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title: "Nuovo accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo: 14 miliardi per rafforzare la competitività e la produttività delle imprese del Lazio"
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author: "Redazione"
published: 2025-07-03T06:30:07+02:00
modified: 2025-07-02T18:13:19+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Nuovo accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo: 14 miliardi per rafforzare la competitività e la produttività delle imprese del Lazio

*Redazione · 3 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

Si è svolto ieri a Roma l’incontro territoriale di presentazione del nuovo Accordo quadriennale tra **Confindustria** e **Intesa Sanpaolo** per la crescita delle imprese italiane annunciato a inizio anno dal Presidente di Confindustria, **Emanuele Orsini**, e da **Carlo Messina**, Consigliere Delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo.

 

Il programma nazionale congiunto mette a disposizione **200 miliardi di euro** fino al 2028,  
 di questi **14 miliardi sono dedicati alle imprese del Lazio**, per rilanciare lo sviluppo del sistema produttivo e cogliere le opportunità di Transizione 5.0 e I.A., integrando così le risorse già stanziate dalla Banca per la realizzazione degli obiettivi del PNRR.

 

**Emanuele Orsini**, Presidente di Confindustria, e **Stefano Barrese**, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, hanno evidenziato le peculiarità delle nuove misure messe in campo e si sono confrontati con gli imprenditori laziali su robotica, digitalizzazione e intelligenza artificiale quale leva di stimolo per la crescita in termini di connettività e competitività del tessuto economico**.** Sono state presentate inoltre misure *ad hoc* per favorire il supporto a nuovi insediamenti produttivi, all’ampliamento e ammodernamento di quelli esistenti e agli investimenti nel settore energetico, sostenendo così l’attrattività dei territori italiani con posizione strategica per le rotte e gli interscambi internazionali.

 

Il protocollo nazionale presentato oggi consolida e rinnova la **collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria avviata nel 2009** che, grazie a un volume di crediti erogati al sistema produttivo italiano pari a **450 miliardi di euro in quindici anni**, ha contribuito a evolvere il rapporto tra banca e impresa accompagnando i bisogni delle PMI e delle industrie mature anche nelle fasi più complesse. Tale supporto è sato declinato in numerose iniziative congiunte che, anche attraverso le garanzie governative attivate nelle fasi critiche, hanno consentito di sostenere con nuovo credito decine di migliaia di imprese e prevalentemente PMI, struttura portante del *Made in Italy* nel mondo.

 

**Le novità** riguardano:

 

- gli investimenti in nuovi modelli produttivi evoluti ad alto potenziale con particolare attenzione ad Aerospazio, Robotica, Intelligenza Artificiale e Scienze della Vita
- l’accelerazione della transizione sostenibile in linea con il Piano Transizione 5.0, dei processi innovativi ad alto contenuto tecnologico, dell’economia circolare verso un bilanciamento energetico ottimale tra fonti energetiche sostenibili
- l’impatto in ricerca e innovazione, favorendo la nascita e lo sviluppo di startup e PMI ad alto contenuto tecnologico anche attraverso soluzioni finanziarie e servizi dedicati
- piano per l’Abitare Sostenibile, per facilitare la mobilità e l’attrazione dei talenti nell’industria italiana.
- la crescita delle imprese del Sud attraverso la valorizzazione della ZES Unica del Mezzogiorno

 

**Stefano Barrese**, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “*La transizione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentano certamente delle opportunità di crescita e sviluppo per l’economia del Paese, ma per coglierle è importante mantenere centrale capitale umano e formazione. Per questo sarà fondamentale aumentare le assunzioni dei giovani nelle aziende, provvedere a programmi di formazione e specializzazione, garantire il loro welfare a beneficio del Paese. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sta guardando con attenzione a quelle aziende che investono in nuove tecnologie e creano nuovi posti di lavoro: intendiamo contribuire con le nostre politiche di credito alla crescita della loro competitività e produttività, ma anche al supporto di nuova occupazione”.*

 

