Febbraio 2025 segna un nuovo traguardo per l’occupazione in Italia, con 47.000 nuovi posti di lavoro che portano il numero totale degli occupati a 24.332 milioni, il livello più alto mai registrato. Su base annua, l’incremento è significativo, pari al 2,4%, con 567.000 nuovi occupati. Tuttavia, i dati evidenziano tendenze contrastanti che meritano attenzione.
Aumenta l’occupazione femminile e cala quella maschile
Il dato più significativo riguarda le donne: in un solo mese, l’occupazione femminile cresce di 84.000 unità, un incremento che compensa la diminuzione di 37.000 occupati tra gli uomini. Su base annua, l’occupazione femminile cresce a un ritmo quasi doppio rispetto a quella maschile, rispettivamente del 3,1% contro il 1,8%. Questi dati sono in contrasto con quanto emergeva da quelli di gennaio 2025, che evidenziavano un tasso di crescita dell’occupazione maschile doppio rispetto a quella femminile.
La disoccupazione cala, ma salgono gli inattivi
Un altro fattore positivo è dato dalla diminuzione di 79.000 unità del numero di disoccupati, scendendo a 1,517 milioni, ai livelli del 2007. Tuttavia, un segnale preoccupante emerge con l’aumento degli inattivi, che crescono di 33.000 unità, suggerendo una parziale stagnazione nella partecipazione al mercato del lavoro.
L’occupazione cresce, soprattutto fra gli autonomi
Il tasso di occupazione sale al 63%, mentre quello di inattività si attesta al 32,9% e il tasso di disoccupazione scende al 5,9%. I nuovi occupati di febbraio sono per la maggior parte lavoratori autonomi, con un incremento di 34.000 unità rispetto ai 47.000 nuovi posti di lavoro totali, mentre i dipendenti aumentano di 12.000 unità, di cui 9.000 a tempo determinato e 3.000 a tempo indeterminato.
Nel corso dell’anno, la crescita occupazionale è saldamente trainata dagli occupati a tempo indeterminato, che aumentano di 538.000 unità, e dai lavoratori autonomi, con 141.000 nuovi ingressi. Persiste il calo degli occupati a termine, che nel 2025 sono ad oggi diminuiti di 112.000 unità.
Continuano a crescere gli occupati over 50, mentre faticano gli under 35
La fascia di età più giovane, tra i 15 e i 24 anni, mostra una crescita positiva con un incremento del tasso di occupazione di 0,4 punti percentuali e 21.000 nuovi occupati. Al contrario, la fascia 25-34 anni registra una flessione, con 42.000 occupati in meno e una diminuzione di 0,7 punti percentuali nel tasso di occupazione. A preoccupare ulteriormente è il forte aumento del tasso di inattività di 1,1 punti percentuali in questa fascia.
Anche nella fascia 35-49 anni, l’occupazione cresce con un incremento di 0,3 punti percentuali, mentre gli over 50 continuano a rappresentare una forza trainante del mercato del lavoro, con un aumento di 0,2 punti percentuali e 54.000 occupati in più.
Escludendo la componente demografica, i dati mostrano una notevole crescita tra gli over 50 (+4%), a fronte di un modesto incremento degli under 35 (+0,4%). Questo trend riflette il cambiamento strutturale del mercato del lavoro, con un forte consolidamento dell’occupazione tra i lavoratori più maturi.
I dati degli ultimi 12 mesi, con 567.000 nuovi occupati, riflettono una dinamica di cambiamento significativa, con la fascia degli over 50 che guida la crescita (+542mila unità), seguita dal segmento 15-24 anni (+52mila), mentre le altre categorie mostrano un quadro diverso: – 10mila occupati per la fascia tra i 25 e i 34 anni e -17mila per quella dai 35 ai 49.
«Il mese di febbraio 2025 ci presenta un quadro di crescita occupazionale che, seppur positivo nel complesso, evidenzia segnali di disomogeneità tra i diversi segmenti della popolazione» – commenta Francesco Seghezzi, Presidente ADAPT – «Da un lato, assistiamo con soddisfazione all’incremento dell’occupazione femminile e dei più giovani, ma, dall‘altro, restano criticità evidenti per le fasce d’età intermedie, con una preoccupante crescita degli inattivi. È significativo che la quasi totalità dei nuovi occupati sia rappresentata da lavoratori over 50, un dato che è largamente spiegabile come conseguenza della Legge Fornero, con lavoratori che restano più a lungo nel mercato del lavoro aumentandone i numeri. Il mercato del lavoro sta cambiando, con un aumento significativo degli autonomi e una crescita contenuta dei contratti a tempo indeterminato».