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title: "Oltre la specializzazione: il nuovo volto delle professionalità nelle infrastrutture"
url: https://giornaledellepmi.it/oltre-la-specializzazione-il-nuovo-volto-delle-professionalita-nelle-infrastrutture/
author: "Redazione"
published: 2026-08-31T06:30:33+02:00
modified: 2026-08-29T10:28:46+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Oltre la specializzazione: il nuovo volto delle professionalità nelle infrastrutture

*Redazione · 31 Agosto 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Come l’accelerazione degli investimenti pubblici sta trasformando la domanda di profili tecnici: l’ascesa dei ruoli ibridi tra digitalizzazione (BIM), ESG e gestione strategica delle commesse.

Il settore delle infrastrutture in Italia sta affrontando una stagione di cantieri e investimenti che ridefinisce i confini del mercato. Secondo il recente rapporto del Servizio Studi della Camera dei Deputati si stima una spesa complessiva di 447,8 miliardi di euro: una cifra record che si traduce in un fervore cantieristico diffuso, dal potenziamento dell’alta velocità ferroviaria fino alla modernizzazione della rete stradale. Il PNRR e il Piano Nazionale Complementare rappresentano il motore che sta alimentando questa intensa attività. Tuttavia, questa accelerazione non è soltanto economica: è, prima di tutto, operativa. La portata e la complessità di opere come il Terzo Valico dei Giovi o l’espansione delle linee metropolitane a Milano, Roma e Napoli, stanno imponendo un salto di qualità netto nelle competenze richieste.

 

“Se in passato la specializzazione tecnica verticale rappresentava l’elemento distintivo – precisa Federica Cavagliano, senior manager technical division di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato – oggi le aziende ricercano profili ibridi, capaci di integrare competenze ingegneristiche, gestionali e commerciali. Questa urgenza è dettata da un mercato che sta cambiando volto: oltre il 70% delle aziende del settore in Italia sta investendo massicciamente nella digitalizzazione (BIM, Digital Twin, gestione dati), unita a una crescente necessità di integrare criteri ESG nelle strategie di progetto. Non basta più saper costruire; occorre saper progettare, rendicontare e ottimizzare secondo standard di sostenibilità e innovazione digitale”.

 

Tutto questo, naturalmente, ha un impatto anche sulle risorse: la complessità intrinseca dei progetti – che impone un dialogo costante tra fase di gara, committenza ed esecuzione – richiede oggi professionisti capaci di presidio trasversale sull’intera catena del valore.

 

In questo contesto, i ruoli più richiesti includono:

 

- **p****roject** **m****anager,** responsabile del coordinamento tecnico-economico delle commesse;
- **co****nstruction** e **p****roject** **e****ngineer** che presidiano la fase esecutiva e il rispetto di tempi, costi e qualità;
- **t****echnical** **s****ales** o **sal****es** **e****ngineer**, chiamati a coniugare competenze tecniche e capacità commerciali nella gestione del cliente;
- **b****usiness** **d****evelopment** **ma****nager**, sempre più centrale nello sviluppo di nuove opportunità e mercati.

 

A questi si affiancano ruoli di alta responsabilità, come il **p****roject** **d****irector** o il **r****esponsabile di** **b****usiness** **u****nit**, chiamati a integrare competenze gestionali, strategiche e di coordinamento interfunzionale.

 

“Purtroppo, il mercato del lavoro – aggiunge Federica Cavagliano – fatica a tenere il passo: il contesto macroeconomico – seppur favorevole – ha accentuato il mismatch tra domanda e offerta. In Italia, oltre il 40–50% delle imprese del comparto construction segnala una difficoltà strutturale nel reperire profili tecnici adeguati. Il gap è particolarmente evidente sui profili STEM, dove le aziende faticano a intercettare figure che uniscano solide basi tecniche a una visione di business e attitudine alla gestione di progetti complessi. Per superare questo collo di bottiglia, è fondamentale puntare sulla formazione continua. I player di settore più lungimiranti stanno già investendo fino al 3-5% del costo del lavoro in programmi formativi, dando vita ad Academy interne e stringendo partnership strategiche con il mondo universitario per ridurre la distanza tra aula e cantiere. Adottare modelli organizzativi flessibili e promuovere la contaminazione tra le funzioni non è più un’opzione, ma una necessità competitiva”.

 

L’evoluzione dei ruoli tecnici rappresenta una sfida e un’opportunità per il settore delle infrastrutture. Chi saprà intercettare e sviluppare queste nuove professionalità – investendo sul capitale umano con la stessa lungimiranza riservata agli asset tecnologici – potrà contare su un vantaggio competitivo significativo in un mercato sempre più complesso e dinamico.

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Fonte: [Oltre la specializzazione: il nuovo volto delle professionalità nelle infrastrutture](https://giornaledellepmi.it/oltre-la-specializzazione-il-nuovo-volto-delle-professionalita-nelle-infrastrutture/), Il Giornale delle PMI.
