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title: "Occupazione giovani: all’estero fino all’83% lavora prima della laurea, in Italia il 74% è occupato solo dopo un anno"
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author: "Redazione"
published: 2026-03-20T06:50:53+01:00
modified: 2026-03-19T19:15:07+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Occupazione giovani: all’estero fino all’83% lavora prima della laurea, in Italia il 74% è occupato solo dopo un anno

*Redazione · 20 Marzo 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Valdo Academics analizza il ritardo italiano nell’ingresso nel mondo del lavoro rispetto ai modelli internazionali.

Nelle università europee più competitive **fino all’83% degli studenti riceve un’offerta di lavoro prima della laurea**, **mentre in Italia solo il 74% dei laureati risulta occupato a un anno dal titolo**. Il divario non è tanto nelle opportunità finali, quanto nella velocità di ingresso nel mondo del lavoro.

 

È uno dei principali elementi emersi durante la Fiera Universitaria Internazionale organizzata da **Valdo** **Academics**, realtà specializzata nell’orientamento universitario internazionale che supporta studenti e famiglie nella scelta, candidatura e accesso alle migliori università nel mondo, che ha coinvolto 400 studenti provenienti da oltre 30 licei e scuole internazionali e dove hanno partecipato 49 università da 12 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Svizzera e Svezia.

 

*“Le università di business ed economia presenti in Fiera possono vantare delle statistiche impensabili per gli Atenei italiani* – spiega **Roberto Valdo Cortese** -. *Oltre il 95% dei laureati trova lavoro entro 6 mesi. Addirittura l’83% degli studenti della Stockholm School of* *Economics* *riceve un’offerta di lavoro prima della laurea. Diversi istituti oggi qui presenti, come la* *Fontys* *University of Applied Sciences in Olanda o* *la giapponese Nagoya Commerce and Business School, prevedono percorsi in cui gli studenti entrano in contatto con il mondo aziendale già dal primo anno di laurea. In questo modo stage curricolari e programmi di apprendistato diventano parte integrante del* *percorso formativo, permettendo agli studenti di sviluppare competenze pratiche durante gli studi e di arrivare alla laurea con un bagaglio di esperienza concreta che facilita l’ingresso nel mercato del lavoro. Non c’è solo teoria ma anche tanta pratica”.*

 

Il confronto con i dati italiani conferma questa dinamica: secondo AlmaLaurea, **il 74% dei laureati è occupato a un anno dal conseguimento del titolo, una percentuale che cresce negli anni successivi ma che evidenzia un ingresso più lento nel mercato del lavoro rispetto ai principali sistemi universitari europei**.

 

Alla base di questa differenza vi è un **approccio formativo** più orientato all’esperienza pratica e al contatto diretto con le imprese. In molti atenei internazionali, infatti, stage, tirocini e programmi di apprendistato sono parte integrante del percorso accademico e consentono agli studenti di acquisire competenze operative già durante gli studi.

 

Uno dei principali dubbi delle famiglie riguarda il costo degli studi all’estero. Secondo gli esperti di Valdo Academics, la situazione è molto più articolata.

 

*“Spesso si pensa che studiare all’estero sia proibitivo* – continua **Roberto Valdo Cortese** -. *In realtà il costo dipende molto dal Paese e dall’orizzonte temporale con cui* *lo si valuta. Frequentare le più prestigiose università olandesi vuol dire spendere meno di 3.000 euro l’anno in rette universitarie. Certo, le università inglesi possono costare dieci volte tanto, ma se consideriamo un orizzonte temporale di 6-7 anni, un* *laureato presso un’università come la UCL a Londra probabilmente vanterà 4 anni di lavoro molto ben retribuito. Diversi grandi atenei americani, come Harvard University per esempio, pur avendo costi elevati (circa 90mila dollari all’anno), prevedono borse* *di studio complete per chi proviene da una famiglia con una RAL combinata inferiore a 200.000 dollari annui oppure per meriti sportivi. Questo significa che la maggior parte delle famiglie italiane rientrerebbe nei criteri di accesso a queste opportunità”.*

 

Nonostante queste opportunità, l’accesso a percorsi internazionali resta ancora limitato: *“Circa uno studente su due che incontriamo proviene dal circuito delle scuole internazionali italiane, che dispongono di risorse specializzate per orientare i ragazzi* – conclude **Cortese** -. *Nel sistema pubblico questo tipo di orientamento è ancora poco diffuso. Speriamo, con eventi come questa fiera universitaria, di rendere più accessibili delle opportunità che possono cambiare le vite dei ragazzi”.*

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Fonte: [Occupazione giovani: all’estero fino all’83% lavora prima della laurea, in Italia il 74% è occupato solo dopo un anno](https://giornaledellepmi.it/occupazione-giovani-allestero-fino-all83-lavora-prima-della-laurea-in-italia-il-74-e-occupato-solo-dopo-un-anno/), Il Giornale delle PMI.
