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title: "Osservatorio Pulse – TeamEQ Ottobre 2020: i nostri team durante il COVID-19? Dal disagio del lockdown siamo passati alle angosce e alle sfide di un presente tutt’altro che sereno"
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author: "Redazione"
published: 2020-10-23T07:02:19+02:00
modified: 2020-10-22T18:22:36+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "PERSONE"]
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# Osservatorio Pulse – TeamEQ Ottobre 2020: i nostri team durante il COVID-19? Dal disagio del lockdown siamo passati alle angosce e alle sfide di un presente tutt’altro che sereno

*Redazione · 23 Ottobre 2020 · Il Giornale delle PMI*

TeamEQ, la piattaforma online di Team Analytics e Team intelligence nata nel 2016 tra Milano, Silicon Valley e Barcellona, ha pubblicato oggi i risultati del suo Osservatorio Pulse  ottobre 2020 sul sentiment dei team di lavoro misurato su nove parametri chiave che spaziano da fiducia a benessere, passando per motivazione di team, conflittualità, motivazione personale, coinvolgimento, efficacia ecc. Sono 176 mila i dati analizzati su tutto il 2020 forniti da un campione significativo di 2.153 utenti distribuiti sull’intero territorio italiano e operanti i tutti i settori economici. Le parole chiave che descrivono il “polso della situazione attuale” sono: stanchezza, cambiamento delle priorità, paura del futuro e saturazione. Indicatori di uno choc post-trauma ancora lontano dalla metabolizzazione. Una nuova leadership molto piu’ empatica è necessaria come chiave di svolta, fondata sullo smart-working ben gestito.

 

### **L’energia dei team di lavoro è ai minimi termini**

 

Finito il lockdown l’estate è bastata a rigenerare gli animi? Decisamente no. La valutazione media di tutte le variabili chiave della qualità della dimensione professionale sia a livello di team, sia a livello personale ha subito un calo del 9% rispetto al rientro delle vacanze del 2019. Con punte dell’11% per quanto riguarda la motivazione personale e del 10% rispetto alla soddisfazione personale. Se questi dati a prima vista non sono così drammatici, lo diventano quando paragonati alle rilevazioni durante il lockdown, quando, ad esempio, la motivazione era scesa solo del 5% e la soddisfazione complessiva del 3%. La situazione è ancora più accentuata e preoccupante tra i Millenials. “Durante l’emergenza, ha evidenziato Francesca Gabetti, Co-Founder e CEO di TeamEQ, “aziende e team hanno reagito sostenendosi a vicenda al limite dell’impossibile, ma senza davvero metabolizzare il trauma degli avvenimenti. Ad oggi, la mancanza di una prospettiva e di chiarezza dei nuovi scenari lavorativi genera insicurezza. Per colmare il gap, i team fanno squadra, incoraggiandosi. È necessario più ascolto continuo e sostegno emotivo di manager e aziende”.

 

### **Il sistema delle priorità è alla ricerca di un diverso equilibrio per colmare un profondo senso di sfiducia**

 

Alcuni parametri introdotti all’inizio della pandemia per valutarne l’impatto diretto sulle dinamiche relazionali del lavoro sono in caduta libera. La fiducia nel futuro, nelle valutazioni, è calata del 15%, la resilienza delle squadre del 14% e il coinvolgimento emotivo con il team ha registrato una caduta del 24% in termini di priorità. Anche le aspettative di crescita professionale risultano decisamente meno prioritarie. Se l’imperativo della fase emergenziale era il “tenere duro”, oggi è sostituito da una crisi valoriale costellata da un senso di “fatalistica provvisorietà”.

 

### **Una nuova leadership emotiva e lo “smart working” (davvero) intelligente: due fari nell’oscurità**

 

Gli Italiani, forse tra le popolazioni più legate alla tradizione del lavoro “in presenza”, sembrano aver fatto di necessità virtù. Lo smart working, in una scala di priorità da uno a sette ha ottenuto un punteggio di 5,7 posizionandosi in vetta e scalzando di gran lunga la crescita professionale (-21%), incontrastata priorità del passato. Lo “shift” verso questa nuova modalità di concepire il lavoro all’insegna del work-life balance e “per obiettivi” ha ottenuto un rapido consenso da oltre il 60% della popolazione sondata. Non solo: Il 30% ha addirittura riconosciuto nello smart working un sentimento di crescita professionale. “La pandemia ha sicuramente fatto maturare un nuovo senso delle priorità sia a livello personale, sia a livello di team”, ha commentato Paola Mazzocchi, Country Manager Italia di TeamEQ. “Da una parte team e aziende sono state infatti obbligate ad abbandonare paradigmi organizzativi obsoleti e inefficienti per abbracciare ecosistemi più fluidi e produttivi. Dall’altra gli individui hanno affrontato una situazione in cui la dimensione professionale e quella personale non potevano più assumere ordini gerarchici, seppur variabili, ma dovevano giocoforza integrarsi in una armonica complementarietà. Complementarietà che, in questo momento si ripresenta emotivamente ancora più provante rispetto a quanto vissuto durante il lockdown, che da necessaria diventa indispensabile per il benessere delle persone e delle organizzazioni”.

 

### **Cambiamenti? Quelli vissuti nei mesi scorsi non sono abbastanza?**

 

Aziende, team e individui rispetto agli effetti deflagranti di pandemia e lockdown sembrano vivere con fatica l’introduzione di nuovi cambiamenti, seppur evolutivi, nel loro quotidiano lavorativo, il cui apprezzamento è sceso del 18%. Ancora una volta la sensazione del “limite raggiunto” è molto forte. Sembrerebbe non esserci più spazio emotivo per nuovi elementi di complessità.

 

### **Concludendo…**

 

“L’analisi condotta”, precisa Paola Mazzocchi, “rivela come i team e gli individui facciano ancora fatica a interiorizzare la consapevolezza che il mondo è cambiato davvero e per sempre. D’altra parte basti pensare che la parola d’ordine degli ultimi mesi è stata la nuova normalità come baluardo di speranza e, allo stesso tempo, ultimo tentativo di appiglio allo status quo. È naturalmente un atteggiamento difensivo e comprensibile. Il rischio è che questa illusione, per altro neppure così confortante, impedisca la costruzione di un paradigma nuovo e cristallizzi l’attesa di un passato prossimo che non arriverà mai”. “La pandemia”, conclude Francesca Gabetti, “di fatto è stata un acceleratore di cambiamenti socioeconomici comunque inderogabili. Il rischio quindi non è il non ritorno alla normalità, ma che l’impatto traumatico, anche a livello psicofisico e quindi emotivo del COVID 19, una volta passata la tempesta del virus ponga un freno alla costruzione di una consapevole prospettiva verso un paradigma più efficiente e sostenibile a prescindere”.

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Fonte: [Osservatorio Pulse – TeamEQ Ottobre 2020: i nostri team durante il COVID-19? Dal disagio del lockdown siamo passati alle angosce e alle sfide di un presente tutt’altro che sereno](https://giornaledellepmi.it/osservatorio-pulse-teameq-ottobre-2020-i-nostri-team-durante-il-covid-19-dal-disagio-del-lockdown-siamo-passati-alle-angosce-e-alle-sfide-di-un-presente-tuttaltro-che-sereno/), Il Giornale delle PMI.
