affidarsi a consulenti esterni.
- Si consolida il ruolo del professionista della security: le donne sono la maggioranza (57%) nei settori governance, compliance e legal, mentre rimangono sotto rappresentate (22%) nella sicurezza fisica.

 

Cresce la consapevolezza delle imprese italiane di esser sempre più esposte alle minacce fisiche e cibernetiche, ma la corsa alle contromisure è tutt’ora a due velocità: bene le grandi aziende, meno bene le realtà mid-market.

 

È questo il principale elemento che emerge dall’**edizione 2025 dell’Osservatorio Security Risk** promosso da **AIPSA**, l’Associazione dei Professionisti della Security Aziendale, e curato da **TEHA – The European House Ambrosetti.** Una fotografia dello stato di salute della sicurezza delle imprese italiane, viste con gli occhi dei Security Manager, presentata presso la sede di Enel di Villa Lazzaroni a Roma, alla presenza, tra gli altri, di **Valerio Giardina**, Head of Security di Enel SpA, del **generale Franco Federici**, Consigliere militare del Presidente del Consiglio, **Bruno Frattasi**, Direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, **Fabio Ciciliano**, capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e della vicepresidente del Senato, **Licia Ronzulli**.

 

Al di là delle tipologie di minaccia, più o meno frequenti, **il principale nodo da risolvere è quello legato alla supply chain**. La consapevolezza della fragilità del sistema non è uguale per tutti.

 

Se **le grandi aziende multinazionali** con fatturati superiori ai 10 miliardi di euro sono state in grado, nel giro di un anno, di **ridurre l’impatto di un eventuale attacco di circa il 51%**, per le medie imprese il discorso cambia. **Una realtà che fattura circa 500 milioni di euro l’anno, nel 2024 poteva subire un danno di meno di 6 milioni di euro da un attacco alla catena di fornitura, oggi siamo saliti a oltre 9 milioni.**

 

*“Ciò che è fondamentale* – commenta il presidente AIPSA, **Alessandro Manfredini** – *è che si cominci a guardare alla sicurezza come un prodotto complessivo, in cui ogni attore ha un ruolo decisivo. C’è stato un passo avanti nell’ultimo anno, anche in ragione dei provvedimenti del governo e dell’Ue. **Il 61% delle realtà oggi ha un sistema che integra sicurezza logica e sicurezza fisica**, ovvero il livello minimo per i tempi che viviamo. Quello che **manca**, nel 59% dei casi, però, è **un piano complessivo di gestione delle crisi**”.*

 

*“Le aziende, anche quelle piccole, si stanno attrezzando* – aggiunge **Isabella Gabbiani,** AD di Cybrain, società partecipata di TEHA Group, che ha curato la ricerca -. ***Il 70% delle assunzioni programmate dalle imprese interesserà i professionisti cyber****, ma anche il risk management e la governance. Per un’azienda su due, tuttavia, si tratterà di consulenze esterne. A dimostrazione che **la Security viene ancora vissuta come una commodity** per troppe realtà”.*

 

*“In questo quadro**, la figura del Security Manager diventa fondamentale*** – conclude Manfredini –. *La buona notizia è che **la professione si sta aprendo sempre più alle donne**, che sono mediamente più giovani e ricoprono ruoli chiave nelle aree governance e di coordinamento. Un passo avanti importante, in direzione di un approccio sistemico, ragionato e integrato alla sicurezza”.*

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Fonte: [Sicurezza, medie aziende sempre più esposte: 6 su 10 non hanno un piano di gestione delle crisi, ma cresce la centralità del security manager](https://giornaledellepmi.it/sicurezza-medie-aziende-sempre-piu-esposte-6-su-10-non-hanno-un-piano-di-gestione-delle-crisi-ma-cresce-la-centralita-del-security-manager/), Il Giornale delle PMI.
