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title: "Nel 2022 calano le richieste di credito da parte delle imprese ma cresce l’importo medio"
url: https://giornaledellepmi.it/nel-2022-calano-le-richieste-di-credito-da-parte-delle-imprese-ma-cresce-limporto-medio/
author: "Redazione"
published: 2023-02-07T07:10:50+01:00
modified: 2023-02-06T19:52:09+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["SOLDI"]
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# Nel 2022 calano le richieste di credito da parte delle imprese ma cresce l’importo medio

*Redazione · 7 Febbraio 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Maggiore contrazione delle richieste di credito per le imprese individuali (-12% vs 2021) rispetto alle società di capitali (-2,4% vs 2021).

- *Maggiore contrazione delle richieste di credito per le imprese individuali (-12% vs 2021) rispetto alle società di capitali (-2,4% vs 2021).*
- *Per le società di capitali l’importo medio sfiora i 163.619 Euro (+15,6% rispetto al 2021) contro i 39.366 Euro delle imprese individuali (+2,9% vs 2021).*
- *Rischiosità del credito in lieve risalita a settembre 2022, i tassi di default ancora contenuti rispetto alla media storica e al dato pre pandemia.*
- *Nel 2023 i settori trasporti, agrifood, costruzioni e manifatturiero segneranno un pieno recupero di fatturato post pandemia.*

 

Nel 2022 le **richieste di credito da parte delle imprese italiane**, una volta lasciato alle spalle il periodo acuto della pandemia, registrano una **flessione complessiva del -5,7% rispetto al 2021,** con un andamento pressoché stabile nei trimestri; ad esclusione del picco rilevato nel I trimestre che ha sfiorato il -8%, valore che è andato a dimezzarsi con il passare dei mesi (-3,8% IV Trimestre 2022).

 

Entrando nel dettaglio, l’atteggiamento generale di maggiore prudenza nel 2022 ha riguardato principalmente le **imprese individuali** con un **-12%**, mentre la domanda proveniente dalle **società di capitali** si è contratta a una sola cifra decimale, **-2,4%**.

 

È questo il quadro complessivo che emerge dall’ultima edizione del **Barometro CRIF sul credito alle imprese**, basato sul patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF.

 

![barometro credito imprese febbraio 2023 imm. 1](https://www.crif.it/media/2728443/barometro-credito-imprese-febbraio-2023-imm-12.jpg)

 

Tuttavia, si registra una **spinta da parte delle imprese a richiedere un importo medio più elevato**, +16,8% rispetto al 2021 e un valore complessivo di **123.979 Euro**. Per quanto riguarda le **Imprese individuali**, il valore dei finanziamenti richiesti è risultato pari a **39.366 Euro** (in crescita del +2,9% rispetto al 2021) contro i **163.619 Euro delle** **Società di Capitali** (+15,6%).

 

*“L’analisi dell’andamento delle richieste di credito presentate dalle imprese italiane nel corso del 2022 ha visto un progressivo riallineamento sui livelli pre-Covid. Guardando al sistema manifatturiero italiano continua a presentare due velocità: un gruppo ristretto di imprese, con performance straordinarie, che è in grado di trainare lo sviluppo e l’economia italiana mantenedo il rapporto tra investimenti materiali e immateriali rispetto al fatturato tra il 3-4%. Al contrario di quello che accade nella manifattura italiana che ha storicamente mantenuto questo rapporto intorno al 2% (Osservatorio Controvento, Nomisma-CRIF-CRIBIS). Infine, a incidere sulle performance economiche non è solo la quantità dell’investimento ma anche la qualità, in particolare su quei temi chiave per diventare un’impresa fiorente, quali digitalizzazione, innovazione e sostenibilità. Saranno questi i driver su cui le imprese dovranno puntare per affrontare ‘Controvento’ il 2023”* – commenta **Simone Capecchi**, **Executive Director di CRIF.**

 

In linea con l’anno precedente, anche per il 2022 la maggioranza delle richieste di finanziamento ha riguardato importi inferiori ai 10.000 Euro (38,6%).

 

![barometro credito imprese febbraio 2023 imm. 2](https://www.crif.it/media/2728444/barometro-credito-imprese-2023-imm-21.jpg)

 

Per quanto riguarda **le imprese individuali**, il peso delle richieste di finanziamento con importo inferiore ai 10.000 Euro rappresenta il 45,2% del totale, a conferma di come le PMI tendano a rivolgersi agli istituti di credito soprattutto per importi di piccolo taglio. Mentre per le **società di capitali** le esigenze di liquidità risultano polarizzate: il 29,8% richiede importi inferiori ai 5.000 euro mentre il 33% sono superiori ai 50.000 euro.

