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title: "Osservatorio Bonfiglioli Consulting: l’industria italiana è sostenibile (89%), ma ancora troppo poco digitale (53%)"
url: https://giornaledellepmi.it/osservatorio-bonfiglioli-consulting-lindustria-italiana-e-sostenibile-89-ma-ancora-troppo-poco-digitale-53/
author: "Redazione"
published: 2025-10-23T07:05:52+02:00
modified: 2025-10-22T17:03:08+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TRASFORMAZIONE DIGITALE"]
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# Osservatorio Bonfiglioli Consulting: l’industria italiana è sostenibile (89%), ma ancora troppo poco digitale (53%)

*Redazione · 23 Ottobre 2025 · Il Giornale delle PMI*

- **Digital Transformation: Software ERP (73%), CRM (34%), MES (32%) e Cloud Computing (25%) sono le tecnologie più diffuse. Meno diffusi i Digital Twin (9%), la robotica avanzata (12%) e la realtà aumentata e virtuale (22%);**

 

- **L’AI è ancora agli inizi nell’industria. Il 55% delle aziende non l’ha ancora implementata e solo il 3% la utilizza in modo consolidato; Solo 2% degli intervistati dichiara di essere un Smart Factory.**

 

- **Per la GenAI, la penetrazione è ancora più bassa: solo il 9% l’ha integrata nei processi quotidiani;**

 

- **A frenare l’adozione dell’AI la mancanza di competenze interne (42%), la poca disponibilità e qualità dei dati (40,4%) e l’integrazione con i sistemi esistenti (38,4%);**

 

- **Sostenibilità: le azioni delle industrie trainate da compliance normativa (56%), riduzione dei costi (31%) e brand reputation (45%).**

 

L’industria italiana si scopre efficiente, sostenibile e in crescita, ma ancora troppo poco digitale. È questa la fotografia del nuovo studio *“****What’s Next nelle Operations? Benchmarking Study****”* di **Bonfiglioli Consulting**, ricerca biennale che analizza lo stato di maturità dell’industria nazionale in cinque aree chiave — Operations, Supply Chain, Sostenibilità, Digitalizzazione e Risorse Umane — per mappare la transizione verso la Smart Factory.

 

Lo studio è stato presentato durante l’**AI Operations Forum 2025**, organizzato da Bonfiglioli Consulting e ospitato agli IBM Studios di Milano, con interventi di **IBM Technology Italia, Automobili Lamborghini, Michelin, Oversonic e SCM Group**, e contributi accademici di **Francesco Ubertini (CINECA)** e **Alec Ross**, esperto internazionale di politiche tecnologiche.

 

L’indagine ha coinvolto oltre 100 aziende di 22 settori industriali, con un campione composto per l’85% da figure C-level e per l’83% da imprese con oltre 100 dipendenti, prevalentemente B2B (87%).

 

I risultati evidenziano performance solide in ambito sostenibilità (89%) e operations (71%), seguite da supply chain (67%) e risorse umane (58%), mentre la digitalizzazione si conferma la dimensione con maggior potenziale di sviluppo (48%).

 

*“I risultati dello studio confermano un tratto distintivo dell’industria italiana: una forte cultura al miglioramento continuo e alla ricerca dell’eccellenza e oggi l’Operational Excellence deve includere anche la sostenibilità. Concetti che riconduciamo ai principi Lean e alla capacità di ripensare i processi per creare valore. –* dichiara **Michele Bonfiglioli, CEO di Bonfiglioli Consulting** *– Ma rivelano anche un divario digitale che oggi non possiamo più permetterci. L’adozione dell’AI e delle tecnologie più innovative non è più un’opzione, ma una leva indispensabile per la competitività e la resilienza delle imprese”.*

 

## **Digital Transformation: l’AI è ancora agli inizi**

 

Lo studio di Bonfiglioli Consulting rileva un indice di maturità digitale del 48% per le industrie italiane.

 

Tra le tecnologie più diffuse a livello industriale spiccano gli ERP (73%), seguiti da CRM (34%), MES (32%), e Cloud (25%). Rimangono marginali i Digital Twin (9%), la robotica avanzata (12%) e la realtà aumentata e virtuale (22%).

