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title: "Peggiora nel terzo trimestre la produzione metalmeccanica (-2,1% a/a)"
url: https://giornaledellepmi.it/peggiora-nel-terzo-trimestre-la-produzione-metalmeccanica-21-a-a/
author: "Redazione"
published: 2022-12-15T07:40:13+01:00
modified: 2022-12-14T20:34:27+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Peggiora nel terzo trimestre la produzione metalmeccanica (-2,1% a/a)

*Redazione · 15 Dicembre 2022 · Il Giornale delle PMI*

> Federmeccanica presenta la 164° Indagine Congiunturale. Pesano, tra i vari fattori, gli ulteriori incrementi dei prezzi dell’energia e delle materie prime dovuti al prolungamento del conflitto russo-ucraino e la politica zero-covid adottata dalla Cina. Anche l’export, aumentato del 13,5% rispetto all’analogo periodo del 2021, è tuttavia in attenuazione nei singoli trimestri. Positivi i flussi verso i Paesi Ue (+15%), mentre diminuiscono verso Russia (-19,5%) e Cina (-4,3%).

Sono stati diffusi i risultati della **164ª** **edizione** **dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica**.

 

Dopo un primo semestre 2022 caratterizzato da segnali contrastanti, **l’attività produttiva metalmeccanica nel periodo luglio-settembre ha registrato un peggioramento**. Sia sulla dinamica produttiva, sia sulle previsioni, **pesano gli ulteriori incrementi dei prezzi dell’energia e delle materie prime** dovuti al prolungamento del conflitto russo-ucraino **e la politica zero-covid adottata dalla Cina** che contribuisce a creare sempre maggiori difficoltà nelle catene di approvvigionamento globali.

 

Nel **terzo trimestre dell’anno in corso**, infatti, **i volumi di produzione** in termini congiunturali hanno evidenziato una sostanziale stabilità (+0,1%), dopo il progresso dell’1,1% osservato nel secondo, mentre **nel confronto con l’analogo periodo del 2021 sono diminuiti del 2,1%,** in ulteriore calo dopo il -1,2% registrato nel precedente trimestre. Complessivamente nel periodo gennaio-settembre 2022, la produzione metalmeccanica è mediamente diminuita dello 0,6% rispetto ai primi nove mesi del 2021, a fronte della variazione positiva fatta registrare invece dall’intero comparto industriale (+0.8%).

 

Nell’ambito del settore si confermano andamenti produttivi tendenziali contrastanti nei diversi comparti. Nei primi nove mesi di quest’anno, infatti, sono diminuite in particolar modo le attività della Metallurgia (-7,9% rispetto allo stesso periodo del 2021) ma anche la fabbricazione di Prodotti in metallo (-3,9%) e quella di Macchine e apparecchi elettrici (-2,8%), mentre la produzione di Autoveicoli e rimorchi si è ridotta dell’1,6%. Sono invece aumentate le fabbricazioni di Computer, radio TV, strumenti medicali e di precisione (+7,2%), degli Altri mezzi di trasporto (+3,5%) e delle Macchine e apparecchi meccanici (+2,1%).

 

**Nei principali paesi dell’Unione Europea, la produzione metalmeccanica è mediamente aumentata dell’1,8%** nel confronto con i primi nove mesi del 2021. Con riferimento ai principali paesi europei, **a fronte della variazione negativa registrata per l’Italia (-0,6%)**, l’attività produttiva è cresciuta in Spagna del 2,5%, in Francia dell’1,4%, mentre in Germania l’incremento è stato più contenuto e pari a +0,9%.

 

**Nei primi nove mesi del 2022 le esportazioni metalmeccaniche sono aumentate in media del 13,5%** **nel confronto con l’analogo periodo del 2021**, evidenziando una dinamica in attenuazione nel corso dei singoli trimestri, mentre le importazioni sono cresciute in misura maggiore pari al 23,2%. Occorre, inoltre, osservare che **gli incrementi dell’interscambio in valore sono stati influenzati da una forte crescita dei valori medi unitari**.

 

Per quanto riguarda le aree di destinazione dei prodotti metalmeccanici, i flussi in uscita hanno fatto registrare un **incremento più marcato per i prodotti diretti verso i paesi dell’Unione Europea (+15,0%)** rispetto a quelli destinati ai mercati esterni all’area (+11,8%).

 

Tra gennaio e settembre 2022 l’export settoriale diretto in Germania e in Francia è aumentato rispettivamente del 13,1% e del 12,2%, ancor di più verso la Spagna (+20,8%), l’India (+23,4%), la Turchia (+25,0%) e gli Stati Uniti (+25,3%) che si collocano al secondo posto come mercato di destinazione dei nostri prodotti metalmeccanici. All’opposto, sono diminuiti fortemente i flussi diretti in Russia (-19,5%) e, in misura più contenuta, verso la Cina (-4,3%).

