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title: "M&A Italia: un mercato più selettivo nei primi nove mesi del 2026"
url: https://giornaledellepmi.it/ma-italia-un-mercato-piu-selettivo-nei-primi-nove-mesi-del-2026/
author: "Redazione"
published: 2026-10-07T06:50:51+02:00
modified: 2026-10-06T19:30:03+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# M&A Italia: un mercato più selettivo nei primi nove mesi del 2026

*Redazione · 7 Ottobre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Operazioni e controvalore in calo rispetto al 2025; le prospettive per la chiusura del 2026 rimangono positive.

Il mercato M&A in Italia registra nei primi 9 mesi dell’anno 910 operazioni (-17,5% rispetto allo stesso periodo del 2025) con un controvalore complessivo pari a oltre 46 miliardi di euro (-29,3% rispetto allo scorso anno).

 

In un contesto macroeconomico ancora segnato da forti tensioni geopolitiche, tassi di interesse in risalita e crescente attenzione al costo del capitale, l’M&A continua a rappresentare una leva strategica per sostenere ed accelerare percorsi di crescita, diversificazione, consolidamento settoriale e trasformazione dei modelli di business.

 

Per **Max Fiani**, Partner KPMG e curatore del rapporto: *“Pur evidenziando una flessione rispetto ai livelli registrati lo scorso anno nello stesso periodo, il mercato italiano mostra, dando uno sguardo anche alle rilevanti operazioni annunciate, una significativa capacità di tenuta, confermandosi dinamico e attrattivo per investitori industriali e finanziari. Lo scenario che emerge è quello di un mercato più selettivo e disciplinato, nel quale gli operatori privilegiano operazioni caratterizzate da solide logiche industriali, sinergie chiaramente identificabili e una forte attenzione alla creazione di valore nel medio-lungo termine”.*

     

## I principali deal del trimestre

     

Nel corso dell’ultimo trimestre si sono concluse sei operazioni di valore superiore a 1 miliardo di euro, a conferma della capacità del mercato italiano di originare e attrarre transazioni di rilevanti dimensioni nei comparti *Financial Services*, TMT e Farmaceutico.

 

Nel settore finanziario, **UniCredit** ha ulteriormente rafforzato la propria presenza in **Commerzbank**, acquisendo nei primi nove mesi del 2026 una partecipazione pari al 17,6% per un controvalore di circa **8 miliardi di euro**. Tenendo conto anche degli strumenti finanziari detenuti, la quota complessivamente riconducibile al Gruppo italiano ha raggiunto il 47,6% del capitale della Banca tedesca, dando vita a una delle più significative operazioni cross-border degli ultimi anni.

 

Nel comparto **TMT**, **Poste Italiane** ha completato l’offerta pubblica di acquisto e scambio su **Telecom Italia**, acquisendo il 67,7% del capitale per un corrispettivo di circa **2,8 miliardi di euro**. A seguito dell’operazione, la partecipazione complessiva detenuta da Poste è salita all’85,8%, soglia che, pur garantendo il controllo della Società, non ha determinato l’avvio delle procedure di *squeeze-out* e del conseguente *delisting*.

 

Sempre nel settore TMT, merita particolare attenzione la quotazione sul mercato statunitense di **Bending Spoons**, che ha raccolto circa **1,5 miliardi di euro**, rafforzando la propria capacità finanziaria a supporto della strategia di crescita per linee esterne. In questo contesto, la Società ha successivamente perfezionato l’acquisizione dell’americana **Formagrid**, che possiede **Airtable,** piattaforma di gestione dati e flussi di lavoro fondata nel 2013, investendo circa **1,9 miliardi di euro** e consolidando ulteriormente la propria posizione tra i principali operatori software a livello internazionale.

 

Particolarmente vivace si è confermato anche il comparto farmaceutico. **Angelini Pharma** ha completato l’acquisizione della statunitense **Catalyst Pharmaceuticals,** Gruppo statunitense focalizzato sull’in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare, per un controvalore complessivo di circa **3,5 miliardi di euro**, rafforzando significativamente il proprio posizionamento sui mercati internazionali. Parallelamente, Angelini ha aperto il proprio capitale a **CDP Equity**, che ha effettuato un aumento, investendo circa **1 miliardo di euro** a fronte di una partecipazione del 23,5%.

     

## Cresce il peso delle operazioni internazionali

     

La componente *cross-border*, nei primi 9 mesi del 2026, ha continuato a rappresentare uno dei principali driver del mercato M&A italiano, in termini di controvalori. Le operazioni **Estero su Italia** hanno totalizzato circa **274 deal**, per un controvalore complessivo di **10 miliardi di euro**, confermando il persistente interesse degli investitori esteri verso il tessuto imprenditoriale italiano e le sue eccellenze industriali.

