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title: "Pessimismo sul futuro delle aziende, anche in Italia"
url: https://giornaledellepmi.it/pessimismo-sul-futuro-delle-aziende-anche-in-italia/
author: "Redazione"
published: 2020-07-31T07:08:26+02:00
modified: 2020-07-30T18:43:44+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Pessimismo sul futuro delle aziende, anche in Italia

*Redazione · 31 Luglio 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Secondo Grant Thornton, nei primi sei mesi dell’anno in Italia l’ottimismo economico è diminuito del 10% rispetto al 2° semestre del 2019, con “solo” il 23% delle aziende positive sulla ripresa nei prossimi 12 mesi. Nel mondo tale fiducia è scesa al 43% (-16%).

- **Cala la fiducia delle aziende italiane sulla crescita del mercato per i prossimi 12 mesi passando dal 33% al 23%, la media globale si attesta al 43%;**
- **Il 40% delle aziende italiane prevede una diminuzione dei ricavi, mentre solo il 24% si aspetta un aumento (42% nel 2° semestre 2019);**
- **A pesare maggiormente a livello globale sono gli effetti del Covid-19, con oltre il 65% delle aziende che prevedono impatti negativi sui ricavi (-9,7%) nel 2020 a causa della pandemia;**
- **L’incertezza economica globale resta alta con due terzi delle imprese che la identifica come vincolo per il business (in Italia il 68%);**
- **Solo il 21% delle aziende italiane prevede di assumere nuovo personale nel prossimo anno a causa degli effetti del Covid-19, in linea con l’Europa al 20%, mentre la media globale sale al 28%.**

 

Per i primi sei mesi dell’anno il network di consulenza internazionale Grant Thornton indica un deciso calo dell’**ottimismo da parte delle aziende italiane (-10%)** per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi, con solo il **23% delle aziende ottimiste sulla ripresa**. La performance italiana segue il trend di forte peggioramento su **scala mondiale (-16%)** che tocca il livello più basso dalla crisi dell’Eurozona del 2011-2012. Anche in **Europa** si inasprisce l’ottimismo che, in linea con il dato globale, **diminuisce del 16% rispetto al 2° semestre dell’anno, con solo il 29% di imprese positive.**

 

Un quadro di incertezza generale che – secondo Grant Thornton – riflette un clima di pessimismo sulle aspettative future delle imprese verso i fattori chiave della crescita economica quali fatturato, redditività e occupazione, che preannunciano un anno potenzialmente difficile per l’andamento del business. Per quanto riguarda la situazione italiana, solo il **24% delle aziende italiane si aspetta un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi,** dato in netta caduta rispetto al 42% registrato nel 2° semestre 2019. Al contrario, il 40% si aspetta una diminuzione. Osservando **la media globale solo il 34% si aspetta un aumento nei ricavi**, in discesa di ben 20 punti percentuali rispetto al 2° semestre 2019**.**

 

Una quota importante di aziende, pari al **65%, si aspetta che il Covid-19 avrà un impatto negativo sui ricavi nel 2020** che, secondo le aziende intervistate, diminuiranno in media a livello globale del 9,7% nel 2020 a causa degli effetti della pandemia. Andando a focalizzare i diversi livelli di perdita, in **Italia** lo scenario di previsione non sembra così scoraggiante, infatti, è di solo il **2,7% il numero di imprese che vede gli impatti del Covid come causa di perdita economica superiore al 50%**, per l’11,3% rappresenta una perdita tra il 20 e il 29%, mentre la quota maggiore, il 32,7%, si aspetta una perdita minore, compresa tra l’1 e il 9%. Fa ben sperare un 4,7% che immagina un aumento dei ricavi del 10%.

