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title: "Rapporto iSustainability: il 49% delle aziende ha già subito impatti climatici, solo il 31% ha investito in adattamento"
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author: "Redazione"
published: 2026-10-28T06:35:31+01:00
modified: 2026-10-27T17:03:42+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["AMBIENTE"]
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# Rapporto iSustainability: il 49% delle aziende ha già subito impatti climatici, solo il 31% ha investito in adattamento

*Redazione · 28 Ottobre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Giovannini: "Le imprese tengano la rotta sulla transizione: i cicli industriali durano più delle stagioni politiche".

**Nonostante la drammatica estate appena trascorsa, la crisi climatica stenta a riprendere centralità nel dibattito politico internazionale.** Negli Stati Uniti il cambio di direzione è esplicito, con petrolio, gas e carbone tornati al centro della strategia energetica federale e una contestazione delle politiche climatiche che arriva a mettere in discussione la stessa necessità della transizione. **Per le imprese seguire questa oscillazione sarebbe un errore: piani industriali, impianti, tecnologie e filiere hanno orizzonti di anni o decenni, mentre gli effetti del cambiamento climatico incidono già su costi, approvvigionamenti e continuità operativa.**

 

È il monito lanciato oggi da **Riccardo Giovannini**, CEO e co-founder di **iSustainability**, al Talent Garden di Roma durante ***“Terapie di sistema: innovare con la sostenibilità per orientare il mercato”***, evento dedicato al confronto tra imprese sui temi della sostenibilità, con la partecipazione di Carlo Mussi, Responsabile Risk, Compliance & Sustainability di ACEA Ambiente, e Dino Menichetti, General Manager di Dachser & Fercam.

 

*“Il clima è progressivamente uscito dal dibattito pubblico e ancora oggi, a valle dell’estate più calda di sempre alle nostre latitudini, assistiamo al ritorno di posizioni negazioniste che arrivano a mettere in discussione evidenze scientifiche consolidate”*, afferma **Giovannini.** *“Le imprese programmano investimenti che durano dieci o vent’anni e devono guardare oltre la stagione politica. Transizione energetica, efficienza, resilienza delle filiere e gestione dei rischi climatici restano questioni industriali e incidono sulla capacità di competere”*.

 

Se gli effetti della crisi climatica sono infatti già arrivati, la capacità di risposta delle imprese resta disomogenea. Secondo l’analisi **“La Terza Via della Sostenibilità 2026”**, realizzata da iSustainability su un campione di **96 aziende italiane**, **quasi un’azienda su due, il 49%, dichiara di avere già subito negli ultimi due anni impatti climatici con conseguenze operative o economiche**.

 

A fronte di questa esposizione, **il 31% ha già realizzato investimenti specifici in adattamento**. La quota sale al 45% includendo quelli programmati nei prossimi 12-24 mesi, mentre il **29% non ha alcun intervento previsto**. Tra le aziende che hanno già sperimentato impatti diretti, la percentuale di quelle che hanno reagito investendo raggiunge invece il **57,4%**: l’esperienza del danno accelera quindi la risposta, senza renderla ancora sistematica.

 

*“Questi numeri mostrano con chiarezza dove si concentra oggi una delle principali fragilità*“, osserva Giovannini. *“Il clima ha già prodotto effetti concreti su una parte rilevante delle imprese, mentre gli investimenti in adattamento restano molto più limitati. È un tema che deve entrare stabilmente nelle strategie aziendali, perché riguarda la capacità di affrontare rischi che sono già presenti e che accompagneranno le imprese nei prossimi anni”.*

 

Lo stesso scarto emerge dall’**EIB Investment Survey 2025** della Banca europea per gli investimenti. Il **69% delle imprese italiane** dichiara di avere adottato misure per la resilienza climatica, ma spesso solo attraverso coperture assicurative; **solo il 17% investe in soluzioni specifiche per ridurre l’esposizione ai rischi fisici e il 18% dispone di una strategia di adattamento**.

 

*“Il rischio è che l’adattamento venga affrontato soltanto quando il danno si è già manifestato”,* aggiunge Giovannini. *“Per questo serve riportare il clima dentro le decisioni di lungo periodo delle aziende. La politica può cambiare direzione rapidamente; l’esposizione ai rischi climatici e gli investimenti necessari per affrontarli hanno tempi molto più lunghi”.*

 

I dati sugli investimenti confermano tuttavia che la transizione continua a pesare nelle scelte delle imprese e nei flussi di capitale. *“Nella nostra ricerca il 77% delle aziende ha mantenuto invariati i propri programmi di investimento in sostenibilità e il 67% la considera una leva di competitività e innovazione”,* conclude Giovannini. *“Su scala globale, la IEA stima per il 2026 3.400 miliardi di dollari di investimenti energetici: 2.200 miliardi in tecnologie e infrastrutture energetiche pulite e 1.200 miliardi in petrolio, gas e carbone. I fossili continuano quindi a muovere capitali enormi, ma la quota maggiore degli investimenti va già verso tecnologie e infrastrutture della transizione. Per le imprese significa che energia, innovazione e competitività continueranno a cambiare ben oltre l’attuale stagione politica”*.

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Fonte: [Rapporto iSustainability: il 49% delle aziende ha già subito impatti climatici, solo il 31% ha investito in adattamento](https://giornaledellepmi.it/rapporto-isustainability-il-49-delle-aziende-ha-gia-subito-impatti-climatici-solo-il-31-ha-investito-in-adattamento/), Il Giornale delle PMI.