**Emanuele Orsini**, Presidente di Confindustria: *“In un contesto geopolitico segnato da profonde tensioni e molteplici fronti aperti nel commercio globale, l’industria italiana deve manifestare visione strategica e determinazione. Oggi più che mai è necessario calibrare le risposte su scala nazionale ed europea, ponendo al centro competitività, sicurezza energetica e coesione sociale. Serve coraggio e lungimiranza nell’adozione di misure strutturali per famiglie e imprese. Proprio per questo stiamo lavorando a un Piano Industriale Straordinario fondato su tre leve: stimolo degli investimenti, rilancio della competitività e creazione di un contesto attrattivo. In quest’ambito, proporremo interventi tesi a mobilitare il risparmio delle famiglie e degli investitori istituzionali verso il sistema produttivo domestico, per assicurare crescita e benessere per tutti. E il nuovo Accordo con Intesa Sanpaolo si inserisce nel solco come sostegno concreto per affrontare le sfide della transizione digitale e green, ma anche per valorizzare il nostro capitale industriale. In questa prospettiva anche il Piano per l’Abitare Sostenibile promosso da Confindustria rappresenta un altro pilastro essenziale. Non è solo una risposta alla sfida abitativa, ma un volano per rendere la filiera produttiva italiana più attrattiva per figure con competenze qualificate – soprattutto giovanili – e favorire un radicamento dei talenti nei nostri territori. Un investimento che parla di futuro, innovazione e comunità”.*

 

Dopo i saluti di **Giuseppe Biazzo**, Presidente di Unindustria, e **Roberto Gabrielli**, Direttore Regionale Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo, **Gregorio De Felice** Chief economist Intesa Sanpaolo, **Marco Nocivelli**, Vicepresidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria, e A**lberto Tripi**, special Advisor per l’intelligenza artificiale di Confindustria hanno affrontato il tema della sfida delle tecnologie digitali avanzate commentando una analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo, a cui ha fatto seguito un dialogo tra **Anna Roscio**, Executive Directore Sales & Marketing Imprese Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo e **Angelo Camilli**, Vicepresidente per il Credito, la Finanza e il Fisco di Confindustria, sui contenuti specifici dell’accordo e i principali driver di sviluppo delle imprese.

 

I lavori si sono conclusi con una conversazione tra **Emanuele Orsini**, Presidente di Confindustria, e **Stefano Barrese**, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, chiamati ad approfondire l’analisi del rapporto banca-impresa e di come sta evolvendo rispetto alla complessità del contesto. Robotica, Intelligenza artificiale e digitalizzazione costituiscono veri e propri punti di svolta nel processo di crescita e competitività delle imprese, coinvolgendo tutti i settori. Investire risorse e conoscenza su questi temi significa investire sulla capacità di generare valore. Confindustria e Intesa Sanpaolo condividono la centralità di tali leve di sviluppo e puntano ad accompagnare le imprese agevolandole nell’approccio a temi certamente nuovi e complessi ma diventati ormai imprescindibili.

 

**Lo scenario macroeconomico. La manifattura italiana alla sfida delle tecnologie digitali avanzate**

 

*(a cura Research Department Intesa Sanpaolo)*

 

· Il contesto attuale è caratterizzato da grande incertezza, legata a tensioni geo-politiche, ai numerosi conflitti in corso e alla discontinuità della politica commerciale statunitense. In particolare, gli **sviluppi del conflitto in Medio-Oriente**, in caso di escalation, potrebbero avere impatti significativi sui mercati dell’energia.

 

· Sul fronte **dazi**, i continui stop-and-go del governo statunitense condizionano l’evoluzione del commercio mondiale. **L’impatto sul sistema manifatturiero italiano potrà essere mitigato dalle strategie di diversificazione** delle imprese riguardanti i **mercati di sbocco** dell’export italiano.

 

· La **manifattura italiana**, inoltre, può contare sulla **qualità sempre più elevata delle sue produzioni**: i valori medi unitari all’export per l’Italia sono cresciuti annualmente del 5,1% nel periodo 2014-2024, più di quanto realizzato dagli altri competitors europei (media UE27 +4,1%).

 

· Sono cruciali gli **investimenti**, soprattutto in **tecnologia**. L’Italia è ben posizionata per **installazioni di robot industriali**: secondo l’ultimo report World Robotics della Federazione Internazionale di Robot Industriali, nel 2023 sono state oltre 500mila le installazioni di robot industriali a livello globale (lo stock mondiale è di oltre 4 milioni). La Cina è saldamente al primo posto (con circa 270 mila installazioni) seguita da Giappone e Stati Uniti. Sebbene su numeri decisamente più contenuti, **l’Italia occupa la sesta posizione a livello mondiale**, con più di 10mila nuove installazioni nel 2023. E’ un dato che riflette il buon livello di automazione del sistema produttivo, che sta sempre più abbracciando la rivoluzione 4.0.

