Il 12 marzo, a Roma, un panel di esperti, imprese e associazioni si confronterà per analizzare l’incidenza reale di strumenti come la certificazione sulla parità di genere negli ambienti lavorativi. Casi reali e prospettive future al centro, per costruire un mondo del lavoro più equo.
L’Italia è il primo Paese europeo per certificazioni sulla parità di genere: più di 1800 le aziende certificate, numero che ha superato di molto le previsioni al 2026 del Ministero (fonte: Festival del Lavoro). E infatti adesso, che è tempo per le aziende di godere dell’esonero, queste ultime si sono viste arrivare uno sgravio riproporzionato alla luce del numero di adesioni ben oltre le stime (fonte: NT Lavoro de Il Sole 24ore).
Questa notizia, insieme a quelle che giungono dagli USA, in cui grandi aziende come Meta, McDonald’s e Accenture stanno ridimensionando gli obiettivi di diversity&inclusion (fonte: Forbes) per assecondare le politiche America first del presidente Trump, rischia di far perdere alle aziende il focus sulla reale importanza di politiche di uguaglianza di genere nei luoghi di lavoro.
Sebbene i dati sulla presenza di donne in ruoli manageriali nel nostro Paese siano in aumento, raggiungendo la media dell’Eurozona, i dati sull’occupazione femminile, sul gender pay gap e sul lavoro part time nel nostro Paese sono ancora sconfortanti.
Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, l’Italia è all’87° posto su 146 nazioni per uguaglianza di genere, con un 51% di occupazione femminile contro il 69% di quella maschile.
Un Paese che non supporta l’occupazione femminile è un Paese in perdita (pensiamo alla ricerca del Fondo Monetario Internazionale che indica la riduzione del divario di genere nel mercato del lavoro come fattore in grado di contribuire alla crescita del Pil di quasi l’8% nelle economie emergenti e in via di sviluppo). Ma anche un’azienda che non incentiva l’occupazione femminile, a tempo pieno e/o con stipendi equiparati a quelli maschili, perde. Una ricerca condotta dal Diversity Brand Summit 2024 evidenzia come le imprese intervistate che hanno investito in D&I, nel solo 2023 hanno visto una crescita dei ricavi del 23%. Solo valorizzando tutti i talenti a disposizione un’azienda può aumentare la propria attrattività, il benessere aziendale e, circolarmente, la sua produttività.
È da questa considerazione che muoverà il panel dal titolo Parità di genere nei luoghi di lavoro: a che punto siamo? organizzato dalla consulente del lavoro e divulgatrice Elisa Lupo insieme alla Rome Future Week, che avrà luogo il 12 marzo a Roma.
Moderato dalla direttrice di People&Change360 Paola Capoferro, il panel vedrà dialogare sul palco il mondo delle imprese con le istituzioni e le associazioni impegnate nella promozione della parità sui luoghi di lavoro, insieme a divulgatori ed esperti di settore.
Tra i panelist confermati: l’Assessora per le Pari Opportunità del Comune di Roma Monica Lucarelli, l’HR director di Illimity e board member di Valore D Marco Russomando, Rossella Russo, Responsabile Pubblica Amministrazione per Challenge Network spa, la responsabile Diversity&Inclusion di Scai comunicazione Silvia Favulli.
Il panel «non sarà l’ennesimo evento di pink washing, bensì un’occasione per farci delle domande sulla reale utilità degli strumenti a oggi a disposizione delle aziende per ridurre il gender gap», sostiene E. Lupo.
Che aggiunge: «Lavoro ogni giorno a contatto con le aziende, vivo le loro perplessità circa l’implementazione di questi strumenti. Dall’altro lato, però, ho modo di apprezzare il reale miglioramento in termini di produttività, sostenibilità dei processi e work-life balance delle aziende che li introducono: mi piacerebbe portare in concreto agli occhi di chi lavora con le risorse umane le opportunità che uno strumento come la certificazione per la parità di genere può offrire», conclude Lupo.
Ad alimentare il dibattito, non solo associazioni che promuovono l’inclusione femminile sui luoghi di lavoro, ma anche le aziende che per prime hanno vissuto i cambiamenti portati da un ambiente di lavoro gender equality friendly. Attori che a vario titolo vivono quotidianamente il lavoro con le risorse umane si confronteranno sul tema della parità di genere sui luoghi di lavoro e coinvolgeranno il pubblico spingendolo a riflettere attivamente sul rapporto tra costi e opportunità di un ambiente di lavoro egualitario.
L’appuntamento è per il 12 marzo, a partire dalle h. 17.00 presso la Casa delle Tecnologie Emergenti all’interno della stazione Tiburtina di Roma.
Info e prenotazioni qui: https://www.eventbrite.it/e/parita-di-genere-nei-luoghi-di-lavoro-a-che-punto-siamo-tickets-1249283794459