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title: "Orientamento professionale, connessione tra scuola e impresa, accessibilità dei percorsi di formazione. “Ecco le sfide del triangolo industriale Milano-Torino-Genova per i giovani”"
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author: "Redazione"
published: 2025-06-11T06:40:32+02:00
modified: 2025-06-10T18:38:45+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["FORMAZIONE"]
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# Orientamento professionale, connessione tra scuola e impresa, accessibilità dei percorsi di formazione. “Ecco le sfide del triangolo industriale Milano-Torino-Genova per i giovani”

*Redazione · 11 Giugno 2025 · Il Giornale delle PMI*

> La ricerca “Giovani e lavoro”, presentata a Milano nella cornice di “Mi.To.Ge.NO”, mette a fuoco il rapporto tra i giovani e il mondo occupazionale in un momento storico segnato da incertezza, cambiamenti sociali e transizioni economiche.

La ricerca **“Giovani e lavoro”**, presentata questa mattina a Milano nella sede di Assolombarda, mette a fuoco il rapporto tra i giovani e il mondo occupazionale, in un momento storico segnato da incertezza, cambiamenti sociali e transizioni economiche. L’indagine – a cura di **Assolombarda, Confindustria Genova, Unione Industriali Torino ed Eumetra** – si concentra, in particolare, su un campione di 1.800 giovani tra i 18 e i 26 anni e si estende, quest’anno, alle province di Genova, Torino, Milano, Pavia, Monza e Brianza e Lodi.

 

I risultati, illustrati nella cornice di **“Mi.To.Ge.NO”**, l’iniziativa promossa dalle tre Associazioni del Sistema Confindustria per sviluppare una piattaforma di confronto permanente per la crescita del Nord Ovest, offrono uno spaccato in cui valori e aspirazioni lucidamente delineati si affiancano a dubbi e tensioni.

 

*“La ricerca restituisce un’immagine dinamica e realistica di una generazione sospesa tra ambizioni forti, consapevolezze acute e un contesto sociale ed economico non sempre all’altezza delle aspettative* – ha dichiarato **Alessandro Spada**, Presidente di Assolombarda -. *In un’Italia che invecchia la voce dei giovani assume un valore strategico, imprescindibile. Non possiamo permetterci di ignorarla, né di sottovalutarla. Se è positivo che istruzione e lavoro siano tra i valori cardine per i ragazzi, ciò che colpisce in negativo è che solo il 15% di loro individua la manifattura come motore dell’economia nazionale. Un dato che ci deve far riflettere sull’attrattività delle nostre imprese e che fa il paio con un altro risultato: il 19% dei giovani, in aumento rispetto al 13% registrato nel 2023, non sa in quale settore vorrebbe lavorare. È il segno che l’orientamento professionale, la connessione tra scuola e impresa, l’accessibilità dei percorsi di crescita sono ancora troppo deboli. Qui si apre lo spazio della corresponsabilità: scuola, università, imprese e istituzioni devono continuare a lavorare insieme, in modo strutturato, per restituire ai giovani una bussola credibile”.*

 

*«La fotografia che emerge dall’indagine sul rapporto tra i giovani dell’area Nord Ovest e il lavoro, oltre a evidenziare i segni di un momento storico contraddistinto da incertezza e trasformazioni importanti, delinea un panorama in cui coesistono forti aspirazioni, valori solidi e, al contempo, sintomi di smarrimento e insicurezza rispetto al futuro* – ha commentato **Giorgia Garola**, Vicepresidente con delega Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Unione Industriali Torino -. *Come Unione Industriali Torino, riteniamo che da questa lettura debba scaturire un impegno concreto delle nostre organizzazioni, teso non soltanto a rafforzare la connessione tra scuola e impresa, ma a rendere l’orientamento un processo strutturato, continuo e realmente accessibile a tutti. La sfida è culturale prima ancora che tecnica: dobbiamo rimuovere barriere informative e sociali che ancor oggi limitano le scelte di tanti ragazzi e ragazze. L’accessibilità ai percorsi formativi non è solo questione di offerta, ma anche di accompagnamento, di ascolto nonché di alleanze tra attori educativi ed economici. Oltre a colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze, dobbiamo perseguire l’obiettivo di dar vita a un ecosistema in cui i giovani si sentano concretamente protagonisti del sistema produttivo, in cui il lavoro sia vissuto come spazio di realizzazione personale e contributo attivo all’avvenire del Paese».*

