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Lavoro: oltre 447mila assunzioni previste dalle imprese a marzo
Positive le previsioni per turismo, commercio, servizi alle persone
e costruzioni; in flessione il manifatturiero.
Positive le previsioni per turismo, commercio, servizi alle persone
e costruzioni; in flessione il manifatturiero.
Crescita dell’Italia frenata a inizio 2024: servizi in moderata risalita e industria in stabilizzazione. Dalla revisione Istat, la crescita italiana è stata più robusta nel 2023 rispetto alle stime precedenti.
I dati in circolazione sul dark web a livello globale sono oltre 7,5 miliardi, con un incremento delle segnalazioni del +15,9%. Anche in Italia il fenomeno è in aumento: +13,9% i consumatori allertati.
Nell’ultimo anno aumentate di 1 miliardo sofferenze aziende, prestiti tagliati di oltre 30 miliardi.
Nel nuovo numero del periodico statistico Dati Inail la fotografia di questa gestione assicurativa, in cui sono occupati più di 22 milioni di lavoratori. Rispetto all’anno precedente sono aumentati sia gli incidenti avvenuti in occasione di lavoro (+25,5%) sia quelli in itinere (+11,4%).
Nel momento storico in cui ci troviamo, ogni impresa ha la possibilità di fiorire grazie alla tecnologia: questa è infatti in continuo movimento nella direzione di un mondo sempre più digital oriented.
Come è possibile che, nonostante i prezzi delle materie prime siano sostanzialmente in calo dalla fine del 2022 e i governi Draghi e Meloni abbiano erogato quasi 100 miliardi di euro per contrastare il caro energia a famiglie e imprese le bollette abbiano subito dei rincari così pesanti?
Secondo l’analisi di Cerved Rating Agency, la probabilità di default, sempre al di sopra dei livelli pre-pandemici, potrebbe attestarsi entro fine 2024 attorno al 6,13%, in calo rispetto al 6,22% di fine 2023 ma lontana dal 4,45% di dicembre 2019. In uno scenario di inasprimento delle condizioni economiche e geopolitiche, si avrebbe un ulteriore aumento al 6,39% (+40% rispetto al pre-Covid), il 15% riconducibile all’aumento dei tassi di interesse.
Rapporto del Centro studi dell’associazione. Nel 2023, la percentuale di società presenti sul listino di Piazza Affari detenuta da soggetti italiani si è attestata al 54%, in aumento di oltre cinque punti percentuali rispetto al fine 2015, invertendo la situazione creatasi quasi 10 anni fa, e in linea col 55% registrato nel 2022. Il valore delle società quotate è salito, nell’ultimo anno, di 108 miliardi (+24%), passando da 453 miliardi a 561 miliardi.
Tra week end e settimana bianca un giro d’affari di 6,1 miliardi. La vacanza sugli sci soprattutto in Italia e in hotel.