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title: "PMI Digital Index 2020 Godaddy: cresce la digitalizzazione delle micro-imprese italiane post lockdown"
url: https://giornaledellepmi.it/pmi-digital-index-2020-godaddy-cresce-la-digitalizzazione-delle-micro-imprese-italiane-post-lockdown/
author: "Redazione"
published: 2020-07-03T07:05:38+02:00
modified: 2020-07-02T19:43:58+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["DIGITAL DIVIDE", "La rassegna dell'una"]
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# PMI Digital Index 2020 Godaddy: cresce la digitalizzazione delle micro-imprese italiane post lockdown

*Redazione · 3 Luglio 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Digitalizzazione post-lockdown: il 20% delle imprese presenti online ha avviato nuovi servizi di delivery e vendita sul web.

- *Secondo il* ***PMI Digital Index 2020*** *di* ***GoDaddy*** *l’indice di digitalizzazione delle PMI italiane si* ***attesta a 56/100****, registrando un aumento di 2 punti rispetto all’anno precedente.*
- *GoDaddy ha inoltre condotto “****Trasformazione digitale durante il lockdown: le micro imprese italiane****”, un’analisi* ***inedita sulle micro imprese*** *e i loro* ***comportamenti online durante il lockdown****. Solo il 41% delle micro imprese italiane ha un sito web rilevabile tramite i motori di ricerca. Tuttavia queste micro imprese hanno dimostrato capacità di reazione per sopravvivere alla crisi dovuta all’emergenza sanitaria.*
- *Quasi un quinto delle “saracinesche” ha infatti attivato durante il periodo di emergenza **servizi di vendita online e/o di delivery**, soprattutto nel settore della ristorazione.*

 

Negli ultimi mesi l’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 e il conseguente lockdown hanno portato le micro imprese, le cosiddette “**saracinesche**”, a cercare **canali digitali** alternativi per garantire la continuità e la sopravvivenza dell’attività economica, in totale sicurezza.  
 La ricerca di canali alternativi è avvenuta **nonostante il basso livello di digitalizzazione delle micro imprese** in Italia attive nei settori di commercio al dettaglio, ristorazione e studi professionali. Per queste micro imprese il primo passo per la digitalizzazione è rappresentato dall’apertura di un sito web: tuttavia, solo **il 41%** riesce ad utilizzare un sito “vetrina” in maniera funzionale e a renderlo rilevabile tramite i motori di ricerca. Di queste, **solo il 27% riesce ad attrarre volumi di traffico rilevanti** sul proprio sito web, registrando più di 500 visite al mese.

 

Tuttavia queste stesse aziende hanno mostrato capacità di reazione e una buona attività di sviluppo e creazione di servizi digitali per far fronte alla crisi dovuta all’emergenza sanitaria per rimanere in contatto con i propri clienti o conquistarne di nuovi: durante il lockdown **un quinto delle “saracinesche”** – con una presenza web rilevabile – **ha attivato servizi di vendita online (digital sales) e/o servizi di delivery.**

 

È quanto emerge da “**Trasformazione digitale durante il lockdown: le micro imprese italiane**”, un’**analisi inedita condotta da** **[GoDaddy](https://mailchef.4dem.it/tts.php?p=7a79fee8a364dad3abfacb62b889dd0d/55qa/4kun/rs/x3/f37/rs/rs/rs//https%3A%2F%2Fit.godaddy.com) Inc.** (NYSE: GDDY) su un campione di micro imprese – appartenenti ai settori di ristorazione, commercio al dettaglio e studi professionali – con un fatturato medio di 200.000 euro l’anno, per analizzare i loro comportamenti online durante il lockdown. Con oltre 19 milioni di clienti, **GoDaddy è il più grande provider al mondo** di domini e supporta gli imprenditori di tutti i giorni, fornendo aiuto e strumenti necessari per avere successo online.

 

L’analisi “Trasformazione digitale durante il lockdown: le micro imprese italiane” si focalizza dunque sulle micro aziende con sito web rilevabile e si declina su 4 aree di impatto: digital sales, delivery, comunicazione e performance.

 

### **Digital Sales**

 

Per quanto riguarda gli **strumenti di vendita online (digital sales)**, solo il 29% delle micro imprese aveva già attivato servizi per vendere online prima del lockdown, ma **il 18% del totale lo ha fatto durante il periodo di lockdown**.  
 Le più reattive in questo ambito sono state le micro imprese della ristorazione: per promuovere prodotti e raccogliere gli ordini il 23% si è organizzata con WhatsApp, il 14% con un canale di ecommerce, il 9% tramite Social Media.  
 A livello geografico, le micro imprese più impegnate nella “corsa alla digitalizzazione” durante l’emergenza sono state quelle del Centro (21%), seguite dal Sud (16%) e infine dal Nord (11%). Tuttavia, sottolinea GoDaddy, le aziende di Centro e Nord del Paese presentavano già pre-Covid una maggiore presenza di servizi di vendita digitali, rispettivamente il 35% e 31%, rispetto al 21% del Sud.

 

### **Delivery**

 

Secondo GoDaddy, durante il periodo di emergenza circa **una micro azienda su 5 (19%) ha attivato servizi di delivery**, tramite sito web o ordinazioni telefoniche. In particolare i ristoranti che hanno attivato servizi di delivery hanno scelto di effettuare le consegne con un corriere interno (80%) o di utilizzare un servizio di terze parti, come per esempio Glovo (20%). Emerge in maniera evidente come l’attivazione dei servizi di consegna a domicilio abbia aiutato i ristoranti a rimanere attivi anche durante il periodo di lockdown.  
 **Comunicazione**  
 I servizi informativi digitali non sono stati valorizzati dalle micro imprese durante i mesi di emergenza: **solo il 6% ha introdotto**, per esempio, **servizi di newsletter** per rimanere in contatto con i propri clienti. I risultati dello studio mostrano che invece **non si è rilevata un’attività in termini di apertura di nuovi canali di comunicazione digitali**, con le imprese che hanno preferito fare affidamento su quanto già attivato in precedenza. Dall’analisi emerge infatti come l’80% delle micro imprese avesse già una pagina Facebook e il 45% un profilo Instagram nei mesi antecedenti l’emergenza sanitaria. In particolare le micro aziende che si occupano di ristorazione nell’85% dei casi era già su Facebook e nel 53% su Instagram.

