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title: "Quiet cracking: una nuova minaccia silenziosa per la produttività sul posto di lavoro"
url: https://giornaledellepmi.it/quiet-cracking-una-nuova-minaccia-silenziosa-per-la-produttivita-sul-posto-di-lavoro/
author: "Redazione"
published: 2025-10-09T06:45:52+02:00
modified: 2025-10-08T20:10:04+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Quiet cracking: una nuova minaccia silenziosa per la produttività sul posto di lavoro

*Redazione · 9 Ottobre 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Il fenomeno riguarda già la metà della forza lavoro globale e costa 438 miliardi di dollari in perdita di produttività.

Dopo il *quiet quitting* e una serie di termini e locuzioni che tentano di spiegare il declino del coinvolgimento sul posto di lavoro, ecco emergere un nuovo fenomeno, il *quiet cracking*. *“Siamo inondati da nuove espressioni coniate per descrivere la produttività e il disimpegno, come quiet quitting, quiet firing e adesso quiet cracking. Ma tutte queste etichette descrivono la stessa realtà, quindi a meno che non comprendiamo la personalità, i valori e i rischi di ogni individuo, continueremo a reagire ai sintomi senza andare alla radice del problema”*, commenta **Ryne Sherman, Chief Science Officer di Hogan Assessments**.

 

*Quiet cracking* descrive i dipendenti che continuano a ottenere risultati ma che, silenziosamente, devono gestire stress, disimpegno e sintomi di burnout. Secondo uno [studio di Gallup](https://tracking.us.nylas.com/l/86b6b644e0994578bc6e6bed819c8b2a/1/d77dc1c588c82cfcd6703d31b48f8e52103557896481a64ba978e1f23b129f6f?cache_buster=1759822536), questo problema riguarda già circa la metà della forza lavoro globale ed equivale a [**438 miliardi di dollari**](https://tracking.us.nylas.com/l/86b6b644e0994578bc6e6bed819c8b2a/2/121c17f1bd5b2a0da6ccbd2bf128648a0e6f233ca1c71d04114183e230686505?cache_buster=1759822536) **in perdita di produttività e** [**9,6 trilioni di dollari**](https://tracking.us.nylas.com/l/86b6b644e0994578bc6e6bed819c8b2a/3/7ca0baabe99694e013b5dd8fb6522fb22510b7739f2aecc058192692ebcd72e9?cache_buster=1759822536) **in produttività che sarebbero altrimenti iniettati nell’economia mondiale se la forza lavoro globale fosse pienamente coinvolta.** In Europa, solo il [14%](https://tracking.us.nylas.com/l/86b6b644e0994578bc6e6bed819c8b2a/4/f2f163c3107ba1a4cacb09aea6392ba40507b3bfff6862d10074e80cfb4708ae?cache_buster=1759822536) dei dipendenti si sente coinvolto sul lavoro, la percentuale più bassa tra tutte le regioni del mondo. Diversamente dal *quiet quitting*, dove la riduzione dell’impegno è consapevole, nel caso del *quiet cracking* le prestazioni rimangono stabili mentre la salute mentale e il coinvolgimento sono gravemente compromessi.

 

Per le aziende, questo significa dipendenti apparentemente produttivi che possono “cedere” in qualsiasi momento, con ricadute culturali e finanziarie di lungo termine, un rischio che Hogan Assessments ritiene evitabile se si attuano cinque misure pratiche per gestire il *quiet cracking*:

 

1. **Investire nello sviluppo e nella crescita professionale**: i dipendenti tendono a distaccarsi in silenzio quando non vedono un futuro nel loro ruolo. Creare una mappa dei talenti e offrire percorsi di crescita chiari possono ripristinare un senso di scopo e di appartenenza.
2. **Creare leader empatici**: in molti casi, quello che mantiene un dipendente motivato non è l’attività in sé, ma il modo in cui il manager gestisce la sua leadership. Addestrare i leader ad ascoltare, dare un feedback e sostegno nei periodi di stress è essenziale per evitare il burnout silenzioso.
3. **Allineare valori e leve motivazionali**: il disimpegno non è sempre un segno di scarse prestazioni, anzi spesso riflette uno scollamento tra quello che motiva il dipendente e quello a cui l’azienda dà valore. Comprendere questo legame è essenziale per tenere alta l’energia e la motivazione nel lungo termine.
4. **Misurare e agire su base continua**: il *quiet cracking* è invisibile perché non è registrato dai resoconti sulla produttività. L’uso di sondaggi frequenti abbinato a una lettura più approfondita dei comportamenti aiuta a riconoscere i primi segnali di disimpegno.
5. **Creare spazi sicuri per il dialogo**: i dipendenti spesso sanno di aver raggiunto il limite ma non sanno come condividere la loro situazione. Creare canali di comunicazione sicuri e rinforzare l’ascolto attivo evitano che piccoli problemi si trasformino in vere e proprie crisi.

 

La sfida più grande con il *quiet cracking* è che non è evidente nelle metriche delle prestazioni tradizionali. *“L’apparente produttività non deve trarre i leader in inganno. Un dipendente può continuare a portare risultati anche se è già emotivamente esausto e disimpegnato. Riconoscere questo squilibrio è la chiave per intervenire prima che sia troppo tardi”*, sottolinea Sherman.

 

I segnali di avvertimento a cui i leader devono prestare attenzione includono **ansia crescente, diminuzione dell’entusiasmo, sintomi fisici ricorrenti (come insonnia e fatica), partecipazione ridotta durante le riunioni e distacco emotivo da colleghi o progetti**. *“Questi segni devono essere gestiti come campanelli di allarme”*, aggiunge Sherman. *“Solo investendo nello sviluppo, nell’empatia e nell’allineamento dei valori le organizzazioni possono evitare che i professionisti raggiungano il punto di rottura. Il benessere sostenuto deve essere inteso come una parte essenziale della strategia aziendale”.*

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Fonte: [Quiet cracking: una nuova minaccia silenziosa per la produttività sul posto di lavoro](https://giornaledellepmi.it/quiet-cracking-una-nuova-minaccia-silenziosa-per-la-produttivita-sul-posto-di-lavoro/), Il Giornale delle PMI.