 

Ancora più significativa l’attività dei gruppi nazionali oltreconfine: le operazioni **Italia su Estero** hanno raggiunto infatti oltre **22 miliardi di euro** distribuiti su **139 transazioni**, evidenziando una crescente propensione delle imprese italiane a perseguire strategie di espansione internazionale, diversificazione geografica e rafforzamento competitivo attraverso acquisizioni all’estero.

 

Il **mercato domestico** si è confermato il più rilevante in termini di volumi, con **497 operazioni concluse** per un controvalore complessivo pari a circa **14 miliardi di euro**. Le operazioni tra operatori nazionali continuano infatti a rappresentare un importante promotore di consolidamento, consentendo alle imprese di rafforzare il proprio posizionamento competitivo, incrementare le dimensioni operative e cogliere nuove opportunità di crescita in un contesto economico sempre più complesso e competitivo.

     

## I principali trend settoriali

     

A livello settoriale, il 69% dei controvalori registrati nel primo semestre dell’anno sono rappresentati da *Financial Services* con 11,7 miliardi di euro, *TMT* per 11,5 miliardi di euro e dal *Consumer Markets* con investimenti pari a circa 8,8 miliardi di euro.

 

Il settore Financial Services si è confermato il principale contributore del mercato M&A italiano nel corso dei primi nove mesi del 2026, concentrando circa 11,7 miliardi di euro di controvalore. Il consolidamento dimensionale continua, infatti, a rappresentare una priorità strategica per gli operatori del settore, chiamati a rispondere a un contesto caratterizzato da crescenti esigenze di investimento in tecnologia, maggiore pressione regolamentare e competitiva, e necessità di migliorare efficienza operativa e redditività.

 

Accanto alla già citata operazione di consolidamento transfrontaliero tra UniCredit e Commerzbank, il mercato domestico ha continuato a registrare un’intensa attività di aggregazione. Nel corso dell’anno è stata completata la fusione tra BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio, per un controvalore di circa 1,3 miliardi di euro, mentre restano al centro dell’attenzione diverse operazioni di rilievo che potrebbero ridisegnare ulteriormente gli assetti e gli equilibri del settore. Tra queste figurano l’offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena, nonché le operazioni avviate da MPS nei confronti di Banco BPM e Banca Generali. Parallelamente, MPS ha recentemente avuto l’autorizzazione dalla BCE per la fusione con Mediobanca, che verrà portata nella prossima Assemblea del 29 ottobre. Nel complesso, le principali operazioni annunciate rappresentano un controvalore superiore a 66 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale del settore finanziario nel sostenere la dinamica del mercato M&A italiano.

 

Il settore Technology, Media & Telecommunications (TMT) rappresenta circa il 25% del mercato M&A italiano, in termini di controvalori.

 

Le transazioni concluse nel periodo evidenziano due direttrici strategiche ben definite. Da un lato, prosegue il processo di consolidamento delle infrastrutture e degli operatori di telecomunicazione, finalizzato alla creazione di piattaforme con maggiore scala operativa e capacità di investimento, come rappresentato dall’acquisizione del controllo di Telecom Italia da parte di Poste Italiane; dall’altro, si rafforza il ruolo delle società tecnologiche italiane che, grazie a una crescente disponibilità di capitali, stanno perseguendo strategie di espansione internazionale sempre più ambiziose.

 

Particolarmente attiva nel settore l’italiana Bending Spoons, che oltre la quotazione sul mercato borsistico statunitense e la successiva acquisizione di Formagrid Inc., già citate, ha concluso nei primi 9 mesi del 2026 altre tre operazioni sui mercati internazionali. Ha rilevato AOL, portale web e fornitore di servizi *e-mail*, da Yahoo! per un corrispettivo pari a oltre1,2 miliardi di euro; ha acquisito l’austriaca Tractive, specializzata in dispositivi GPS e collari *smart* per il tracciamento della posizione e della salute di cani e gatti, per 770 milioni, e ha finalizzato l’acquisizione di Eventbrite, piattaforma globale di *ticketing*, investendo 436 milioni di euro.

 

Infine, sempre nel comparto Software e soluzioni IT, segnaliamo l’acquisizione e successivo delisting di Digital Value S.p.A., gruppo italiano che progetta, realizza e gestisce le infrastrutture digitali e tecnologiche necessarie per il funzionamento e la digitalizzazione di grandi organizzazioni pubbliche e private, da parte del fondo di Prive Equity, One Equity Partners per un corrispettivo totale pari a circa 300 milioni di euro.

 

I settori *Consumer e Industrial Market* si confermano i più attivi per numero di operazioni, rispettivamente 269 deal conclusi per 8,8 miliardi di euro, e 218 per 7,3 miliardi di euro, rappresentando più del 50% in termini di volumi e circa il 35% in termini di controvalori del mercato italiano.

