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title: "Perché la sicurezza per le reti IoT deve riflettere una mentalità OT"
url: https://giornaledellepmi.it/perche-la-sicurezza-per-le-reti-iot-deve-riflettere-una-mentalita-ot/
author: "Gabriele Webber"
published: 2022-02-25T07:02:09+01:00
modified: 2022-02-24T20:53:22+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TRASFORMAZIONE DIGITALE"]
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# Perché la sicurezza per le reti IoT deve riflettere una mentalità OT

*Gabriele Webber · 25 Febbraio 2022 · Il Giornale delle PMI*

> Gabriele Webber, Product Manager di Nozomi Networks, riflette sulla crescente integrazione tra ambienti OT e tecnologie IoT e sulle sue implicazioni a livello di sicurezza enterprise.

Sulla base dell’automazione e della trasformazione digitale, nonché dell’adozione diffusa di tecnologie IoT, gli ambienti di pura Operational Technology (OT) oggi non esistono più. Includono invece molte macchine IT e sensori IoT distribuiti che aumentano la visibilità e il livello di controllo del sistema.

 

Dalla produzione manufatturiera, agli edifici, dalle città, alla sanità “smart”, tutti i settori stanno sfruttando piattaforme IoT e integrazione IT per rispondere alle esigenze del mercato in modo più rapido e ottimizzato e ridurre i costi.

 

Per responsabili di sicurezza ed operatori che hanno la necessità di mantenere i sistemi in funzione e protetti da attacchi, è fondamentale capire come l’adozione dell’IoT impatti su visibilità e sicurezza dei sistemi OT.

 

Sia l’industria manufatturiera che i processi critici stanno sfruttando i dispositivi IoT ma, poiché richiedono maggiore integrazione con il cloud e le reti IT, aprono anche a nuove sfide di sicurezza.

 

### **Sistemi ICS tradizionali e nuovi sistemi OT/IoT a confronto**

 

Per alcuni, OT/ICS è semplicemente un tipo particolare di IoT, poiché entrambi monitorano e controllano in modo sicuro le prestazioni dei dispositivi fisici, talvolta utilizzati in settori critici. Se da una parte sia i dispositivi OT che quelli IoT interagiscono con il mondo fisico, solo questi ultimi sono progettati principalmente per inviare dati al cloud e ad altre applicazioni IT, mentre l’OT è stato tradizionalmente più lontano dalle reti pubbliche.

 

Ciò che OT e IoT hanno in comune oggi è la connettività con il mondo fisico ed i processi industriali. Qui di seguito alcune considerazioni e confronti legati ad aspetti di sicurezza:

 

- **Tipologia di dispositivi:** l’OT presenta dispositivi altamente ingegnerizzati come HMI, SCADA Front end, RTU, PLC e IED, mentre l’IoT è tipicamente associato a sensori più semplici e diversificati, come telecamere CCTV, RFID, lettori di codici a barre e dispositivi per la domotica. In questo senso, c’è una grande disponibilità di dispositivi IoT economici e mal progettati su Internet e la mancanza di un approccio “security by design” li rende più vulnerabili dei classici dispositivi OT. Infine, la manutenzione del fornitore potrebbe non essere disponibile nel tempo, soprattutto per prodotti consumer e aggiornamenti di sicurezza, lasciando scoperte eventuali vulnerabilità emerse dopo il design.
- **Implementazione/configurazione dei dispositivi:** l’IoT spesso offre auto configurazione, mentre l’OT include configurazioni dirette e complesse dei singoli componenti. L’auto configurazione comporta un livello inferiore della sicurezza e una minore percezione del comportamento atteso dei dispositivi.
- **Networking:** Le reti OT ad oggi tendono a essere altamente segmentate, come i livelli del modello Purdue che limitano e controllano il traffico di rete tra i processi, contenendo l’accesso o la diffusione di malware. Invece in una rete flat e aperta, un sensore IoT può solitamente connettersi a ogni dispositivo nei dintorni, aumentando significativamente le possibilità di accesso ad altre risorse IT, e di conseguenza il rischio.
- **Utilizzatori dei dati:** in ambito OT, gli utenti sono limitati a proprietari e operatori del sistema, mentre nell’IoT, per i sistemi pubblici, chiunque può iscriversi ed esserne utente. Poiché l’accesso ai dati è concesso a chiunque si autentichi, la superficie di attacco si amplia.
- **Risorse dei nodi**: l’ambiente in cui sono collocati i nodi IoT spesso non è monitorato fisicamente. Si suppone che i nodi IoT funzionino per molto tempo senza una fonte di alimentazione, eccetto una batteria, con la necessità di una maggiore ottimizzazione delle risorse rispetto all’OT. Questo può renderli meno resistenti e più vulnerabili agli attacchi.

 

La trasformazione digitale porta alla necessità di una maggiore sicurezza dei dispositivi IoT.

 

Sta diventando sempre più importante unificare le operazioni di sicurezza e la visibilità nell’intera catena operativa aziendale, con differenze critiche tra reti e dispositivi OT e IoT. Solo un approccio che integri funzionalità e strumenti unici e condivisi può consolidare e semplificare le operazioni di sicurezza in queste infrastrutture convergenti.

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Fonte: [Perché la sicurezza per le reti IoT deve riflettere una mentalità OT](https://giornaledellepmi.it/perche-la-sicurezza-per-le-reti-iot-deve-riflettere-una-mentalita-ot/), Il Giornale delle PMI.
