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title: "Prestiti alle MPI: -5,0% a metà 2025 vs -0,2% totale imprese, calo più severo (-8,5%) per cluster dell’artigianato"
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author: "Redazione"
published: 2025-10-09T07:00:23+02:00
modified: 2025-10-08T20:11:34+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Prestiti alle MPI: -5,0% a metà 2025 vs -0,2% totale imprese, calo più severo (-8,5%) per cluster dell’artigianato

*Redazione · 9 Ottobre 2025 · Il Giornale delle PMI*

A settembre il Consiglio della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento della **politica monetaria**, confermando la decisione di luglio. L’atteggiamento prudente delle autorità monetarie è indotto da uno scenario geopolitico instabile, con guerre commerciali e conflitti che determinano incertezza, con potenziali shock per i quali i *policy makers* si mantengono un margine di manovra. Nonostante l’inflazione sia sotto controllo, la BCE seguirà un approccio guidato dai nuovi dati economici e finanziari. *“senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi*”. Tale orientamento sarà oggetto di verifica nella prossima riunione del 29-30 ottobre che sarà [ospitata dalla Banca d’Italia a Firenze](https://www.bancaditalia.it/media/agenda/2025-10-29_riunione-del-consiglio-direttivo-della-bce-politica-monetaria-presso-la-banca-d-italia/).

 

Una politica monetaria prudente si associa ad una **politica fiscale** scarsamente espansiva. Secondo il [Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP)](https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/inevidenza/2025/def2025/DPFP_2025.pdf) varato giovedì scorso dal Governo la prossima manovra non avrà impatto sulla crescita del 2026, con effetti espansivi limitati solo nel 2027 e 2028 (+0,1 punti). Il debole sostegno di entrambe le politiche economiche non appare adeguato nel contrastare il pesante impatto dei dazi che, sempre nel DPFP, è stimato pari allo 0,5% del PIL nel 2026 e dello 0,4% nel 2027.

 

Ad agosto 2025 il **costo del credito** pagato in media dalle imprese sulle nuove operazioni in Italia è del 3,49%, di 186 punti base superiori ai livelli di giugno 2022, precedente all’avvio della stretta monetaria. Il mancato taglio dei tassi di interesse penalizza la ripresa in corso degli **investimenti** **in macchinari** e non contribuisce al sostegno dei prestiti alle micro e piccole imprese. Nel secondo trimestre del 2025 gli investimenti in macchinari e impianti tornano a salire (+1,8%), dopo cinque trimestri con il segno negativo. Con il décalage dei tassi, tornano in positivo i **prestiti alle imprese** che ad agosto salgono dell’1,2% su base annua (+0,8% a luglio), una dinamica che rimane, comunque, meno intensa rispetto al +3,0% registrato in Eurozona.

 

**Il trend dei prestiti alle MPI per regione** – Il focus credito del 35° report congiunturale di Confartigianato pubblicato dall’Ufficio Studi – [qui](https://bit.ly/4gVEE33) per scaricarlo – delinea il persistere di una situazione critica per il credito alle micro e piccole imprese, un fenomeno su cui ha posto particolare attenzione il Governatore di Banca d’Italia nelle [considerazioni finali dello scorso maggio](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2025/cf_2024.pdf): “*un’adeguata disponibilità di credito è essenziale per sostenere gli investimenti e favorire la ripresa produttiva, soprattutto per le aziende più piccole, che incontrano maggiori difficoltà di accesso a fonti alternative di finanziamento*”.

 

A giugno 2025 i **prestiti alle micro e piccole imprese** fino a 20 addetti diminuiscono del 5,0% continuando il percorso di rallentamento della flessione iniziato nel 2024 in cui però registrano flessioni più intense rispetto al totale imprese (-0,2% a giugno 2025). Tra le imprese di minor dimensione va segnalata la criticità dei **prestiti alle quasi-società artigiane** – l’unico cluster riferito all’artigianato preso in esame da Banca d’Italia e che rappresenta circa la metà dei prestiti all’artigianato – il cui stock a giugno 2025 è in flessione dell’8,5%.