 

Il settore *Consumer Markets* ha beneficiato del significativo dinamismo registrato nei segmenti farmaceutico, healthcare e agroalimentare, che hanno alimentato una parte rilevante dell’attività di M&A nel periodo di riferimento.

 

Nel settore farmaceutico, ricordiamo l’operazione Angelini Pharma – Catalyst Pharmaceuticals che rappresenta una tappa strategica nel percorso di crescita internazionale del gruppo italiano, consentendo di rafforzare il posizionamento nell’area della Brain Health, ampliare la presenza nelle Malattie Rare e accelerare l’espansione sul mercato statunitense attraverso l’integrazione di competenze e asset complementari. Al finanziamento dell’operazione hanno contribuito anche fondi gestiti da Blackstone, mediante un investimento di 1 miliardo di euro in azioni privilegiate Angelini Pharma, oltre al già citato aumento di capitale da parte di CDP Equity di ulteriori 1 miliardo di euro.

 

Sempre nel comparto *pharma*, Fidia Farmaceutici ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio di prodotti nelle aree terapeutiche della cardiologia e dell’urologia da So.Se. Pharm, comprendente i *brand* Alamut, Antunes, Berny, Crotonil, Dicolev, Ferrogyn, Giachela, Nebiscon e Tadapda, rafforzando ulteriormente la propria offerta in segmenti terapeutici ad elevato potenziale.

 

A seguire troviamo il comparto *healthcare* caratterizzato da un intenso processo di consolidamento. Ne è un esempio il percorso di crescita *buy-and-build* di CareHub, piattaforma promossa da Quadrivio Group e TEC – The Equity Club, che sta costruendo uno dei principali operatori della sanità privata ambulatoriale in Italia. Nel solo mese di agosto, CareHub ha completato le acquisizioni di Magalini Medica, Centro Medico Blu Gallery e TFM, consolidando la presenza del gruppo in Abruzzo e Veneto ed entrando per la prima volta nelle Marche. A seguito di tali operazioni, la rete raggiunge complessivamente 21 società distribuite tra Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Abruzzo, Umbria, Toscana e Marche. Sempre nel settore, il Gruppo Reale Mutua, tramite la controllata Reale Services, ha acquisito l’80% di Lifenet Healthcare, operatore attivo nella gestione di ospedali privati accreditati, centri chirurgici, poliambulatori diagnostici e strutture specialistiche nei segmenti oftalmologico e odontoiatrico.

 

Infine, anche il comparto agroalimentare ha evidenziato operazioni di rilievo. Nel mese di luglio si è infatti conclusa l’OPA promossa da Arum e Dompé Holdings sulle azioni ordinarie di BF S.p.A., senza finalità di delisting. L’operazione si inserisce in un più ampio progetto industriale volto a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo BF e ad accelerarne lo sviluppo nel settore dell’*agritech*, comparto considerato strategico per la valorizzazione delle eccellenze del *Made in Italy* e per il rafforzamento della presenza sui mercati internazionali.

 

Anche il settore *Industrial Market* ha visto la realizzazione di alcune importanti operazioni nel corso dei primi 9 mesi dell’anno, che hanno interessato i comparti della difesa, della chimica industriale e della manifattura avanzata, oltre a significativi movimenti negli assetti proprietari di alcuni dei principali gruppi industriali italiani.

 

Tra le operazioni più rilevanti si distingue l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo per un controvalore complessivo pari a circa 1,6 miliardi di euro. L’operazione rafforza il posizionamento del Gruppo nel segmento della difesa terrestre e ne consolida il ruolo di operatore integrato nel settore della difesa e della sicurezza, ampliando l’offerta di piattaforme militari sia cingolate sia ruotate e generando importanti sinergie industriali e commerciali.

 

Nel comparto chimico, il fondo statunitense Lone Star ha acquisito le divisioni Specialty Chemicals e High Performance Polymers di RadiciGroup per un controvalore di circa 1 miliardo di euro. Contestualmente, Lone Star ha perfezionato l’acquisizione di DOMO Engineered Materials, divisione del gruppo DOMO. L’integrazione delle due Realtà consentirà la creazione di un operatore indipendente di primaria rilevanza a livello globale nel settore dei polimeri e dei materiali ad alte prestazioni, grazie a un portafoglio prodotti complementare, una presenza geografica più capillare e una maggiore capacità di servire una vasta gamma di mercati finali.

 

Anche Pirelli&C. è stata interessata da un significativo riassetto della propria compagine azionaria. Lumina Crown, società d’investimento indipendente con sede a Praga fondata dall’imprenditore Michal Strnad, ha acquisito circa il 14% del capitale detenuto da Marco Polo International Italy S.r.l. per un controvalore di circa 990 milioni di euro. Successivamente, la Famiglia Tronchetti Provera ha incrementato la propria partecipazione del 3,34%, portandola al 29,9% del capitale sociale, attraverso un investimento di circa 240 milioni di euro, rafforzando ulteriormente il proprio peso nell’azionariato del Gruppo.

