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title: "Nel Q2 2020 Google e Amazon superano Apple nella classifica dei brand più imitati a scopo di phishing"
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author: "Redazione"
published: 2020-08-24T07:01:11+02:00
modified: 2020-08-22T19:38:57+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "TECNOLOGIA"]
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# Nel Q2 2020 Google e Amazon superano Apple nella classifica dei brand più imitati a scopo di phishing

*Redazione · 24 Agosto 2020 · Il Giornale delle PMI*

Quando un giornalista chiese al criminale [Willie Sutton](https://en.wikipedia.org/wiki/Willie_Sutton) perché avesse rapinato così tante banche, egli rispose: “Perché è nelle banche che si trovano i soldi.” La stessa logica vale per la domanda: “Perché ci sono così tanti attacchi di phishing?”. Semplicemente perché funzionano, una volta dopo l’altra.

 

Si stima che il phishing sia il punto di partenza di più del 90% di tutti i tentati attacchi informatici, inoltre il [2019 Data Breach Investigations report di Verizon](https://enterprise.verizon.com/resources/reports/dbir/) ha mostrato che quasi un terzo (32%) delle violazioni dei dati riuscite coinvolgeva un’attività di phishing. Non solo, il phishing era presente nel 78% degli attacchi di cyber-spionaggio e nell’installazione e utilizzo di backdoor verso le reti.

 

Questi attacchi funzionano perché siamo umani e commettiamo errori… o perché abbiamo fretta e le nostre difese sono abbassate o, ancora, perché pensiamo di essere troppo furbi per cadere vittime di in un tentativo di phishing (un [recente studio](https://www.nextgov.com/ideas/2020/05/people-think-theyre-too-smart-fall-phishing-scams/165197/) ha mostrato come spesso non riusciamo a riconoscere il rischio quando valutiamo le nostre azioni, mentre lo individuiamo più facilmente quando valutiamo i comportamenti altrui). Ma nessuno di noi è immune, soprattutto quando i criminali dietro gli attacchi impersonano brand familiari e fidati, con cui spesso interagiamo.

 

Il “brand phishing” vede l’aggressore imitare un sito web ufficiale di un brand noto utilizzando un dominio o un URL quasi identici all’originale e, di solito, anche una pagina web molto simile al sito reale. Il link al sito web malevolo può essere inviato via e-mail o SMS, un utente può essere reindirizzato durante la navigazione online o può essere ingannato da un’applicazione mobile fraudolenta. In molti casi, il sito web contiene un modulo progettato per rubare credenziali, informazioni personali o necessarie per i pagamenti.

 

### ****Google e Amazon passano in testa, Apple perde posizioni****

 

L’ultimo Brand Phishing Report della divisione Research di [Check Point® Software Technologies Ltd.](https://www.checkpoint.com/it/) (NASDAQ: CHKP), il principale fornitore di soluzioni di cybersecurity a livello globale, relativo al 2° trimestre 2020, mostra come siano stati Google e Amazon i marchi più imitati nei tentativi di phishing, mentre Apple (il brand più quotato per phishing nel 1° trimestre) è sceso dalla prima posizione fino alla 7°, durante questo secondo trimestre. Il numero totale di rilevamenti di Brand Phishing rimane stabile rispetto al Q1 del 2020.

 

Gli exploit di phishing via e-mail sono stati la seconda tipologia di exploit più comune dopo quelli basati sul web, rispetto al primo trimestre in cui l’e-mail era al terzo posto. La ragione di questo cambiamento potrebbe essere l’allentamento delle restrizioni globali legate al Covid-19, che ha portato molte aziende a riaprire le proprie attività e i dipendenti tornare in ufficio.

 

Di seguito, le statistiche dettagliate sul brand phishing per il 2° trimestre 2020, insieme ad esempi di campagne di phishing che miravano a generare profitti diretti impersonando Apple iCloud e PayPal.

 

### ****I brand più sfruttati per phishing nel 2° semestre 2020****

 

Di seguito sono riportati i primi 10 brand classificati in base alla loro comparsa complessiva negli attacchi di phishing, durante il secondo trimestre del 2020:

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2020/08/Picture1-3.png)

 

Settori più usati

 

Settore tecnologico

 

Settore finanziario

 

Social network

 

I brand più sfruttati a livello di phishing per vettore

 

Esaminando i diversi vettori utilizzati, si possono notare alcune notevoli differenze nei brand utilizzati per ogni tipologia di vettore: ad esempio, nel mobile l’attenzione si concentra sui principali marchi tecnologici e sui media.

 

****Email (24% degli attacchi)****

 

1. Microsoft
2. Outlook
3. Unicredit

 

****Web (61% degli attacchi)****

 

1. Google
2. Amazon
3. WhatsApp

 

****Mobile (15% degli attacchi)****

 

1. Facebook
2. WhatsApp
3. PayPal

 

### ****Pagina di login di iCloud: un esempio di furto di credenziali****

 

A fine giugno è stato rilevato un sito web fraudolento che cercava di imitare la pagina di login dei servizi cloud di Apple, ****iCloud****. Lo scopo di questo sito web (come mostrato nell’esempio sottostante), era quello di cercare di rubare le credenziali di login di iCloud. Il sito era elencato sotto il dominio “****account-icloud\[.\]com****”. Il dominio è diventato attivo per la prima volta alla fine di giugno 2020 e registrato sotto l’IP ****37.140.192.154****, basato in ****Russia****.

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2020/08/Screenshot-5.png)

 

### ****Pagina di login di PayPal: un esempio di furto di credenziali****

 

Durante il mese di maggio abbiamo scoperto un sito web fraudolento che cercava di imitare una ****pagina di login di PayPal****. Il sito web è elencato sotto l’indirizzo ****paypol-login\[.\]com****. Il dominio è stato registrato per la prima volta nel 2018 ed è stato riutilizzato un’altra volta alla fine di maggio. Il dominio è registrato sotto l’IP 52.22.86.101, basato in ****USA****.

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2020/08/Screenshot-6.png)

 

Per evitare di cadere vittima di truffe di phishing, raccomandiamo di rispettare le seguenti precauzioni:

 

1. Verificare di utilizzare o di gestire ordini attraverso un sito web autentico. Un modo per farlo è quello di NON cliccare sui link promozionali contenuti nelle e-mail e, invece, servirsi di Google per ricercare il retailer desiderato e selezionare il link del sito direttamente dalla pagina dei risultati di Google.
2. Fare attenzione alle offerte “speciali”. Uno sconto dell’80% su un nuovo iPhone di solito non è un’opportunità di acquisto affidabile o credibile.
3. Prestare attenzione ai domini fittizi simulati, agli errori di ortografia nelle e-mail o nei siti web e ai mittenti sconosciuti.

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2020/08/GooglePhishing_vertical_infographic.jpg)

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Fonte: [Nel Q2 2020 Google e Amazon superano Apple nella classifica dei brand più imitati a scopo di phishing](https://giornaledellepmi.it/nel-q2-2020-google-e-amazon-superano-apple-nella-classifica-dei-brand-piu-imitati-a-scopo-di-phishing/), Il Giornale delle PMI.