 

Focalizzando l’attenzione sui prestiti alle piccole imprese nelle **principali regioni** – ognuna con un ammontare di prestiti di almeno 3 miliardi di euro -, si rilevano diminuzioni inferiori o pari alla media a giugno 2025 per: Provincia Autonoma di Bolzano con il -2,6% (vs +2,0% totale imprese), Lazio con il -3,3% (vs +1,9% totale imprese), Piemonte con il -4,2% (vs +2,0% totale imprese), Puglia con il -4,5% (vs +0,1% totale imprese) e Sicilia con il -5,0% (vs -1,1% totale imprese). I cali più marcati dei prestiti alle piccole imprese si segnalano invece in Veneto con il -6,1% (vs -2,8% totale imprese), Toscana con il -5,4% (vs -0,6% totale imprese), Campania con il -5,2% (vs +1,2% totale imprese), Emilia-Romagna con il -5,1% (vs -0,8% totale imprese) e Lombardia con il -5,1% (vs -0,3% totale imprese). Si segnala che in nessuna regione il credito alle piccole imprese mostra una dinamica migliore rispetto a quello del totale imprese. A settembre 2025 il **giudizio sulle condizioni di accesso al credito** delle piccole imprese del manifatturiero è peggiorato (saldo a -12) rispetto alla rilevazione di giugno 2025 (saldo di -10).

 

**Costo del credito nelle regioni e per settore** – I divari territoriali amplificano gli effetti sul costo del credito per le imprese determinato da una minore velocità di discesa dei tassi. A giugno 2025 le imprese pagano in media un tasso di interesse annuo effettivo (TAE) del 5,22% con un ampio range territoriale, con un costo dei prestiti più onerosi nel Mezzogiorno e una oscillazione che va dal massimo di 7,13% in Calabria al minimo di 4,74% in Emilia-Romagna. Il settore che paga il tasso più alto sono le Costruzioni con il 6,30% con il massimo di 8,96% in Valle d’Aosta e il minimo in Emilia-Romagna con il 5,52%. Seguono i Servizi con un tasso di interesse annuo effettivo del 5,40% e una differenziazione territoriale che va dall’8,08% della Calabria al 4,93% dell’Emilia-Romagna. Il costo del credito relativamente più contenuto si riscontra nel Manifatturiero esteso, comprensivo di estrattivo, energia e utilities, pari 4,82% oscillando tra il 5,89% della Basilicata ed il 4,15% del Trentino-Alto Adige.

 

Infine, l’analisi degli ultimi dati disponibili per classe dimensionale delle imprese, riferiti a marzo 2025, conferma un maggiore costo del credito per le piccole imprese rispetto alle medio-grandi, in particolare nel Mezzogiorno: la situazione più critica si verifica in Sardegna dove le piccole imprese pagano un tasso pari all’11,27% superiore di ben 476 punti base rispetto al 6,61% pagato dalle restanti imprese.

 

#### Dinamica trimestrale dei prestiti bancari a piccole imprese e totale imprese nelle regioni

 

Giugno 2025. Var. % tendenziali corrette, piccole imprese (società di persone e di fatto e imprese individuali <20 addetti) decrescenti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/10/Dinamica-trimestrale-dei-prestiti-bancari-a-piccole-imprese-e-totale-imprese-nelle-regioni.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/10/Dinamica-trimestrale-dei-prestiti-bancari-a-piccole-imprese-e-totale-imprese-nelle-regioni.png)

  

#### Tasso di interesse annuo effettivo (TAE)\* alle imprese per settore nelle regioni

 

Giugno 2025. Tasso % su operaz. in essere per esigenze di liquidità di soc. non finanz. e famiglie produttrici escluse ditte individuali – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia

 

**[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/10/Tasso-di-interesse-annuo-effettivo-TAE-alle-imprese-per-settore-nelle-regioni.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/10/Tasso-di-interesse-annuo-effettivo-TAE-alle-imprese-per-settore-nelle-regioni.png)**

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Fonte: [Prestiti alle MPI: -5,0% a metà 2025 vs -0,2% totale imprese, calo più severo (-8,5%) per cluster dell’artigianato](https://giornaledellepmi.it/prestiti-alle-mpi-50-a-meta-2025-vs-02-totale-imprese-calo-piu-severo-85-per-cluster-dellartigianato/), Il Giornale delle PMI.