 

L’attuale contesto di crisi ha determinato un forte picco di incertezza economica: **il 66% delle aziende identifica l’incertezza come un vincolo aziendale** (con quasi 1 su 3 aziende che lo identifica come un “grave” vincolo). In **Italia** il dato sale al **68%** (+19% rispetto al secondo semestre del 2019) mentre in **Europa** rimane più basso al **59%** (+14%).

 

Tra i fattori più limitanti per la crescita vi è anche la **carenza di ordini**, dichiarata come vincolo dal **57% delle aziende italiane**, che supera di poco il **dato globale al 55%** (più basso quello **europeo al 51%**). Il crollo della domanda, elevati livelli di incertezza e preoccupazioni per la disponibilità finanziaria sono tutti elementi che in egual misura contribuiranno a ridurre le intenzioni di investimento.

 

In **Italia**, diminuisce **(-18%)** il numero delle imprese che pianificano di investire nella qualità dei prodotti e servizi, con **solo il** **29% delle imprese che prevede di aumentare le spese in R&S** nei prossimi 12 mesi. Dati negativi anche sulla crescita dell’**export**, sul quale la percentuale delle imprese ottimistiche è **più che** **dimezzata passando dal 38% del 2019 al 16% di quest’anno**.

 

Brutte notizie anche per quanto riguarda l’occupazione, scende infatti il numero delle **aziende italiane che prevede di assumere nuovo personale nel prossimo anno (dal 36% al 21%), con un calo pressoché identico all’Unione Europea (dal 36% al 20%).** Complice di questa situazione gli impatti drammatici della pandemia da Covid-19 sul mercato del lavoro, che ha fatto sì che il solo **28% delle aziende del mondo** prevede di assumere nuovo personale nei prossimi 12 mesi (45% nel 2° semestre 2019).

 

A causa delle conseguenze della crisi in atto, molte aziende (quasi il **50%**) stanno prendendo in considerazione l’implementazione di **misure di sicurezza** sul lavoro in vista della ripresa, un sentiment forte anche in **Italia (quasi il 35%)** e in **Europa (38%)**. Rimarrà alta l’attenzione verso il mantenimento del **flusso di cassa**: a livello globale il 40% delle aziende ha iniziato a pianificare le risorse necessarie per la fase di rilancio, in Italia il 19% e in Europa il 30%. Oltre a sensibilizzare le imprese sulla necessità di **maggiore tecnologia e trasformazione digitale** nelle prossime strategia aziendali (Italia 31%, Europa quasi il 36% e nel mondo circa il 46%), la pandemia da Covid-19 ha evidenziato l’importanza di una migliore **flessibilità delle organizzazioni** (riconosciuta dal 30% delle imprese italiane, 40% europee e 46% globali) e dei **processi di gestione delle crisi** (circa 25% delle imprese italiane, 31% europee e 42% globali).

 

**Gabriele Labombarda, Partner & IBC Director Bernoni Grant Thornton** commenta: *“come si evince dai risultati, l’ottimismo aziendale ha visto un forte peggioramento su scala globale, motivato dalle deboli performance economiche degli ultimi mesi legate soprattutto agli impatti del Covid-19 sui mercati internazionali. In particolare, le conseguenze derivanti dalla diffusione della pandemia, come il crollo della domanda, gli elevati livelli di incertezza e le preoccupazioni sulla disponibilità finanziaria, impongono oggi alle aziende una riflessione e revisione delle proprie strategie aziendali relative al prossimo futuro. Molte aziende hanno saputo approfittare della forzata inattività e/o della riduzione dei volumi di lavoro conseguenti il lock-down e hanno avviato azioni volte a contrastare le difficoltà causate dalla pandemia, come, ad esempio, il ripensamento e la riorganizzazione dei processi interni e la ristrutturazione della propria posizione finanziaria, preparandola per la ripartenza.”*

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Fonte: [Pessimismo sul futuro delle aziende, anche in Italia](https://giornaledellepmi.it/pessimismo-sul-futuro-delle-aziende-anche-in-italia/), Il Giornale delle PMI.