 

## **Andamento per settore delle richieste di credito dalle imprese nel 2022**

 

Tra i settori che si caratterizzano per volumi di richieste di credito particolarmente elevati registriamo al vertice della graduatoria i **Servizi**, con quasi un quarto del totale (**23,9%**, un punto percentuale in meno rispetto al 2021). Al secondo posto si posiziona il settore del **Commercio** con un **22,9%** (-0,5 p.p. vs 2021), a conferma di quanto l’erosione dei margini di profittabilità per l’innalzamento dei costi delle materie prime stia accentuando il bisogno di liquidità del comparto.

 

Sul terzo gradino del podio abbiamo le **Costruzioni e Infrastrutture**, che spiega il 17,8% delle richieste di credito presentate dalle imprese nel 2022 (-1,5 p.p. vs 2021), settore sostenuto positivamente dagli incentivi governativi (bonus facciate, superbonus 110%, ecc.).

 

A seguire il settore **manifatturiero** (**11,1%** del totale, +0,4 p.p vs 2021), che in questi 12 mesi, ha affrontato la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e piani di investimento per affrontare la transizione ecologica e diminuire così la dipendenza dai combustibili fossili.

 

![barometro credito imprese 2022 imm. 3](https://www.crif.it/media/2728454/barometro-credito-imprese-2022-imm-3.jpg)

 

*“Dalle nostre analisi forward looking si prevede che **nel 2023 i settori dei trasporti, agrifood, costruzioni e manifatturiero segneranno un pieno recupero di fatturato post pandemia**. Nello specifico, si prevede che il fatturato continuerà a crescere per l’effetto dell’inflazione, ma i margini operativi risentiranno della volatilità dei costi energetici e delle materie prime.* *Per quanto riguarda, invece, gli effetti congiunturali sul settore delle utility lo scenario si differenzierà in base al posizionamento nella filiera dell’energia, con un forte effetto inflattivo generato sui ricavi e con impatti negativi in termini di redditività per le attività di vendita e re-selling. Infine, anche il terziario sarà in forte recupero rispetto al 2019, perché meno esposto a costi fissi e oscillazioni delle materie prime”* – aggiunge **Capecchi**.

 

## **Rischiosità del credito delle imprese: tassi di default in lieve risalita ma su valori ancora contenuti**

 

L’andamento dei **tassi di default** per il mercato corporate italiano – che fa segnare al 30 settembre 2022 un dato pari al 2,1% per le società di capitali, 1,4% per le società di persone e 1,9% per le ditte individuali – denota **per il quarto trimestre consecutivo il proseguimento del trend di lieve risalita dei tassi di default in essere da settembre 2021**. In tale momento, infatti, l’indice di rischiosità del credito aveva raggiunto un punto di minimo storico – pari all’1,5%, all’1,0% e all’1,7% rispettivamente per società di capitali, società di persone e ditte individuali – prevalentemente per effetto degli interventi varati a supporto delle aziende nel contesto delle prime ondate pandemiche di Covid-19 (in primis moratorie sui debiti finanziari in essere e accesso a credito garantito).

 

“*Seppur in valore assoluto i tassi di default risultino ancora contenuti rispetto alla media storica e al dato pre pandemia, l’attuale quadro macroeconomico, caratterizzato da ripresa incerta ed elevata inflazione, e lo scenario di risalita dei tassi di interesse lasciano presagire che la dinamica in atto possa subire un’accelerazione nel corso dei prossimi trimestri*” – commenta **Simone Capecchi**.

 

![barometro credito imprese febbraio 2023 imm. 4](https://www.crif.it/media/2728446/barometro-credito-imprese-febbraio-2023-imm-4.jpg)

 

Dal punto di vista settoriale, l’andamento di risalita dei tassi di default risulta comune a tutti i comparti economici seppure con una differente intensità: nei settori più esposti all’attuale incertezza sul fronte macroeconomico e con le maggiori ripercussioni derivanti dalle oscillazioni dei prezzi delle materie prime e dell’energia – quali i trasporti e logistica e il food & beverage – la risalita dei tassi di default risulta più rapida con incrementi intorno a 1 punto percentuale negli ultimi 12 mesi. Viceversa molto meno accentuata è stata la risalita dei tassi in settori quali l’ICT media e telecomunicazione, l’energia e il chimico farmaceutico, settori storicamente più resilienti e che peraltro già mostravano pre-pandemia un livello di rischiosità molto più contenuto rispetto alla media nazionale.

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Fonte: [Nel 2022 calano le richieste di credito da parte delle imprese ma cresce l’importo medio](https://giornaledellepmi.it/nel-2022-calano-le-richieste-di-credito-da-parte-delle-imprese-ma-cresce-limporto-medio/), Il Giornale delle PMI.
