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title: "Manifattura eurozona ancora in crescita, ma l’Italia resta indietro: a ottobre PMI a 52,7"
url: https://giornaledellepmi.it/manifattura-eurozona-ancora-in-crescita-ma-litalia-resta-indietro-a-ottobre-pmi-a-527/
author: "Redazione"
published: 2026-11-03T06:45:22+01:00
modified: 2026-11-02T19:14:32+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Manifattura eurozona ancora in crescita, ma l’Italia resta indietro: a ottobre PMI a 52,7

*Redazione · 3 Novembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Nono mese consecutivo di espansione, ma frenano ordini e produzione. Costi di acquisto ai massimi da maggio, pressione sulla BCE per nuovi rialzi dei tassi.

Il settore manifatturiero dell’area euro chiude il mese di ottobre in territorio positivo per il nono mese consecutivo, ma con segnali di raffreddamento. L’indice PMI composito, elaborato da S&P Global, si è attestato a 52,7 punti, in lieve flessione rispetto al 52,9 di settembre e al livello più basso degli ultimi due mesi. Un dato che, pur confermando la fase espansiva avviata a inizio 2026, fotografa un comparto alle prese con costi in accelerazione, catene di fornitura sotto stress e una crescita degli ordini in decelerazione. 

## Produzione solida, ma il ritmo rallenta

 L’indice della produzione manifatturiera è sceso a 52,8 punti (da 53,6 di settembre), toccando il minimo degli ultimi quattro mesi. La crescita resta comunque superiore alla media di lungo periodo dell’indagine, segnalando che la fase espansiva – la più sostenuta da oltre quattro anni – non si è interrotta, ma sta perdendo slancio.  A pesare è il rallentamento dei nuovi ordini totali, cresciuti a un ritmo più debole rispetto ai mesi precedenti. Un dato in parte compensato dalla vivacità delle esportazioni (incluso il commercio intra-eurozona), che a ottobre hanno registrato la crescita più marcata da oltre quattro anni e mezzo. 

## Occupazione in aumento, acquisti ai massimi dal 2022

 Nonostante il quadro di incertezza, le imprese manifatturiere hanno continuato ad assumere: l’occupazione è cresciuta per il terzo mese consecutivo, accompagnata da un nuovo – seppur contenuto – incremento degli ordini inevasi, al livello più alto da maggio 2022.  Sul fronte degli approvvigionamenti, l’attività di acquisto ha registrato il tasso di crescita più rapido da quasi quattro anni e mezzo, spinta dalla volontà delle aziende di accumulare scorte a fronte dei crescenti ritardi nelle consegne. Le giacenze di beni sono salite ai livelli più elevati da quasi quattro anni, un segnale di accumulo precauzionale. 

## Costi in forte accelerazione: inflazione ai massimi da cinque mesi

 Il dato forse più preoccupante riguarda i prezzi. L’inflazione dei costi di acquisto ha registrato a ottobre una rapida accelerazione, portandosi al livello più alto da maggio scorso. È il secondo mese consecutivo di rialzo. Tra le cause principali, l’aumento dei prezzi energetici e i colli di bottiglia lungo la catena di approvvigionamento, con i tempi medi di consegna dei fornitori che si sono estesi al massimo da giugno.  Le aziende hanno reagito trasferendo parte degli aumenti sui prezzi di vendita, sebbene questi ultimi siano rimasti sostanzialmente invariati rispetto a settembre. 

## Williamson: «Fase di resilienza, ma non per tutti»

 «L’ennesimo forte risultato del PMI prolunga la migliore fase di crescita del settore manifatturiero dell’area euro in oltre quattro anni», ha commentato **Chris Williamson**, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence. «L’espansione sostenuta registrata a partire da febbraio delinea un quadro incoraggiante di resilienza per il comparto, sottoposto a difficoltà causate dai dazi e dai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, nonché dall’aumento dei costi e dalle difficoltà di approvvigionamento».  Williamson ha tuttavia sottolineato la natura disomogenea della ripresa: «La crescita non risulta affatto generalizzata, con i produttori di Francia e Italia che continuano a registrare difficoltà, in particolare la prima, penalizzata ulteriormente dall’incertezza politica interna». 

## Francia e Italia: le eccezioni in un’Europa che cresce

 Dei otto Paesi monitorati dall’indagine, sei hanno registrato a ottobre valori in crescita, con tassi di miglioramento storicamente elevati. La Germania si conferma tra i mercati più dinamici, seguita da Paesi Bassi, Austria, Irlanda, Grecia e Spagna.  L’Italia e la Francia restano invece le uniche due economie dell’area euro in territorio negativo, con un ulteriore peggioramento su base mensile. Per il manifatturiero italiano si tratta di un segnale che conferma le difficoltà strutturali già evidenziate nei mesi precedenti, in un contesto europeo che altrezza premia i produttori beneficiari della spesa per la difesa e della riorganizzazione dei flussi commerciali legata ai dazi statunitensi. 

## Lo sguardo avanti: fiducia tiepida e pressione sulla BCE

 Le imprese guardano ai prossimi dodici mesi con un certo ottimismo, ma il livello di fiducia resta al di sotto della media storica dell’indagine. Un segnale che suggerisce cautela: i produttori non sembrano ancora convinti che la fase espansiva possa consolidarsi ulteriormente.  Intanto, l’accelerazione dell’inflazione dei costi alimenta le attese di un ulteriore inasprimento della politica monetaria. «Gli ultimi dati PMI accentuano la pressione sulla BCE affinché proceda a ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi mesi», ha avvertito Williamson, «rappresentando un ulteriore fattore contrario per le imprese».

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Fonte: [Manifattura eurozona ancora in crescita, ma l’Italia resta indietro: a ottobre PMI a 52,7](https://giornaledellepmi.it/manifattura-eurozona-ancora-in-crescita-ma-litalia-resta-indietro-a-ottobre-pmi-a-527/), Il Giornale delle PMI.
