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title: "Moneta elettronica: Confesercenti, le imprese accelerano. Nel 2025 verso 3,87 milioni di Pos, Italia ai vertici in Europa"
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author: "Redazione"
published: 2026-02-10T06:45:55+01:00
modified: 2026-02-09T18:29:08+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Moneta elettronica: Confesercenti, le imprese accelerano. Nel 2025 verso 3,87 milioni di Pos, Italia ai vertici in Europa

*Redazione · 10 Febbraio 2026 · Il Giornale delle PMI*

Moneta elettronica, le imprese accelerano. Nel commercio, nel turismo e nei servizi il pagamento digitale è ormai una componente strutturale dell’offerta: nel 2024 i POS attivi nel nostro Paese hanno raggiunto quota 3,75 milioni, con circa 660mila terminali in più rispetto al 2018 (+21%). Una crescita proseguita anche nel 2025 portando, secondo le nostre stime, il numero dei POS in Italia a circa 3,87 milioni.

 

È quanto emerge da elaborazioni e analisi condotte da Confesercenti su dati ufficiali.

 

L’Italia si colloca dunque tra i Paesi più avanzati in Europa sul fronte dei pagamenti elettronici: nello stesso periodo i POS attivi risultano pari a poco più di 3,2 milioni in Francia e a 1,5 milioni in Germania. Insieme ai POS, crescono anche i pagamenti digitali presso i punti vendita fisici in Italia – commercio, pubblici esercizi, attività turistiche e servizi – che nel 2025 dovrebbero raggiungere i 376 miliardi di euro.

 

Le imprese hanno dunque scelto di investire nella modernizzazione, anche per logica di servizio: i contanti sono ancora favoriti dagli italiani, ma l’apprezzamento per i pagamenti digitali è in aumento. E i punti vendita rispondono ampliando la gamma di strumenti accettati, affiancando contante, carte e strumenti digitali evoluti. Cresce infatti anche l’offerta di soluzioni Buy Now Pay Later: si stima che oggi in Italia tra 40 e 50mila esercizi le mettano a disposizione della clientela. A fronte di una comprensibile attenzione al tema, le frodi restano molto contenute; inoltre, la maggior parte avviene “a distanza”, non nei pagamenti al punto vendita.

 

Allo stesso tempo, resta centrale il tema della sostenibilità dei costi per gli esercenti: le transazioni elettroniche possono arrivare a costare fino al 22% in più, in termini unitari, rispetto a quelle in contanti. Un differenziale gravoso soprattutto sulle microtransazioni, che sono una parte significativa delle vendite quotidiane per molti pubblici esercizi e altre attività di prossimità. Pesano, inoltre, i costi accessori –hardware, canoni, etc. – che alzano la spesa totale degli esercenti: per un’attività con 300mila euro di transazioni, la moneta elettronica, secondo le nostre valutazioni, può costare tra i 5 e i 6 mila euro l’anno.

 

“*L’immagine delle imprese italiane come ‘anti-cashless’ è da archiviare, così come la demonizzazione del contante: l’evidenza dei dati mostra che le imprese non contrappongono gli strumenti di pagamento, ma li integrano per dare libertà di scelta ai clienti. Quello che non è da archiviare, invece, è il tema dei costi per gli esercenti, soprattutto nelle microtransazioni*”, commenta **Nico Gronchi, Presidente di Confesercenti**. “*Un problema particolarmente sentito da bar, tabaccherie ed esercizi di prossimità, dove si lavora su scontrini contenuti e margini ridotti. La transizione digitale è un fatto e va accompagnata, ma servono condizioni sostenibili e trasparenti lungo tutta la filiera, tanto più mentre l’Europa accelera sull’euro digitale: l’innovazione deve semplificare la vita di cittadini e imprese, non aumentare i costi di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali sui territori*”.

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Fonte: [Moneta elettronica: Confesercenti, le imprese accelerano. Nel 2025 verso 3,87 milioni di Pos, Italia ai vertici in Europa](https://giornaledellepmi.it/moneta-elettronica-confesercenti-le-imprese-accelerano-nel-2025-verso-387-milioni-di-pos-italia-ai-vertici-in-europa/), Il Giornale delle PMI.