 

*«Il chiaro scuro della precedente rilevazione sta diventando sempre più fosco –* ha commentato **Stefano Franchi**, Direttore Generale Federmeccanica *– Si addensano le nubi sulla nostra industria. Lo avevamo in qualche modo previsto perché i trend erano evidenti, e ancora oggi non vediamo la luce in fondo al tunnel. Infatti, le aspettative delle imprese metalmeccaniche e meccatroniche sono in costante e, purtroppo, anche netto peggioramento in ogni ambito, come le prospettive occupazionali, la produzione, e il portafoglio ordini. In un quadro complessivamente negativo c’è un solo elemento positivo, la resistenza del dato sugli investimenti, che è un riflesso della resilienza delle nostre imprese. Nonostante tutto si continua a investire puntando sul futuro, proprio quando il futuro rimane incerto e quando non si vedono ancora spiragli di normalizzazione. Certo questo non può durare a lungo se non si interviene subito. Continuiamo ad operare in uno scenario straordinario e dagli esiti imprevedibili, il peggiore che possa esserci per fare impresa. Mancano certezze e servono riferimenti quelli che sia a livello Paese che in Europa vanno dati a chi opera per un interesse generale. Oggi come non mai sono necessarie riforme, politiche industriali che tocchino i grandi temi e risolvano i grandi problemi in maniera strutturale dal costo e approvvigionamento energetico al taglio del cuneo fiscale, alla gestione della transizione ecologica, fino a quello delle competenze solo per fare degli esempi*. In poche parole, *si deve mettere al centro l’Industria ed il Lavoro, cosa che ancora non sta succedendo e che va fatto subito, prima che sia troppo tardi»*

 

Gli indicatori previsivi confermano un peggioramento della congiuntura settoriale rispetto alla precedente rilevazione. **Le attese sono all’insegna di una contrazione dell’attività produttiva e di un ulteriore ridimensionamento dei livelli occupazionali**:

 

- Il 23% delle imprese intervistate si dichiara soddisfatto del proprio portafoglio ordini, quota in discesa rispetto al 27% della scorsa rilevazione.
- Il 26% prevede incrementi di produzione a fronte del 28% che pronostica riduzioni. Il saldo è pertanto negativo per il secondo trimestre consecutivo.
- Il 17% ritiene di dover aumentare, nel corso dei prossimi sei mesi, gli attuali livelli occupazionali rispetto al precedente 21%.

 

Il sentiment delle aziende è inoltre fortemente condizionato dalle conseguenze del prolungamento del conflitto russo-ucraino che continua a inasprire la spirale dei prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime rendendo più complessa e onerosa l’attività produttiva delle imprese.

 

Per la 164° Indagine Congiunturale, Federmeccanica ha realizzato due focus specifici.

 

- **Il primo è dedicato alle ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO**.

 

A fine settembre sono pari al 64% quelle che prevedono di attuare forme di investimento nei prossimi sei mesi.

 

Con riferimento alle tematiche ambientali, nel 63% dei casi le attività di investimento avranno ricadute positive sia sul risparmio energetico sia sulla sostenibilità ambientale. Il 30% delle imprese si focalizzerà sul risparmio energetico e il restante 7,0% invece sulla sostenibilità ambientale intesa come riorganizzazione del processo produttivo e/o adozione di nuovi modelli di produzione; utilizzo materie prime seconde (es. recupero e riutilizzo scarti del processo produttivo); contenimento emissioni atmosferiche; riutilizzo/riciclo acque di scarico.

 

Per quanto riguarda le altre aree di investimento, saranno destinate per il 31,3% ad accrescere il capitale fisso (capannoni, macchinari ecc.), per il 26,4% a investimenti in tecnologia e digitalizzazione (es. Industria 4.0), a seguire le allocazioni per la formazione (20,1%) e investimenti in ricerca e sviluppo (18,9%).

 

- **Il secondo è relativo all’IMPATTO DEL RINCARO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME**.

 

L’aumento dei prezzi del gas e dell’energia, oltre a quello delle materie prime, rende sempre più onerosa l’attività produttiva delle imprese e, infatti, i risultati dell’indagine mostrano come, in questo terzo trimestre, sia cresciuta la percentuale di imprese che risentono dell’impatto di tali rincari sui costi di produzione: 83% in salita dal precedente 79%.

 

Nel 51% dei casi gli elevati costi delle materie prime e dell’energia hanno comportato la riorganizzazione del lavoro e/o dell’attività produttiva, nel 23,0% si è verificata una riduzione dell’attività di investimento, mentre il 18% ha dichiarato altre conseguenze. La percentuale di imprese che ha indicato come possibile conseguenza l’interruzione dell’attività aziendale è stata pari all’8%, era il 7% nel secondo trimestre e il 4% nel primo.

 

L’andamento dei prezzi delle materie prime energetiche continua a ripercuotersi sui prezzi alla produzione e nel settore metalmeccanico, che risulta il maggior utilizzatore di metalli, a settembre i prezzi alla produzione sono aumentati in termini tendenziali del 10,3%. Tali dinamiche hanno un impatto negativo sulla competitività di molte imprese e stanno fortemente ridimensionando i margini di profitto ulteriormente erosi dall’incremento dei costi dell’energia: il 74% delle imprese ha registrato una riduzione del Margine Operativo Lordo, dopo il 68% ottenuto nella precedente rilevazione e il 62% di fine marzo.

 

Infine, il 52% delle imprese partecipanti all’indagine sta risentendo delle ripercussioni del conflitto russo-ucraino: il 60% prevede una contrazione dell’attività produttiva (era il 54% nella scorsa rilevazione), mentre il 5% corre il rischio di doverla interrompere; il 16% (in salita dal precedente 12%) prospetta la riduzione dell’attività di investimento e nel 20% dei casi si sono verificati altri effetti.

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Fonte: [Peggiora nel terzo trimestre la produzione metalmeccanica (-2,1% a/a)](https://giornaledellepmi.it/peggiora-nel-terzo-trimestre-la-produzione-metalmeccanica-21-a-a/), Il Giornale delle PMI.
