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title: "Osservatorio Sibill 2026: l’83% delle PMI non ha controllo senza il commercialista, ma la consulenza resta un’eccezione (16%)"
url: https://giornaledellepmi.it/osservatorio-sibill-2026-l83-delle-pmi-non-ha-controllo-senza-il-commercialista-ma-la-consulenza-resta-uneccezione-16/
author: "Redazione"
published: 2026-02-23T06:50:42+01:00
modified: 2026-02-21T19:10:59+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["CONTROLLO DI GESTIONE"]
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# Osservatorio Sibill 2026: l’83% delle PMI non ha controllo senza il commercialista, ma la consulenza resta un’eccezione (16%)

*Redazione · 23 Febbraio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> L’Osservatorio Sibill evidenzia il divario tra il bisogno di controllo delle PMI e il ruolo ancora prevalentemente operativo dei commercialisti, aprendo nuove prospettive per fare più consulenza.

- 83% delle PMI dichiara di non avere il pieno controllo sui propri numeri senza il commercialista, di queste una su quattro (24%) dichiara di non essere autonoma senza il supporto del professionista.
- Un’azienda su tre (33%) avrebbe bisogno di maggiore chiarezza sui numeri aziendali e il 24,5% una consulenza più strutturata su decisioni economico-finanziarie;
- Per quasi la metà degli intervistati (49%) il supporto del commercialista resta prevalentemente operativo, solo il 16,3% delle aziende descrive a oggi il rapporto come realmente consulenziale.

 

Secondo quanto emerso dall’**Osservatorio Sibill 2026**, realizzato da Sibill – fintech italiana specializzata in soluzioni SaaS per PMI e commercialisti – in collaborazione con **AstraRicerche** su un campione di quasi 600 imprenditrici e imprenditori attivi nelle PMI italiane (fino a 10 milioni di fatturato), il commercialista si conferma una figura fondamentale per le aziende italiane, ma il rapporto è ancora fortemente sbilanciato sugli adempimenti operativi.

 

Quando si chiede agli intervistati del loro rapporto con il commercialista emerge con chiarezza la centralità di questa figura professionale. **Cinque aziende su sei (83%) dichiarano, infatti, di non avere pieno controllo dei numeri aziendali senza l’intervento del loro commercialista**; di queste il 24,5% dichiara addirittura di non sentirsi autonoma senza il suo supporto.

 

I dati restituiscono bene anche le principali esigenze delle aziende nei confronti del proprio commercialista. Il 33,3% delle imprese dichiara di aver bisogno di **maggiore chiarezza sui numeri**; il 31% di costi più prevedibili; il 24,5% di un supporto più strutturato nelle decisioni economico-finanziarie.

 

A queste si aggiunge **un’esigenza diffusa di semplificazione**: quasi uno su quattro vorrebbe comunicazioni più semplici e veloci (23.1%), magari usando di più strumenti digitali (21.1%). Si tratta di richieste che vanno oltre la mera gestione degli obblighi fiscali e richiamano un ruolo più orientato all’analisi dei dati e alla pianificazione finanziaria.

 

Queste aspettative di chiarezza sui numeri, semplificazione e supporto nelle decisioni finanziarie si confrontano però con la realtà del rapporto quotidiano.

 

Per quasi la metà degli intervistati, infatti, **il supporto del commercialista è principalmente operativo (49.1%)**; **solo il 16,3% delle imprese descrive il rapporto con il commercialista come realmente consulenziale**.

 

Andando nello specifico, quando alle imprese viene chiesto in quali attività il contributo del commercialista risulti effettivamente più utile, per più di tre su quattro (77.3%) l’utilità sta nella ordinaria amministrazione (dichiarazione fiscali o adempimenti obbligatori: 58.2%, calcolo e pagamento tasse 42.9%), molto meno nella gestione di imprevisti o problemi (37%) e scende ancora la percezione su attività a maggiore valore strategico, come il controllo dell’andamento economico dell’attività (29,9%) o il supporto alle decisioni economiche rilevanti, come investimenti e assunzioni (27,5%).

 

È proprio in questo divario tra esigenze e realtà che si inserisce **Sibill**, fintech italiana che sviluppa soluzioni SaaS per PMI e commercialisti.

 

*«Siamo partiti ascoltando i nostri clienti – le imprese italiane – cercando di capire quali fossero le maggiori difficoltà nella gestione amministrativa e finanziaria. Da lì è stato naturale confrontarci con il loro interlocutore principale su questi temi: il commercialista. È così che abbiamo individuato una grande opportunità, capace di generare valore per entrambi: semplificare i processi, migliorare la qualità delle informazioni e la collaborazione, e trasformare un rapporto ancora troppo operativo in una collaborazione strategica.»* ha dichiarato **Mattia Montepara**, CEO e co-founder di Sibill.

 

Nata come piattaforma per la tesoreria aziendale, Sibill si è evoluta in una soluzione che utilizza l’intelligenza artificiale per automatizzare i flussi di lavoro legati alla gestione finanziaria, amministrativa e, oggi, anche a quella contabile.

 

L’**Osservatorio Sibill 2026** restituisce così l’immagine di un rapporto tra piccole e medie imprese e commercialisti con ampie opportunità di crescita per gli studi che sapranno affiancare all’operatività un ruolo più consulenziale, in un contesto economico, normativo e tecnologico in rapido cambiamento.

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Fonte: [Osservatorio Sibill 2026: l’83% delle PMI non ha controllo senza il commercialista, ma la consulenza resta un’eccezione (16%)](https://giornaledellepmi.it/osservatorio-sibill-2026-l83-delle-pmi-non-ha-controllo-senza-il-commercialista-ma-la-consulenza-resta-uneccezione-16/), Il Giornale delle PMI.
