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title: "Nel 2023 rischiano di chiudere 120mila imprese"
url: https://giornaledellepmi.it/nel-2023-rischiano-di-chiudere-120mila-imprese/
author: "Redazione"
published: 2023-08-21T07:00:26+02:00
modified: 2023-08-20T10:39:42+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
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# Nel 2023 rischiano di chiudere 120mila imprese

*Redazione · 21 Agosto 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Per gli imprenditori delle PMI, tessuto produttivo italiano, è arrivato il momento di non scherzare se si decide di non chiudere l'attività.

Nel 2023 **rischiano di chiudere 120mila imprese** con la **perdita di 370mila posti di lavoro** (Confcommercio) e nel primo trimestre dello stesso anno si rileva un aumento dei fallimenti pari al 19,1% rispetto al trimestre precedente (Istat). Numeri certamente non rassicuranti in una congiuntura che non migliora, almeno per il momento.

 

Per gli imprenditori delle PMI, tessuto produttivo italiano, è arrivato il momento di non scherzare se si decide di non chiudere l’attività.

 

“**Sono quattro le risorse minime** **da avere in azienda** a prova di qualsiasi crisi” afferma **Pasquale Abiuso, imprenditore e Presidente della banca di Credito Cooperativo di Gambatesa.**

 

“La prima persona da formare è un **responsabile del marketing** che si interessa a tempo pieno mantenere vivo il rapporto con i clienti già acquisiti e spendenti, riattivare con offerte ad hoc i clienti persi, creare con una rete di referrals (clienti che portano altri clienti), fare continue azioni online e offline per intercettare nuovi contatti da trasformare in clienti paganti, tutto ciò con una precisa strategia non improvvisata.

 

È necessario avere **un venditore non part time** che lavora i contatti ottenuti dal marketing, vende ai già clienti, ai clienti spenti e riattivati, a quelli che arrivano dai referrals e ai nuovi clienti.

 

Ricordiamo che **senza vendita l’azienda non esiste** o muore in breve tempo.

 

Occorre poi un **responsabile all’assistenza clienti** (customer care) che risponde alle domande che quotidianamente arrivano da chi compra, risolve problemi di varia natura che minerebbero il rapporto azienda-cliente, verifica la soddisfazione dei clienti e in base alle risposte ricevute dà suggerimenti agli altri reparti aziendali.

 

In ultimo c’è bisogno di **chi produce e consegna il prodotto** (una o più risorse in funzione della dimensione e dei volumi aziendali).

 

Molto importante, anche se strano per il contesto italiano è che **l’imprenditore non deve** **svolgere nessuna delle funzioni suddette**, ma deve coordinare, controllare i numeri delle varie aree (KPI-**Indicatori chiave di performance)**, formare le risorse, premiarle nel modo più opportuno in base ai risultati e correggere il tiro quando le cose non vanno come previsto.

 

In sostanza l’imprenditore **deve far girare il sistema azienda e sbloccarlo quando non gira bene** guardando i numeri e non fidandosi di sensazioni che spesso nascondono i problemi.

 

“Finché non si ha un organigramma minimo come quello descritto sopra, **non si ha un’azienda** ma un imprenditore che si divide tra le varie aree della stessa, si trascura il controllo e la crescita aziendale, con il rischio non remoto di non farcela e dover chiudere per esaurimento fisico e finanziario”, conclude Abiuso.

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Fonte: [Nel 2023 rischiano di chiudere 120mila imprese](https://giornaledellepmi.it/nel-2023-rischiano-di-chiudere-120mila-imprese/), Il Giornale delle PMI.