 

### **Performance**

 

“L’analisi condotta sulle micro imprese durante il periodo di emergenza sanitaria mostra che **solo pochi casi virtuosi (10%) hanno attivato investimenti significativi** durante il periodo di lockdown e incrementato il traffico verso il proprio sito”, **osserva Gianluca Stamerra, Regional Director di GoDaddy per Italia, Spagna e Francia**.  
 “Allo stesso tempo, il fatto che il 63% delle piccole aziende con sito rilevabile riesca a generare meno di 500 visite mensili dimostra che esiste un enorme potenziale miglioramento: ossia adottare strumenti per migliorare la visibilità dei loro siti vetrina, al fine di essere trovati su Internet e supportare efficacemente il business. Godaddy è pronta a supportare le PMI in questo processo di digitalizzazione, fornendo una suite di servizi che consente di impostare un sito Web e dargli visibilità, fornendo allo stesso tempo strumenti di marketing”.

 

### **Il PMI Digital Index 2020**

 

Questo trend emerge in maniera ancora più evidente dalla **seconda edizione del PMI Digital Index stilato da GoDaddy**. Condotta con il supporto della Business Unit Consultancy & Performance (guidata da Enrico Meacci Managing Director) di **Alkemy**, la ricerca fotografa il **grado di maturità digitale delle PMI Italiane** analizzando 120 parametri di 4.000 PMI in tre categorie principali: **Digital Presence Quality** (misura aspetti tecnici come la SEO); **Reputation Index** (misura la popolarità digitale dell’azienda); **Digital Marketing Index** (misura le azioni di visibilità digitale messe in piedi dall’azienda).  
 Secondo il PMI Digital Index 2020 **l’indice di digitalizzazione delle PMI che hanno un sito web si attesta a 56/100**, registrando un **aumento di 2 punti** rispetto all’anno precedente.  
 Il PMI Digital Index mostra come rispetto al 2019 la “qualità” delle *digital properties* delle PMI Italiane sia notevolmente migliorata: la “**Digital Presence Quality**” è cresciuta di 11 punti percentuali (dal 45% al 56%) grazie a una migliore struttura del sito e al posizionamento SEO: ad esempio, è stata rilevata una sitemap per il 57% delle PMI (+15% rispetto al 2019) ed è cresciuta anche la percentuale di PMI che hanno una versione mobile correttamente funzionante (dal 70% del 2019 al 74% del 2020).  
 GoDaddy ha registrato anche una crescita di 10 punti percentuali per il “**Digital Marketing Index**” (dal 33% al 43%): questo è dovuto ad un più ampio impiego di strumenti come Display Ads, utilizzati dal 10% delle PMI rispetto al 5% dello scorso anno, e di servizi di Web Analytics (dal 56% delle PMI nel 2019 al 62% nel 2020).  
 D’altra parte, il “**Reputation Index**” – che valuta i like alla pagina Facebook, la quantità di recensioni e in generale l’interazione organica sui social – peggiora dal 17% al 10%.  
 A livello **geografico**, le regioni più digitalizzate risultano essere Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Emilia-Romagna e Marche.

 

“Questi dati dimostrano una **moderata propensione alla digitalizzazione da parte delle PMI**: permane ancora un utilizzo poco evoluto e strategico degli strumenti di digital marketing a supporto della visibilità dell’azienda e soprattutto delle attività di vendita e di relazione con i clienti. **Le PMI italiane hanno una grande opportunità**: i pilastri digitali indicati da GoDaddy già dallo scorso anno (come ad esempio la “Digital Presence Quality” e il Reputation Index) sono stati in parte migliorati e questo **rappresenta un segnale che fa ben sperare su un’accelerata per il futuro**. Probabilmente l’emergenza sanitaria di quest’anno – che ha portato ad un cambiamento nelle abitudini di acquisto da parte dei consumatori, all’aumento del commercio elettronico e all’utilizzo dei servizi digitali – aumenterà la consapevolezza delle PMI sull’importanza di puntare maggiormente sulla propria digitalizzazione”, **sottolinea Gianluca Stamerra**.  
 “In questo scenario, ad esempio, **GoDaddy** ha lanciato l’iniziativa globale **OpenWeStand** e creato una coalizione di grandi società (tra cui American Express, PayPal, Salesforce e Slack) con l’obiettivo di **supportare le piccole e medie imprese a fronteggiare la crisi dovuta al Covid-19**. Inoltre – conclude Stamerra – tra le iniziative di supporto che GoDaddy sta lanciando in Italia c’è la **GoDaddy School of Digital**, un programma gratuito che punta a fornire alle PMI gli strumenti e le competenze necessari – dal marketing digitale al SEO – per colmare il divario digitale e riprendersi dalla crisi il prima possibile”.

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Fonte: [PMI Digital Index 2020 Godaddy: cresce la digitalizzazione delle micro-imprese italiane post lockdown](https://giornaledellepmi.it/pmi-digital-index-2020-godaddy-cresce-la-digitalizzazione-delle-micro-imprese-italiane-post-lockdown/), Il Giornale delle PMI.