 

Tra le operazioni sul mercato dei capitali si segnalano infine le procedure di *Accelerated Book Building* realizzate da Prysmian e Fincantieri, che hanno consentito il collocamento di quote rispettivamente pari al 2,4% e al 9,1% del capitale, per un controvalore di circa 850 milioni di euro e 500 milioni di euro.

     

## Outlook 2026

     

La *pipeline* del mercato italiano si conferma straordinariamente solida, con operazioni già annunciate ma non ancora perfezionate che esprimono un controvalore complessivo superiore a 90 miliardi di euro.

 

In particolare, il comparto bancario mantiene la leadership in termini di controvalore grazie alle offerte pubbliche di scambio volontarie promosse da MPS su Banco BPM e Banca Generali, il cui completamento è atteso entro la fine dell’anno. Le due operazioni rappresentano complessivamente circa 34 miliardi di euro e potrebbero contribuire a ridisegnare in modo significativo gli equilibri competitivi del settore, accelerando ulteriormente il processo di consolidamento del sistema bancario italiano.

 

Nel corso del 2027 potrebbe inoltre perfezionarsi l’offerta pubblica di scambio volontaria annunciata da Intesa Sanpaolo su MPS, operazione dal valore stimato intorno ai 30 miliardi di euro e, qualora andasse a buon fine, Intesa Sanpaolo, per prevenire e gestire i vincoli legati alla concorrenza e ai requisiti Antitrust, si è impegnata a cedere a Unipol Assicurazioni un compendio bancario autonomo che comprendente il marchio MPS e circa 635 filiali, per un controvalore pari a 3,5 miliardi di euro.

 

Tra le altre operazioni di maggiore rilievo spicca il settore farmaceutico, dove è stata annunciata l’offerta pubblica di acquisto finalizzata al successivo delisting di Recordati, per un controvalore superiore a 10 miliardi di euro, promossa da Respighi BidCo, veicolo di CVC Capital Partners e GBL. Sempre in ambito *healthcare*, entro la fine dell’anno è atteso il closing dell’acquisizione da parte di Amplifon dell’intero *business Hearing* della danese GN Store Nord, attraverso una combinazione di pagamento in azioni e componente cash, per un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. Dall’integrazione nascerà un leader globale verticalmente integrato nel settore dell’audiologia, con ricavi aggregati stimati in circa 3,3 miliardi di euro e una presenza commerciale in oltre 100 Paesi.

 

Anche il settore *Energy & Utilities* si prepara a registrare una delle operazioni più significative dell’anno con la fusione transfrontaliera tra Saipem e Subsea7, destinata a dare vita a un leader globale nei servizi per l’energia, per un deal value di circa 4,6 miliardi di euro.

 

Nel comparto *Industrial Markets*, Prysmian ha annunciato l’acquisizione di Atkore, gruppo quotato statunitense leader nelle soluzioni elettriche e infrastrutturali, per un controvalore di circa 3,3 miliardi di euro. L’operazione consentirà di rafforzare in modo significativo la presenza del gruppo in Nord America, ampliandone il portafoglio di prodotti e servizi e creando un operatore di riferimento per i grandi progetti di elettrificazione, sviluppo delle reti e realizzazione di data center.

 

Infine, il gruppo indiano Tata è in attesa del completamento dell’OPA su Iveco, per un controvalore di circa 3,8 miliardi di euro. Qualora l’operazione venisse perfezionata, l’integrazione delle due realtà, caratterizzate da portafogli prodotti e competenze fortemente complementari, darebbe vita a un gruppo maggiormente diversificato e con una significativa presenza globale, in grado di superare le 590 mila unità vendute annualmente.

 

*“Le prospettive per la chiusura del 2026 rimangono molto positive. Il buon andamento dei mercati finanziari, nonostante un quadro macroeconomico complesso e tassi di crescita in risalita, e la significativa pipeline di operazioni in corso lasciano intravedere un ultimo trimestre particolarmente dinamico. Il completamento entro fine anno anche di una sola delle grandi operazioni bancarie attualmente annunciate consentirebbe al mercato M&A italiano di raggiungere e superare i 70 miliardi di euro di controvalore, confermando il trend di elevata attività osservato nel biennio precedente”,* conclude **Max Fiani**.

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Fonte: [M&A Italia: un mercato più selettivo nei primi nove mesi del 2026](https://giornaledellepmi.it/ma-italia-un-mercato-piu-selettivo-nei-primi-nove-mesi-del-2026/), Il Giornale delle PMI.
