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title: "Mutui al 1° semestre: i rialzi dei tassi frenano la domanda, ma l’importo medio rimane stabile con una rata più pesante"
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author: "Redazione"
published: 2023-07-18T06:40:57+02:00
modified: 2023-07-17T17:36:14+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Mutui al 1° semestre: i rialzi dei tassi frenano la domanda, ma l’importo medio rimane stabile con una rata più pesante

*Redazione · 18 Luglio 2023 · Il Giornale delle PMI*

> I volumi complessivi delle domande si contraggono del 22,4%, valore che continua a risentire del fenomeno surroghe. Incremento del 28% della rata rispetto ai minimi di metà 2022, la rata media passa da 616 euro a 865 euro. Aumento dell’indebitamento complessivo delle famiglie del 24% in poco più di un semestre.

I **primi 6 mesi** dell’anno sono stati caratterizzati da una **profonda cautela** per quanto riguarda il credito alle famiglie, e anche la domanda dei **mutui immobiliari ha subito un contraccolpo**, derivato principalmente dall’innalzamento dei tassi interesse.

 

Infatti, tra le principali evidenze emerse dall’analisi del **Barometro Mutui di CRIF**, emerge che nel I semestre 2023 le richieste dei mutui hanno fatto segnare una contrazione del 22,4% rispetto al corrispondente periodo del 2022; valore che continua a essere influenzato dal fenomeno delle surroghe. Queste ultime hanno subito una flessione del 30,8%, mentre i nuovi mutui erogati si sono contratti del 21,6%. Anche se guardiamo solo al mese di giugno, si conferma il trend negativo della domanda con una frenata del -11,6%.

 

**Andamento del numero di richieste di nuovi mutui e surroghe**

 

![Andamento del numero di richieste di nuovi mutui e surroghe](https://www.crif.it/media/ssihqtzy/grafico-barometro-mutui-1.png?rmode=max&width=987&height=498)

*Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie*

 

Nel **I semestre l’importo medio** richiesto invece rimane pressoché stabile (-0,6%), con un valore complessivo di 144.279 euro. Invece considerando il solo mese di giugno, si registra una leggera contrazione dell’1,1%. A causa dell’aumento dei costi dei mutui a tasso variabile, collegato all’incremento dei tassi, a marzo 2023 la rata è aumentata mediamente del 28% rispetto ai minimi di metà 2022, con un picco del +40% per i mutui di più recente erogazione, dove la rata media passa da 616 Euro a 865 Euro. L’impatto è oggi ancora più significativo considerando gli ulteriori incrementi dei tassi di maggio (+0,75%) e giugno (+0,25%).

 

**Andamento rata media dei mutui a tasso variabile erogati negli ultimi 5 anni con base gennaio 2022 = 100**

 

![Andamento rata media dei mutui a tasso variabile erogati negli ultimi 5 anni con base gennaio 2022 = 100](https://www.crif.it/media/pgpjqaby/andamento-rata-media-dei-mutui.png?rmode=max&width=726&height=343)

*Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie*

  

Per il 65% dei mutui in bonis (cioè senza rate scadute e non pagate), **l’aumento dei tassi ha comportato un aumento del montante** (calcolato in modo semplificato, come somma algebrica delle rate residue) tra gennaio 2022 e marzo 2023, nonostante le rate pagate nei 14 mesi trascorsi.

 

Per i mutui più recenti, questo ha determinato un **significativo aumento dell’indebitamento complessivo delle famiglie** del 24% in poco più di un semestre, pari a circa 34mila Euro per contratto. “L’innalzamento dei tassi di interesse fissati dalla BCE ha inevitabilmente frenato la richiesta dei mutui e, di conseguenza, le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con una perdita del potere d’acquisto che pesa inevitabilmente sulle decisioni di spesa” – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

 

“*Gli effetti di un’inflazione persistente sui bilanci delle famiglie, in presenza di tassi d’interesse più elevati porteranno, dopo anni in cui il livello di rischio era stato molto contenuto, a un peggioramento dei tassi di default. Le logiche di offerta degli ultimi anni e la domanda delle famiglie più prudente, manterranno i tassi di default su valori inferiori alle passate crisi economiche, limitati anche da un livello di indebitamento delle famiglie che rimane basso (circa il 60% nel triennio di previsione), soprattutto se paragonato al resto d’Europa (94% nel 2022)*”.

           

## Importi, durata e fasce di età

 

Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nel I semestre del 2023 le **richieste di mutuo per importi** **compresi tra 100.000 e 150.000 euro** restano ancora la soluzione preferita dalle famiglie italiane, con circa il **30%** **del totale**; percentuale in linea con il corrispondente periodo del 2022. Al secondo posto, con il 25,9%, rimane la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro.

 

| **Classe di importo** | **% distribuzione I sem 2023** |
| --- | --- |
| Fino a 75.000 € | 19,9% |
| 75.001-100.000 € | 19,4% |
| 100.001-150.000 € | 29,6% |
| 150.001-300.000 € | 25,9% |
| Oltre 300.000 € | 5,2% |

 

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

 

Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata, emerge invece che la fascia più rilevante è quella **tra i 25–30 anni**, con il **36,7%** del totale dei mutui. Nel complesso, **8 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni**, a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni che pesino il meno possibile sul bilancio familiare.

 

| **Classe durata mutuo (n° anni)** | **% distribuzione I SEM 2023** |
| --- | --- |
| Fino a 5 | 0,4% |
| 5 – 10 | 4,1% |
| 10 – 15 | 9,8% |
| 15 – 20 | 18,0% |
| 20 – 25 | 22,7% |
| 25 – 30 | 36,7% |
| Oltre 30 | 8,4% |

 

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

 

Per quanto riguarda la classe di età vediamo che le fasce 25-34 e 35-44 anni rappresentano una fetta del 61,3% della richiesta, cui segue quella di chi ha 45-54 anni che rappresenta il 23,4%.

 

| **Classe di età (n° anni)** | **% distribuzione I SEM 2023** |
| --- | --- |
| 18 – 24 | 3,7% |
| 25 – 34 | 30,2% |
| 35 – 44 | 31,1% |
| 45 – 54 | 23,4% |
| 55 – 64 | 9,7% |
| 65 – 74 | 1,9% |

 

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

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Fonte: [Mutui al 1° semestre: i rialzi dei tassi frenano la domanda, ma l’importo medio rimane stabile con una rata più pesante](https://giornaledellepmi.it/mutui-al-1-semestre-i-rialzi-dei-tassi-frenano-la-domanda-ma-limporto-medio-rimane-stabile-con-una-rata-piu-pesante/), Il Giornale delle PMI.
