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title: "Osservatorio sul precariato Inps: oltre 8 milioni le assunzioni attivate nel 2023"
url: https://giornaledellepmi.it/osservatorio-sul-precariato-inps-oltre-8-milioni-le-assunzioni-attivate-nel-2023/
author: "Redazione"
published: 2024-03-25T06:50:04+01:00
modified: 2024-03-24T17:21:17+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Osservatorio sul precariato Inps: oltre 8 milioni le assunzioni attivate nel 2023

*Redazione · 25 Marzo 2024 · Il Giornale delle PMI*

> A dicembre 2023 saldo annualizzato positivo con +523.000 posizioni di lavoro.

Complessivamente le **assunzioni** attivate dai datori di lavoro privati nel 2023 sono state **8.175.000**, pressochè stabili rispetto al 2022 (+0,3%) e comunque superiori al livello prepandemico, vale a dire nel 2019. In flessione, rispetto al 2022, risultano le assunzioni di contratti in somministrazione (-6%), in apprendistato (-5%) e a tempo indeterminato (-3%); tutte le altre tipologie registrano una leggera crescita: lavoro intermittente +5%, tempo determinato +3% e stagionali +1%.

 

Si registra altresì una lieve flessione per le classi di dimensione aziendale fino a 15 dipendenti (-0,3%) e 100 e oltre (-1%); in crescita invece risulta la classe dimensionale intermedia da 16 a 99 dipendenti (+2,8%).

 

Per quanto riguarda le tipologie orarie, l’incidenza del part time (considerando sia quello verticale che quello orizzontale) è rimasta pressocché stabile sia per l’insieme delle assunzioni a termine -incluso apprendistato- (37,4%) che per quelle a tempo indeterminato (32,8%).

 

Le **trasformazioni** da tempo determinato nel corso del 2023 sono risultate **788.000**, in aumento rispetto al 2022 (+4%), superiori anche al valore registrato nel 2019. Contemporaneamente le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano in flessione rispetto al corrispondente periodo del 2022 (-15%): è l’effetto atteso (a tre anni di distanza) della caduta delle assunzioni di apprendisti osservata nel 2020.

 

Le **cessazioni** del 2023 sono state **7.652.000**, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1%). Concorrono a questo risultato i contratti in somministrazione (-7%), a tempo indeterminato (-5%) e i contratti in apprendistato (-4%). In controtendenza invece risultano i contratti stagionali (+1%), i contratti a tempo determinato (+2%) e quelli di lavoro intermittente (+5%).

 

Si evidenzia una riduzione tra il 2023 rispetto al 2022 dei licenziamenti di natura economica (-10%), dei licenziamenti disciplinari (-10%); modeste risultano le variazioni delle dimissioni (-1%) e delle risoluzioni consensuali (+4%). La quota complessiva dei licenziamenti sul totale dei rapporti a tempo indeterminato conclusi negli anni post pandemici (2022 e 2023) si è aggirata attorno in media intorno al 25% mentre in precedenza (2019) era pari al 33%.

 

### **LE** **AGEVOLAZIONI** **AI** **RAPPORTI** **DI** **LAVORO**

 

Le attivazioni (vale a dire l’insieme di assunzioni e variazioni contrattuali) di rapporti di lavoro incentivati presentano complessivamente una crescita nel 2023 pari al +5% rispetto all’anno precedente. Inparticolare segnano un incremento l’Esonero donne (+1%), la Decontribuzione Sud (+6%) e l’Esonero giovani (+26%); in flessione risulta l’insieme delle altre misure (-54%). L’agevolazione “Decontribuzione Sud” si conferma come l’agevolazione di maggior impatto, quantomeno per il numero di dipendenti coinvolti.

 

### **LA** **CONSISTENZA** **DEI** **RAPPORTI** **DI** **LAVORO**

 

Il **saldo** **annualizzato,** vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, identifica la **variazione tendenziale** su base annua delle posizioni di lavoro (differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese di dicembre rispetto al valore analogo alla medesima data dell’anno precedente).

 

A dicembre 2023 si registra un saldo positivo pari a **523.000 posizioni di lavoro**. Per il tempo indeterminato la variazione risulta pari a **+396.000** unità mentre per l’insieme delle altre tipologie contrattuali la variazione è pari a +127.000 unità (dettagliatamente: +58.000 per i rapporti a tempo determinato, +33.000 per gli intermittenti, +26.000 per gli apprendisti, +8.000 i somministrati e +3.000 per gli stagionali).

 

A dicembre 2023 si registra una crescita, rispetto a dicembre 2019, delle posizioni di lavoro a tempo indeterminato pari a +1.099.000 unità; l’incremento delle altre tipologie contrattuali, sempre nel medesimo quadriennio, è stato pari a 497.000 unità.

 

La crescita occupazionale è stata trainata con maggiore intensità nel Nord del paese dal tempo indeterminato: per il periodo il 2019-2023 la quota ad esso attribuibile risulta pari al 73% al Nord contro il 64% al Sud.

 

I maggiori contributi alla crescita sono stati assicurati nel quadriennio dalle costruzioni (+334.000) e dal terziario professionale (+320.000), al cui interno un peso particolare è quello del segmento della consulenza informatica (+78.000). Nel corso dell’ultimo anno le migliori performance sono invece registrate nell’Alloggio e ristorazione (+108.000) e nel terziario professionale (+94.000); ancora positivo è stato comunque anche il contributo delle costruzioni (+66.000)

 

Nel corso del 2023 si è completato il ritorno della Cassa integrazione guadagni a consistenze fisiologiche, dopo il massimo e straordinario sviluppo registrato ad aprile 2020 con 5,6 milioni di dipendenti interessati. A dicembre 2023 i cassintegrati risultavano 283.000, con una media di 36 ore pro capite, valore inferiore a quello di dicembre 2022 (324.000 con una media di 38 ore). In lieve calo

 

### **FOCUS** **RAPPORTI** **IN** **SOMMINISTRAZIONE**

 

Nel report è presente una tavola che espone la disaggregazione degli andamenti dei rapporti di somministrazione distinguendo tra quelli a tempo indeterminato e quelli a termine (questi ultimi includono sia i contratti a tempo determinato che stagionali).

 

Nel corso del 2023, rispetto all’anno precedente, sono diminuite le assunzioni in somministrazione sia a tempo indeterminato (-3%) che a termine (-7%). Le cessazioni di rapporti di somministrazione a tempo indeterminato sono aumentate (+7%) mentre in flessione sono state quelle a termine (-8%).

 

Il saldo annuale – e quindi la variazione tendenziale – è risultato positivo a dicembre 2023 (+8.000), esito di una flessione delle posizioni di somministrazione a tempo indeterminato (-9.000) e di un aumento di quelle a termine (+17.000).

 

### **IL** **LAVORO** **OCCASIONALE**

 

La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) a dicembre 2023 si attesta intorno alle 18.000 unità, in aumento del 24% rispetto allo stesso mese del 2022; l’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta pari a 300 euro.

 

Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a dicembre 2023 essi risultano circa 11.000, in aumento del 9% rispetto a dicembre 2022; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 161 euro.

 

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Fonte: [Osservatorio sul precariato Inps: oltre 8 milioni le assunzioni attivate nel 2023](https://giornaledellepmi.it/osservatorio-sul-precariato-inps-oltre-8-milioni-le-assunzioni-attivate-nel-2023/), Il Giornale delle PMI.
