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title: "Registro rifiuti: digitalizzazione obbligatoria. Gli strumenti per adeguarsi alle nuove procedure RENTRI secondo Intesa (Kyndryl)"
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author: "Redazione"
published: 2025-02-05T06:40:15+01:00
modified: 2025-02-04T19:33:33+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["AMBIENTE"]
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# Registro rifiuti: digitalizzazione obbligatoria. Gli strumenti per adeguarsi alle nuove procedure RENTRI secondo Intesa (Kyndryl)

*Redazione · 5 Febbraio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Dal 13 febbraio 2025 scatta l’obbligo di compilazione elettronica del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti e Intesa definisce gli strumenti digitali necessari per affrontare il cambiamento.

**La gestione dei rifiuti in Italia si digitalizza**: dal **13 febbraio 2025** le aziende devono dovranno obbligatoriamente adeguarsi alle nuove modalità di compilazione del **Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI)** per una migliore tracciabilità e conformità normativa. Tuttavia, **il RENTRI non offre un servizio di conservazione digitale dei documenti**, e le aziende devono dotarsi di soluzioni affidabili per l’archiviazione a norma. È quindi in questo scenario che **Intesa (Gruppo Kyndryl),** come service provider accreditato AgID, offre soluzioni affidabili per supportare le imprese nell’adeguamento a questi nuovi obblighi.

 

“*Ancora una volta la tecnologia arriva in supporto al cambio di paradigma della società che è sempre più attenta all’ambiente; è tempo dunque di lasciare in discarica i vecchi sistemi e adottare soluzioni sempre più sostenibili*” conferma **Marco Broggio, Chief Solutions Officer di Intesa (Gruppo Kyndryl)** *“Dalla nostra esperienza – che ogni anno mandiamo in conservazione circa 821 milioni di documenti – siamo consapevoli del valore della scelta operata dal Governo: con la registrazione e la conservazione digitale piuttos**to che su carta, si evitano innumerevoli quantità di CO2 (si stima che ad esempio per ogni azione di firma elettronica si risparmiano circa 4 grammi di anidride carbonica) oltre a permettere una reperibilità e un rispetto alle regole largamente ottimizzato*”.

 

In tema di sostenibilità l’ambito raccolta e smaltimento rifiuti in Italia ha già fatto importanti passi in avanti: dall’ultimo **report ISPRA risulta che** il **sistema di raccolta differenziata ha raggiunto il 66,6%**, e anche il riciclaggio dei rifiuti urbani sale al 50,8%, avvicinandosi così all’obiettivo del 65% previsto per il 2030. Nonostante lo smaltimento in discarica sia sceso al 15,8% (-10,8% rispetto al 2022), aumentano gli impianti di trattamento arrivati a 656 su territorio nazionale.

 

“*Il RENTRI è un ulteriore passo in avanti verso la sostenibilità della filiera, si tratta di una modalità amministrativa che ben si allinea ai valori della salvaguardia ambientale*” conferma **Broggio** “*occorre dunque procedere in questa direzione e accelerare il cambiamento*”.

 

### **Cos’è il RENTRI e quali sono i vantaggi?**

 

Innanzitutto occorre precisare che il **RENTRI è lo strumento digitale adottato dal Ministero dell’Ambiente per controllare e garantire la tracciabilità dei rifiuti** che va a sostituire il precedente SISTRI (Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) ormai in disuso dal 2019. Si tratta di una soluzione di gestione digitalizzata del registro di carico e scarico, dei formulari di identificazione dei rifiuti e del MUD, volta a favorire la cooperazione tra le imprese e la pubblica amministrazione per velocizzare la **transizione ecologica** del comparto.

 

IL RENTRI è ufficialmente entrato in vigore il 15 giugno 2023, ma **è dal 13 febbraio di quest’anno che si prevede l’obbligo di adesione** per tutti i trasportatori, intermediari e smaltitori di rifiuti, consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di determinate categorie di rifiuti, autorità marittime e più in generale imprese con più di 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi oppure rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali oppure artigianali.

 

I soggetti che da febbraio sono tenuti all’iscrizione e all’adesione delle procedure standard del RENTRI devono obbligatoriamente dotarsi di registri di carico e scarico attraverso nuovi modelli digitali.

 

La tenuta in modalità digitale dei registri cronologici di carico e scarico per la gestione dei rifiuti è consentita sulla base delle stesse norme che regolano la formazione dei documenti informatici rilevanti come i registri IVA ed i registri contabili. Come tutti i documenti digitali validi ai fini fiscali, quindi, devono essere conservati secondo quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione digitale con un sistema che ne preservi i requisiti di autenticità, integrità, affidabilità e leggibilità.

 

### **Ma come adeguarsi al RENTRI? Le indicazioni di Intesa**

 

Sicuramente è necessario avere un **sistema di archiviazione elettronica (conservazione a norma)** in grado di conservare i documenti per almeno tre anni con sistemi in grado di garantire elevati standard di sicurezza e conformità come quelli forniti da Conservatori qualificati AgID. È poi utile dotarsi di una **firma elettronica qualificata** per velocizzare e certificare le operazioni legate alla gestione dei rifiuti in piena sicurezza, riducendo i tempi operativi e garantendone una piena conformità normativa. Il **sigillo elettronico qualificato**, regolamentato da eIDAS, è poi uno strumento indispensabile per certificare l’integrità e l’origine dei documenti digitali legati al RENTRI. Garantisce infatti che i documenti non siano stati modificati dopo la loro emissione e attesta l’identità dell’organizzazione emittente. Vi è poi la **marca temporale** che aggiunge un riferimento certo e giuridicamente valido ai documenti, certificando la data e l’ora esatta della loro creazione o firma. Questo strumento è essenziale per garantire la tracciabilità e il rispetto delle scadenze previste dalla normativa RENTRI, rafforzando la validità legale dei registri digitali.

 

*“Adeguarsi al RENTRI non è solo un obbligo, ma un’opportunità per le imprese di modernizzare le proprie operazioni, ridurre i costi amministrativi e contribuire attivamente alla tutela ambientale. Soluzioni come la conservazione digitale a norma e* *l’uso di strumenti certificati quali la firma elettronica e il sigillo elettronico, offrono alle aziende un supporto concreto per affrontare con successo questa transizione, mantenendo la massima attenzione sugli aspetti di sicurezza e conformità normativa*” conclude **Broggio**.

 

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Fonte: [Registro rifiuti: digitalizzazione obbligatoria. Gli strumenti per adeguarsi alle nuove procedure RENTRI secondo Intesa (Kyndryl)](https://giornaledellepmi.it/registro-rifiuti-digitalizzazione-obbligatoria-gli-strumenti-per-adeguarsi-alle-nuove-procedure-rentri-secondo-intesa-kyndryl/), Il Giornale delle PMI.
