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title: "Più aumentano gli strumenti AI che usiamo, più cresce il sovraccarico mentale nei team: 7 passi per non farsi travolgere al rientro in azienda"
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author: "Redazione"
published: 2026-09-09T06:55:26+02:00
modified: 2026-09-08T15:28:37+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["IA"]
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# Più aumentano gli strumenti AI che usiamo, più cresce il sovraccarico mentale nei team: 7 passi per non farsi travolgere al rientro in azienda

*Redazione · 9 Settembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Alla ripartenza di settembre i team si ritrovano con più strumenti e più notifiche, ma con le stesse procedure di sempre. Mindiversity stila una lista di consigli per rientrare al lavoro con più consapevolezza.

Sono molte le **aziende pronte a ripartire** dopo la pausa estiva con **nuovi strumenti AI**, **tool** e **procedure** per accelerare il lavoro dei team.

 

D’altronde, i numeri sull’adozione dell’AI in azienda sono in crescita costante: secondo il [rapporto](https://www.istat.it/comunicato-stampa/imprese-e-ict-anno-2025/) Istat, nel 2025 il **16,4%** delle imprese con almeno dieci addetti ha utilizzato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l’8,2% dell’anno precedente. E raddoppia anche il numero di aziende che ne usano più di una simultaneamente, dal 5,2% al **10,6%**.

 

Il paradosso è che uno **strumento può semplificare** enormemente l’esecuzione di una singola attività e, nello stesso momento, **rendere più articolato il lavoro necessario per governarla**. Se un testo si produce in pochi minuti e le alternative a disposizione si moltiplicano, qualcuno deve comunque **verificare gli output**, integrarli, scegliere quale usare, ricostruire il contesto e prendere una quantità crescente di micro-decisioni.

 

Quando nuovi strumenti e procedure vengono semplicemente aggiunti a quelli già esistenti, senza eliminarne o semplificarne altri, può aumentare l’**attrito cognitivo**: il lavoro mentale aggiuntivo necessario per orientarsi tra informazioni, notifiche, cambi di contesto e decisioni prima ancora di riuscire a fare il proprio lavoro. Se questo attrito si accumula, si può arrivare in poco tempo al **sovraccarico**.

 

La promessa di semplificazione rischia così di fermarsi alla **singola attività**: si produce più velocemente, ma la complessità da gestire nell’operatività quotidiana aumenta notevolmente.

 

A riprova di questa evidenza, una [ricerca](https://publichealth.gmu.edu/news/2026-03/ai-and-rise-cognitive-overload) evidenzia il fenomeno che i lavoratori hanno definito come “**AI brain fry**”, l’**affaticamento mentale** che compare quando l’interazione con l’intelligenza artificiale supera le nostre capacità mentali, e riguarda soprattutto **chi gestisce più sistemi in parallelo**. Chi lo vive lo descrive come **nebbia mentale**, mal di testa, rallentamento nelle decisioni, la sensazione di avere il pensiero affollato.

 

È proprio sull’incontro tra funzionamento cognitivo e sistema di lavoro che interviene[Mindiversity](https://www.mindiversity.it/), progetto che accompagna aziende, organizzazioni e HR nel **rendere più esplicito il modo in cui un team elabora informazioni**, distribuisce il carico e si scambia istruzioni.

 

**Persone diverse** possono avere **ritmi**, **bisogni** di struttura e **modalità di elaborazione differenti**: quando incontrano ambienti con molte interruzioni, strumenti ridondanti, priorità implicite e una quantità crescente di informazioni da governare, può aumentare il **sovraccarico**.

 

“*Nei team che seguiamo la parola che torna più spesso è ‘sovraccarico’, e* *non ha a che fare soltanto con le ore lavorate, ma con quante cose ciascuno deve tenere aperte insieme, quante informazioni deve processare e in quali condizioni riesce a concentrarsi”* spiegano **Barbara Antongiovanni** e **Federica Ometti**, co-fondatrici di Mindiversity.

 

## **Il vademecum di** **Mindiversity** **per rientrare in azienda con più consapevolezza**

 

1. **Ridurre i canali e chiarirne l’uso:** decidere quale strumento serve a cosa ed eliminare quelli ridondanti, invece di continuare ad aggiungerne di nuovi.
2. **Distinguere ciò che è urgente da ciò che può aspettare:** esplicitare quali richieste richiedono una risposta immediata e quali possono essere gestite il giorno successivo, senza classificare tutto come urgente.
3. **Capire come lavora meglio ogni persona:** mappare le preferenze concrete, come ad esempio ricevere istruzioni scritte, avere una checklist, partire dalla visione d’insieme o confrontarsi direttamente.
4. **Riconoscere i possibili segnali di sovraccarico:** procrastinazione, irritabilità, difficoltà a rispondere, perdita di focus o tendenza a “sparire” possono comparire quando il carico diventa difficile da gestire, ma non indicano automaticamente una causa unica. È utile osservarli nel contesto in cui si manifestano.
5. **Usare confronto e coaching per trasformare il disagio in richieste concrete:** è utile spiegare come si manifesta il sovraccarico e quali sono i nostri bisogni, senza sentirsi costretti ad adattarsi continuamente o a “indossare una maschera”.
6. **Osservare lo “switch” del rientro:** dopo settimane trascorse seguendo maggiormente i propri ritmi, il ritorno al lavoro può rendere più evidente la distanza tra il proprio funzionamento e quello richiesto dal contesto.
7. **Prima di pensare di cambiare lavoro, provare a cambiare qualcosa nel lavoro:** chiedersi quali esigenze non sono mai state espresse e quali cambiamenti non si è mai provato a proporre al proprio team.

 

## **Un lavoro di traduzione dentro i team**

 

Per **Mindiversity**, quindi, l’**obiettivo** non è chiedere alle persone di imparare a sopportare sistemi sempre più complessi, ma **ridurre la complessità evitabile**: eliminare ridondanze, chiarire priorità e responsabilità, rendere le informazioni più leggibili e diminuire il numero di micro-decisioni necessarie per capire ogni volta come muoversi.

 

Tra i loro strumenti proprietari ci sono *Il libretto di istruzioni del team* e *Design for All Minds*, percorsi in cui i gruppi di lavoro **rendono espliciti modi di ricevere informazioni**, gestire priorità e collaborare, che di solito restano impliciti e vengono dati per condivisi, insieme a sessioni di coaching e formazione.

 

“*Il punto non è usare più tecnologia, ma progettare un modo di lavorare in cui la tecnologia tolga davvero complessità.* *Un sistema progettato bene richiede meno energia per capire come usarlo.* *Per questo, prima di introdurre l’ennesimo strumento, dovremmo chiederci prima cosa possiamo semplificare”*, concludono **Federica Ometti** e **Barbara Antongiovanni**.

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Fonte: [Più aumentano gli strumenti AI che usiamo, più cresce il sovraccarico mentale nei team: 7 passi per non farsi travolgere al rientro in azienda](https://giornaledellepmi.it/piu-aumentano-gli-strumenti-ai-che-usiamo-piu-cresce-il-sovraccarico-mentale-nei-team-7-passi-per-non-farsi-travolgere-al-rientro-in-azienda/), Il Giornale delle PMI.