 

*«Davanti a tendenze demografiche disastrose e alle difficoltà di trovare lavoratori da parte delle imprese, l’attenzione verso i giovani che approcciano il mondo del lavoro è cruciale* – ha aggiunto **Umberto Risso**, Presidente di Confindustria Genova -. *Questa attenzione è bene parta proprio dalle aspettative dei giovani e dal loro giudizio sul mondo delle imprese. Dalla ricerca emergono molte indicazioni confortanti, ma anche un po’ di disorientamento e alcuni dubbi. Nel panorama italiano le imprese, volenti o nolenti, stanno progressivamente assumendo sempre più un ruolo sociale al fine di superare le attuali carenze dei sistemi formativi, del welfare statale e dell’accompagnamento al lavoro. Gli sforzi fatti dal sistema imprenditoriale sono sotto gli occhi di tutti e siamo ben intenzionati a continuare a impegnarci in questa direzione, sia per garantire la nostra operatività sia per contribuire al miglioramento della struttura sociale, rendendo più attraente per i giovani vivere e lavorare sui nostri territori».*

 

### Istruzione e lavoro: pilastri imprescindibili per i giovani

 

Il 67% dei giovani considera l’istruzione un valore molto importante (secondo solo alla famiglia, al 74%), e per il 34% rappresenta addirittura il valore da mettere al primo o al secondo posto nel ranking. Per quanto riguarda l’istruzione, la componente femminile (73%) e i residenti nella provincia di Milano (72%) sono i due target che hanno espresso una preferenza sopra la media. Il lavoro si posiziona anch’esso tra i capisaldi: il 38% lo colloca tra i primi due valori personali, in crescita rispetto al 30% rilevato nel 2023. La connessione tra studio e futuro professionale è tangibile: il 56% sceglie il proprio percorso di studi in base all’interesse personale, ma il 44% si lascia guidare dalle prospettive di carriera, e il 38% dal desiderio di ottenere un impiego ben remunerato.

 

A livello territoriale, si evidenziano sostanziali differenze: le province di Milano e Monza e Brianza presentano percentuali particolarmente elevate di studenti convinti di iscriversi all’università (73% e 76% rispettivamente); nella provincia di Pavia il 44% degli studenti cercherà un’occupazione alla fine delle superiori. Inoltre, nelle province di Genova, Pavia, Torino e Lodi si registra una importante fetta di indecisi (46%, 37%, 34% e 31% rispettivamente).

 

### Instabilità percepita e bisogno di certezze

 

I giovani intervistati che giudicano il proprio stato di benessere complessivo come nettamente positivo sono pari al 38%, una percentuale che risulta particolarmente bassa se confrontata con il dato Istat per la popolazione generale del Nord-Ovest Italia, che è pari al 48%. A fronte di tale condizione personale, probabilmente acuita da un contesto attuale molto complesso e con pochi punti di riferimento chiari, i giovani reagiscono cercando una stabilità nel mondo del lavoro. Infatti, il 31% dei ragazzi si immagina per il proprio futuro un lavoro da dipendente. Non manca però una volontà di essere protagonista, tanto che ben il 52% del campione si immagina imprenditore o libero professionista. Per quanto riguarda il luogo in cui i giovani vorrebbero lavorare, in tutti i territori di analisi, la preferenza più elevata (36% in media) è rappresentata dai rispettivi capoluoghi di regione, soprattutto per quanto riguarda Genova (39%) e Torino (38%) e in misura leggermente minore con riferimento a Milano (35%). La stabilità del posto di lavoro è ricercata soprattutto dai residenti della provincia di Genova (38%, vs 33% in media), rispetto alla possibilità di autonomia e responsabilità che è indicata solo dal 19% dei ragazzi della provincia (contro il 25% della media). I giovani della provincia di Torino mostrano un profilo differente: si posizionano sopra la media nel desiderare un posto di lavoro che dia la possibilità di essere autonomi e di assumersi responsabilità (26% degli intervistati), mentre sono sotto la media nella preferenza riguardante la stabilità del posto di lavoro (30%).

