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title: "Reti d’impresa: crescita a doppia cifra nel 2022"
url: https://giornaledellepmi.it/reti-dimpresa-crescita-a-doppia-cifra-nel-2022/
author: "Redazione"
published: 2023-03-22T07:20:10+01:00
modified: 2023-03-21T18:56:47+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Reti d’impresa: crescita a doppia cifra nel 2022

*Redazione · 22 Marzo 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Per le imprese in rete, crescita superiore rispetto alla media dello scorso quadriennio. Il 65% delle realtà analizzate registra un incremento dei ricavi.

A 14 anni dalla sua introduzione, il contratto di rete continua il suo percorso di crescita e diffusione. Nello scorso quadriennio, 2019-2022, le reti sono cresciute del 40,5%. Solo **nell’ultimo anno i contratti di rete sono aumentati del 10%** (+751 rispetto al 2021) e **le imprese in rete del 6,7%** (+2.846 rispetto al 2021), nonostante la turbolenza del quadro economico e internazionale.

 

Dai dati elaborati da InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, al 1° marzo 2023 emerge che il numero totale di imprese coinvolte in progetti di collaborazione è di **45.288** per **8.382 contratti** registrati.

 

Le evidenze dell’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’Impresa 2022 – curato da InfoCamere, RetImpresa e dal Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia – confermano la crescita delle imprese in rete e delle reti sul piano dei risultati economico-finanziari e del potenziamento delle capacità organizzative e gestionali delle aziende coinvolte, facendo emergere caratteristiche, punti di forza e opportunità derivanti dall’evoluzione dell’esperienza collaborativa in Italia.

 

### **La forza delle Micro-reti**

 

Anche per il 2022 si conferma il consolidamento delle micro-reti con 2-3 imprese, che rappresentano il 52% del totale, e il prevalere delle reti regionali (71,6%) e uniprovinciali (50,9%) con un leggero incremento delle reti interregionali (+4%).

 

Le microimprese in rete (fino a 9 addetti) occupano oltre 69mila lavoratori (5%), mentre le piccole imprese (10-49 addetti) concentrano quasi 189mila lavoratori (13,7%). Il maggior volume occupazionale è assorbito dalle medie e grandi imprese, che pur essendo un numero minore (quasi 3.240) danno lavoro a 1,1 milioni di lavoratori (81% del totale). È il Nord ovest ad assorbire il maggior numero di addetti (quasi un terzo), in ragione della più elevata diffusione di medie e grandi imprese, seguito dal Centro, dove si concentrano quasi il 31% degli addetti. Un quinto dell’occupazione lavora nelle regioni del Nord est, mentre il restante 13% trova lavoro nel Mezzogiorno.

 

### **La geografia delle reti**

 

A registrare la concentrazione più elevata di imprese *retiste* sono le regioni del Centro (35%). Nelle regioni del Sud operano quasi il 26% delle imprese retiste, mentre il 21% si colloca nelle regioni del Nord est. Il restante 18% si concentra nel Nord ovest.

 

I dati mostrano inoltre una spiccata vocazione per l’agroalimentare sia tra le realtà imprenditoriali in rete del Mezzogiorno (28,5%) che del Nord est (24,8%), mentre nelle regioni del Centro è il commercio a prevalere su tutti gli altri settori (19,8%). L’edilizia raggiunge un’incidenza piuttosto marcata tra le imprese del Nord (15,6%), mentre le aziende del Centro e del Mezzogiorno propendono maggiormente per i servizi turistici (12,8% e 10,2% rispettivamente).

 

### **I numeri dei bilanci**

 

Analizzando i bilanci relativi al 2021 (gli ultimi disponibili) depositati dalle imprese retiste, l’Osservatorio ha riscontrato **una crescita dei risultati economico-finanziari delle imprese in rete superiori rispetto alla media del quadriennio precedente** (2017-2020). Complessivamente, **oltre il 65% delle imprese analizzate ha registrato un incremento dei ricavi, del valore aggiunto e del valore delle immobilizzazioni**. Distinguendo per macroaree, il Nord ovest registra la maggior percentuale di imprese che hanno realizzato un miglioramento di ricavi (69%) e valore aggiunto (72%), mentre Sud e Isole si nota la percentuale più alta di imprese che hanno migliorato la misura delle immobilizzazioni rispetto al passato (64%). Analizzando gli indici di redditività (ROI, ROS, ROA, ROE) negli stessi anni Il 56% delle imprese retiste ha sperimentato un miglioramento dei quattro indicatori. La macroarea Sud e Isole è quella con le percentuali più alte di imprese che hanno registrato un miglioramento di tutti e quattro gli indicatori.

 

### **L’innovazione si fa strada in rete**

 

**Le reti rappresentano una forma di collaborazione efficace anche per l’innovazione**. Rispetto alla *performance* legata alla capacità della rete di sviluppare nuovi prodotti e servizi, il focus di questa edizione dell’Osservatorio ha esplorato l’adozione di logiche di ***open innovation*** nelle reti. Il primo risultato che emerge dall’analisi è che più aumenta il numero e l’importanza delle relazioni per l’*open innovation* che si instaurano tra la rete e i suoi *partner* esterni (fornitori, concorrenti, università, centri di ricerca pubblici e privati, ecc.) più cresce il numero di innovazioni introdotte dalla rete.

 

Le reti possono inoltre essere strumento di coordinamento e *governance*. Come noto, la storica frammentazione delle catene del valore nazionali costituisce un limite strutturale e strategico soprattutto quando aumentano turbolenza e incertezza dell’ambiente competitivo. Per questa ragione, **l’Osservatorio 2022 ha approfondito il ruolo dei contratti di rete per il coordinamento delle filiere,** evidenziando come le reti che nascono e danno forma alle relazioni tra imprese nell’ambito delle filiere produttive nazionali siano idonee a creare sviluppo e valore per PMI e territori, ad attivare dinamiche volte a rendere il network più solido e organizzato, a migliorare le performance singole e aggregate, consentendo di mettere a fattor comune investimenti e risorse complementari. Questi aspetti peculiari del contratto di rete portano a considerare le reti come strumento idoneo ad affrontare il tema dell’evoluzione e della crescita delle filiere sotto molteplici profili (organizzativo e di *governance*, finanziario/fiscale, lavoristico, tecnologico, economico/valoriale, ecc.).

 

### **Reti e lavoro: cresce l’attenzione alla codatorialità**

 

Nella direzione di un’ottimizzazione delle risorse condivise nonché di un rafforzamento organizzativo va anche l’introduzione **dell’istituto della codatorialità**, che l’Osservatorio analizza per sensibilizzare imprenditori e *policy maker* sulle potenzialità di questo nuovo strumento lavoristico, operativo da poco più di un anno. Infatti, la codatorialità mette a disposizione delle imprese in rete la possibilità di **assumere insieme** **personale qualificato, dotato delle competenze tecniche e manageriali necessarie ad affrontare le sfide della transizione verde e digitale e**, quindi, a raggiungere obiettivi di maggiore competitività ed efficienza nella gestione dei network collaborativi, anche in periodi di incertezza e recessione. I primi dati disponibili sui rapporti di lavoro attivati in regime di codatorialità **evidenziano la presenza di 1.416 imprese in posizione di co-datori all’interno di 264 contratti di rete.**

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Fonte: [Reti d’impresa: crescita a doppia cifra nel 2022](https://giornaledellepmi.it/reti-dimpresa-crescita-a-doppia-cifra-nel-2022/), Il Giornale delle PMI.