 

Ma quanto si percepiscono digitalizzate le imprese? Analizzando la percezione dei C-Level, il 53% del campione dichiara un livello basso di digitalizzazione, il 33% indica un buon livello, il 10% un livello alto e appena il 4% un livello molto elevato. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale resta limitata: il 55% delle aziende non l’ha ancora implementata, il 34% l’ha avviata e solo il 3% la utilizza in modo consolidato o in costante miglioramento.

 

Per la Generative AI, la penetrazione è ancora più bassa: solo il 9% l’ha integrata nei processi quotidiani, mentre il 32% la sta testando o pianificando. Gli agenti AI compaiono in fase pilota nel 12% delle imprese, soprattutto in ambiti come customer service, sales&marketing e R&D.

 

Le principali barriere all’adozione riguardano la mancanza di competenze interne (42%), la qualità dei dati (40,4%) e l’integrazione con i sistemi esistenti (38,4%), mentre solo l’11,5% indica i costi come principale ostacolo. Nel manifatturiero, l’AI trova applicazione soprattutto in dashboard operative intelligenti (15,4%), manualistica tecnica (13,4%), formazione HR (11,5%) e ottimizzazione produttiva (9,6%).

 

Sul fronte degli investimenti, la maggioranza delle aziende (72%) destina tra l’1% e il 5% del fatturato alla digitalizzazione; un ulteriore 21% investe tra il 5% e il 10%, mentre solo il 2% supera questa soglia. Il 5% del campione, invece, non ha ancora avviato investimenti in quest’area.

 

## **Sostenibilità: da obbligo normativo a leva competitiva**

 

La sostenibilità si attesta come un ulteriore elemento strategico dell’industria italiana, con un livello medio di maturità dell’89%. Il 74% delle imprese fino al 5% del fatturato a iniziative sostenibili, il 19% investe fino al 30% e solo il 7% non ha ancora investito in programmi strutturati. Per oltre il 35% ci sarà un aumento nei prossimi anni. A motivare gli investimenti sono soprattutto la compliance normativa (38%), la riduzione dei costi (34%) e il miglioramento della reputazione aziendale (28%).

 

## **Operations: visione di lungo periodo e miglioramento continuo**

 

I processi industriali italiani, incluse le fasi di procurement, logistica inbound e outbound e produzione, mostrano una buona maturità operativa (71%) e una chiara visione strategica: il 62% delle aziende dichiara di avere un programma di Eccellenza Operativa, e il 75% pianifica su orizzonti superiori ai tre anni.

 

Gli obiettivi prioritari sono: differenziare in termini di innovazione di prodotto, servizi e qualità (88%), ottimizzare i processi per ridurre i costi di prodotto (83%) e accelerare il Time-to-market (72%).

 

Circa il 33% delle aziende utilizza strumenti di miglioramento continuo in modo strutturato; i clienti sono coinvolti in questo processo per oltre l’83% degli intervistati e per i fornitori qualità e livello di servizio sono i parametri più importanti.

 

## **Risorse Umane: formazione e talent retention trainano la competitività**

 

Le HR si confermano un pilastro strategico della trasformazione industriale, con un livello medio di maturità del 58% e una tendenza in crescita.

 

Nel 2025, il 92% delle imprese ha investito meno del 5% del fatturato in formazione, il 6% tra 5% e 10%, e solo il 2% non ha investito. Tuttavia, il 33% prevede di aumentare i budget destinati alla formazione nel prossimo anno. I programmi formativi si concentrano su competenze tecniche (88%), soft skills (77%), sostenibilità (63%) e nuove tecnologie (63%), con un focus crescente su Intelligenza Artificiale (40%).

 

Per trattenere i talenti, le aziende puntano su:

 

- Ambiente di lavoro stimolante (78%)
- Percorsi di crescita e sviluppo professionale (66%)
- Work-life balance (58%)
- Retribuzione competitiva (47%)

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Fonte: [Osservatorio Bonfiglioli Consulting: l’industria italiana è sostenibile (89%), ma ancora troppo poco digitale (53%)](https://giornaledellepmi.it/osservatorio-bonfiglioli-consulting-lindustria-italiana-e-sostenibile-89-ma-ancora-troppo-poco-digitale-53/), Il Giornale delle PMI.