 

· L’analisi sulla diffusione delle diverse tecnologie avanzate nell’industria manifatturiera (imprese con almeno 10 addetti) mostra una **maggiore diffusione di cloud computing** per le imprese italiane (oltre il 60% delle imprese) rispetto alla media UE27 (45%). Per l’Italia è la tecnologia più diffusa, seguita dall’utilizzo di software gestionali (ERP, CRM, Business Intelligence) per l’integrazione dei processi interni che è stata attivata dal 57,8% delle imprese, un dato leggermente migliore rispetto alla media europea (56,8%).

 

· Ancora **contenuto invece l’utilizzo dell’intelligenza artificiale**: la quota di imprese che ne fa utilizzo è l’8% contro una media europea del 10,6% (questo differenziale è condizionato dall’elevato peso delle piccole imprese nel tessuto produttivo italiano). Tra il 2023 e il 2024 la percentuale è aumentata di circa 3 punti percentuali per l’Italia (+4 % per l’UE), e il trend è destinato a crescere anche nei prossimi anni, sia tra grandi che piccole imprese. Il dettaglio settoriale evidenzia un’elevata eterogeneità: si posiziona meglio l’elettronica (con circa il 16% delle imprese che ne fa utilizzo), mentre è più in ritardo il sistema moda (4,6%). Emergono differenze più elevate tra Italia e UE nei settori a medio-alta tecnologia: elettronica, mezzi di trasporto, meccanica ed elettrotecnica.

 

· Da un’indagine su 1.500 imprese italiane condotta da Intesa Sanpaolo con BI-REX e SMACT, finalizzata ad analizzare lo **stato di avanzamento del 4.0 e le sue modalità di implementazione**, emerge che i principali obiettivi raggiunti (indicati da oltre la metà delle imprese 4.0 intervistate) riguardano in generale l’**efficientamento dei processi produttivi**. Spiccano in particolare l’automazione dei processi, il monitoraggio/controllo dei processi utilizzando sensori/ devices elettronici che consentono di monitorare i macchinari connessi, e l’aumento della velocità di produzione. Vantaggi significativi sono ottenuti anche in termini di innovazione, risparmio energetico e sicurezza lavorativa. Robotica e analisi dati sono le principali tecnologie adottate.

 

· **Innovare e adottare tecnologie avanzate ha un impatto positivo sulle performance** delle imprese. L’analisi sul campione di imprese intervistate nell’indagine mostra infatti che le imprese con un’intensità digitale e green medio–alta mostrano migliori risultati in termini di **crescita del fatturato** rispetto a quelle meno evolute dal punto di vista tecnologico. Si tratta di imprese che si caratterizzano per un **profilo innovativo ben articolato** e strutturato, che utilizzano più tecnologie avanzate, applicate in molteplici ambiti della catena del valore con un’attenzione anche alla sostenibilità ambientale. Queste imprese ottengono anche migliori risultati in termini di **produttività**, con un valore aggiunto per addetto pari a 86mila euro (versus i 76 mila delle imprese con intensità digitale e green più bassa).

 

· Oltre il 45% delle imprese indica inoltre che **continuerà ad investire in R&S** nei prossimi anni, anche in **nuovi prodotti** e **digitalizzazione**. L’impegno in innovazione sarà accompagnato da investimenti sul **capitale** **umano**, in particolare nuove assunzioni e formazione.

 

· Va vinta infine la **sfida dell’accompagnamento generazionale**: la propensione ad investire in tecnologia aumenta sensibilmente quando nel board dell’impresa è presente almeno un amministratore con meno di 40 anni.

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Fonte: [Nuovo accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo: 14 miliardi per rafforzare la competitività e la produttività delle imprese del Lazio](https://giornaledellepmi.it/nuovo-accordo-tra-confindustria-e-intesa-sanpaolo-14-miliardi-per-rafforzare-la-competitivita-e-la-produttivita-delle-imprese-del-lazio/), Il Giornale delle PMI.