 

### Estero: tra sogno, critica e opportunità

 

Il 60% dei giovani esprime insoddisfazione verso il sistema lavoro italiano, giudicato inadeguato a valorizzare competenze e titoli. In questo quadro, il 58% ritiene che l’estero offra migliori prospettive occupazionali, pur in calo rispetto al 68% del 2023. Tuttavia, l’attrazione rimane forte: il 51% dei laureati dichiara l’intenzione di trasferirsi fuori dall’Italia entro 18 mesi, principalmente per condizioni salariali e migliori opportunità di carriera. Europa e Regno Unito restano le mete preferite.

 

### Manifattura e percezione economica: un settore in bilico tra innovazione e sfide narrative

 

Nonostante l’Italia sia la seconda potenza manifatturiera d’Europa, solo il 15% dei giovani individua in questo comparto il motore dell’economia nazionale, preferendogli il turismo (38%). Percentuale più alta della media (21%) se si considerano i residenti nei grandi centri urbani di Milano, Torino e Genova. Eppure, il 47% riconosce alle aziende manifatturiere un’alta richiesta di esperienza e competenze tecniche e il 40% le collega a buone opportunità per occupazioni sostenibili e stimolanti. Il termine “innovazione” è associato al settore dal 40% degli intervistati, ma cresce anche la percezione negativa: il 25% parla di “arretratezza”, in aumento rispetto al 2023.

 

### Un quadro sfaccettato: flessibilità, indecisione, ma grande vitalità

 

La generazione intervistata si muove tra richieste di flessibilità e bisogno di punti fermi. Alla conciliazione tra vita privata e lavoro sono legati elementi come l’orario flessibile (47%), la disponibilità di tempo libero (41%) e la possibilità di lavorare in smart working (37%). Quest’ultimo è apprezzato per i suoi vantaggi gestionali (55%) e per il miglioramento della qualità della vita (51%), pur non esente da criticità relazionali e organizzative. Colpisce anche un certo grado di indecisione progettuale: il 19% non sa in quale settore vorrebbe lavorare (in aumento rispetto al 13% del 2023) e il 16% non ha preferenze geografiche. Questa incertezza, tuttavia, non si traduce in passività: il 76% dei giovani ha già avuto almeno un’esperienza lavorativa, anche saltuaria. Il 30% ha lavorato in ruoli tipici dell’occupazione giovanile (ristorazione, assistenza, promozione), evidenziando una disponibilità concreta a mettersi in gioco.

 

Foto di [Shoeib Abolhassani](https://unsplash.com/it/@shoeibabhn?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash) su [Unsplash](https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-giacca-di-jeans-blu-che-indossa-casco-giallo-MaZONp3WA3g?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash)

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Fonte: [Orientamento professionale, connessione tra scuola e impresa, accessibilità dei percorsi di formazione. “Ecco le sfide del triangolo industriale Milano-Torino-Genova per i giovani”](https://giornaledellepmi.it/orientamento-professionale-connessione-tra-scuola-e-impresa-accessibilita-dei-percorsi-di-formazione-ecco-le-sfide-del-triangolo-industriale-milano-torino-genova-per-i-giovani/), Il Giornale delle PMI.
