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title: "Perché la prossima fase del Cybersecurity Act dell’UE deve puntare su armonizzazione, interoperabilità e resilienza"
url: https://giornaledellepmi.it/perche-la-prossima-fase-del-cybersecurity-act-dellue-deve-puntare-su-armonizzazione-interoperabilita-e-resilienza/
author: "Redazione"
published: 2026-01-29T06:45:11+01:00
modified: 2026-01-28T19:34:24+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TECNOLOGIA"]
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# Perché la prossima fase del Cybersecurity Act dell’UE deve puntare su armonizzazione, interoperabilità e resilienza

*Redazione · 29 Gennaio 2026 · Il Giornale delle PMI*

Con la pubblicazione, il 20 gennaio, della proposta della Commissione europea di revisione del **Cybersecurity Act dell’Unione Europea (EU Cybersecurity Act)**, l’Europa compie un passo importante verso il rafforzamento del proprio quadro di sicurezza informatica, in risposta a un mondo sempre più complesso e interconnesso. La proposta riflette quanto siano cambiati, dalla prima adozione dell’atto nel 2019, sia lo scenario delle minacce sia il più ampio contesto geopolitico.

 

La cybersecurity è diventata sempre più una questione strategica. La rapida adozione dell’IA generativa e agentica, unita alla profonda digitalizzazione di tutti i settori, ha ampliato portata, velocità e complessità delle minacce informatiche. Allo stesso tempo, i temi della resilienza, della dipendenza e della fiducia sono diventati centrali nel dibattito politico, in un contesto in cui geopolitica e sicurezza informatica sono sempre più interconnesse.

 

In questo contesto, l’attenzione della Commissione all’armonizzazione e all’interoperabilità è particolarmente apprezzabile. La resilienza informatica non si può costruire attraverso implementazioni frammentarie o approcci nazionali isolati. Essa dipende da quadri condivisi, definizioni comuni e dalla capacità di agire in modo coerente oltre i confini nazionali, soprattutto perché le minacce informatiche non conoscono frontiere.

 

Un elemento chiave della proposta è il rafforzamento del mandato di **ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity)**. Il potenziamento delle risorse, del ruolo di coordinamento e delle capacità operative dell’Agenzia, può migliorare la consapevolezza della situazione e sostenere un’implementazione più coerente delle politiche europee in materia di cybersecurity tra gli Stati membri. Se implementato efficacemente, questo rafforzamento può contribuire a colmare il divario tra il quadro normativo e la resilienza operativa.

 

La riforma proposta del **Quadro di Certificazione della Cybersecurity dell’Unione Europea (EU Cybersecurity Certification Framework – ECCF)** si muove anch’essa in una direzione costruttiva. Tempistiche più chiare, procedure semplificate e un allineamento più stretto con le altre normative dell’UE sono essenziali per rendere la certificazione più prevedibile e utile, sia per le autorità sia per gli operatori del mercato. Mantenere un approccio basato sul rischio, tecnicamente orientato e allineato agli standard internazionali, sarà fondamentale per garantirne l’adozione e la fiducia. In quest’ottica, formalizzare il contributo degli esperti nel processo di sviluppo degli schemi di certificazione rappresenterebbe un importante incentivo a percorsi più rapidi e un valido supporto per ENISA e per l’**European Cybersecurity Certification Group (ECCG – Gruppo Europeo di Certificazione della Cybersecurity)**.

 

L’introduzione di un quadro orizzontale per la sicurezza della catena di approvvigionamento ICT riflette la consapevolezza che la cybersecurity è ormai strettamente connessa a considerazioni più ampie di resilienza e sicurezza economica. Affrontare i rischi non tecnici legati alla governance, alla proprietà e al controllo è un compito complesso, che richiederà un’attenta calibrazione nel corso del processo negoziale. Questo sarà essenziale per conseguire gli obiettivi di sicurezza prefissati, preservando al contempo apertura, innovazione e collaborazione con partner fidati.

 

Dal nostro punto di vista, l’impostazione complessiva della **revisione del Cybersecurity Act dell’Unione Europea (CSA2)** rafforza l’importanza di approcci alla sicurezza capaci di ridurre il rischio sistemico e le dipendenze. Con l’avvio della prossima fase del confronto, sarà fondamentale un dialogo costruttivo tra le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e l’industria. Continueremo a rafforzare il nostro impegno verso l’Europa attraverso un’architettura **cloud-native** e **Zero Trust**, progettata per ridurre al minimo le superfici di attacco e disaccoppiare la sicurezza dall’infrastruttura sottostante, in pieno allineamento con gli obiettivi dell’Unione Europea e le sue aspirazioni in materia di sovranità digitale.

 

Il documento completo è disponibile [qui.](https://primapaginacomunicazionesrl.musvc2.net/e/tr?q=5%3dDcKaFb%26z%3dW%261%3dYKWK%26M%3dFYIa%269%3d07R4_Jd1d_UN_Peuc_ZT_Jd1d_TSUAO.3PwEnNo9vLo.A7_Peuc_ZTH5C7K3M6LnJ_6sfx_FhCQq3yC6_Jd1d_TSNsJpFs-Dn-N6G6QwEn-DoKr-BsD-pWp75Qs58PwLB-9qL-qCzD8C-r79C-4M1RoJr-Q9-35K3FvXD3CG3Fr-G2LrP3HrPo4vJwLn-C-676GzArLD3_5ygr_En%26r%3dE8Q05E.LsL%26vQ%3dHZHe%268K%3dEhFXMYFZDaHUFd%26v%3daE0p6qeM3IhMaMhqWKfMYrhM7JfHSrZ3n9oI8pfq3H9GaHCG5DDIaneo5Jfq5ohq5DdL&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt)

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Fonte: [Perché la prossima fase del Cybersecurity Act dell’UE deve puntare su armonizzazione, interoperabilità e resilienza](https://giornaledellepmi.it/perche-la-prossima-fase-del-cybersecurity-act-dellue-deve-puntare-su-armonizzazione-interoperabilita-e-resilienza/), Il Giornale delle PMI.
