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title: "L’ultimo baluardo del made in Italy: il coraggio delle imprese indipendenti, nelle mire dei fondi"
url: https://giornaledellepmi.it/lultimo-baluardo-del-made-in-italy-il-coraggio-delle-imprese-indipendenti-nelle-mire-dei-fondi/
author: "Redazione"
published: 2025-02-27T07:00:18+01:00
modified: 2025-02-26T19:46:31+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["DALLE AZIENDE"]
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# L’ultimo baluardo del made in Italy: il coraggio delle imprese indipendenti, nelle mire dei fondi

*Redazione · 27 Febbraio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> In Italia, i fondi di private equity stanno diventando sempre più attivi, con investimenti in settori strategici come il lusso, l’alimentare e la manifattura. Tuttavia, molte imprese familiari preferiscono rimanere indipendenti, temendo la perdita della loro identità e del legame con il territorio.

In un’epoca in cui conta di più aumentare il valore dell’impresa per poi rivenderla a un prezzo più alto, sacrificando molto spesso visione, controllo aziendale e addirittura personale, esistono ancora aziende che hanno il coraggio di preservare la propria indipendenza, puntando su sinergia manageriale, sostenibilità e imprenditoria civile.

 

### **Il contesto italiano: tra indipendenza e acquisizioni**

 

Il tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato da una prevalenza di piccole e medie imprese (PMI), con una dimensione media di 3,9 addetti per impresa, inferiore alla media europea di 5,1 e a quella tedesca di 12,1. Negli ultimi anni, il mercato del private equity in Italia ha registrato una crescita significativa. Nel 2023, il valore complessivo degli investimenti ha raggiunto i 20,2 miliardi di euro, con una crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Il numero di operazioni concluse è salito a 471, segnando un incremento del 7% su base annua.

 

Nonostante questa tendenza, molte imprese italiane scelgono di mantenere la propria indipendenza, resistendo alle offerte di acquisizione da parte di fondi di private equity. Questa scelta è spesso motivata dal desiderio di preservare l’identità aziendale, la cultura organizzativa e il legame con il territorio.

 

**IL CASO TECNOSYSTEMI: UN MODELLO 100% MADE IN ITALY**

 

In questo scenario, **Tecnosystemi** si distingue come esempio di impresa familiare indipendente che ha saputo coniugare innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale. L’azienda, leader nella componentistica per il condizionamento, il ricambio e la sanificazione dell’aria, la ventilazione e il fotovoltaico (HVAC), è una delle poche realtà italiane a essere passata indenne attraverso le mire dei capitali internazionali, **mantenendo saldo il proprio DNA familiare e il controllo strategico**.

 

Con un **fatturato di 54 milioni di euro nel 2023** e una **crescita del 34% negli ultimi due anni**, Tecnosystemi ha costruito il proprio successo su un modello di business che valorizza il Made in Italy, l’innovazione e la sostenibilità. “*Non abbiamo mai ceduto alla tentazione delle scorciatoie finanziarie*,” afferma **Anna Munari**, Amministratore Delegato (nella foto sopra, insieme al presidente Giorgio Rigoni). “*Abbiamo sempre creduto che il valore di un’azienda risieda nella sua identità, nella capacità di evolversi senza perdere le proprie radici. Ecco perché continuiamo a investire nella qualità del prodotto, nelle persone e nella sostenibilità*.”

 

**LA SINERGIA IMPRENDITORIALE: LA CHIAVE DEL SUCCESSO DI TECNOSYSTEMI**

 

A guidare Tecnosystemi è una coppia imprenditoriale unica nel suo genere: pensate a un Romeo e Giulietta contemporanei, dove la **forza della relazione** ha dato vita a una formula di business unica che fa dialogare il prodotto e la continua ottimizzazione dei processi con la vocazione corporate per l’imprenditoria civile e la sostenibilità. **Anna Munari** (AD) e **Giorgio Rigoni** (Presidente) hanno saputo trasformare il proprio legame personale in una sinergia manageriale vincente.

 

Munari, con una solida formazione giuridica e una visione orientata all’efficientamento industriale, si occupa della gestione strategica e dell’ottimizzazione dei processi aziendali. Rigoni, invece, è il motore dell’innovazione tecnica: sotto la sua guida, il reparto R&D ha sviluppato prodotti che uniscono funzionalità ed estetica, sfidando i tradizionali standard del settore HVAC. “*Abbiamo scelto di investire su un’idea di prodotto che unisce bellezza e tecnologia, trasformando accessori tecnici in elementi di design”* **spiega Rigoni**.

 

**SOSTENIBILITÀ E IMPRENDITORIA CIVILE: IL NUOVO MODELLO DI BUSINESS**

 

L’approccio di Tecnosystemi non si limita all’innovazione di prodotto, ma si estende a un concetto più ampio di responsabilità d’impresa. L’azienda si ispira a un modello di imprenditoria civile, dove la crescita economica si coniuga con un impatto positivo sulla comunità e sull’ambiente.

 

Nel suo primo **Bilancio di Sostenibilità**, Tecnosystemi ha evidenziato risultati concreti, tra cui una riduzione del 22% delle emissioni per singolo componente prodotto e l’utilizzo del 49% di energia elettrica da fonti rinnovabili. Inoltre, il 41% dei materiali plastici di scarto viene oggi reimpiegato all’interno dell’economia circolare aziendale.

 

A testimonianza del proprio impegno, l’azienda ha ottenuto la **certificazione ItalyX**, garanzia di trasparenza e qualità per le imprese italiane che operano secondo rigorosi criteri di sostenibilità ambientale ed etica d’impresa. “*Essere una Società Benefit per noi significa agire in modo concreto e misurabile. Non si tratta solo di dichiarazioni d’intenti, ma di numeri e azioni che parlano per noi*,” **conclude Munari**.

 

**VERSO IL FUTURO: INNOVAZIONE E INDIPENDENZA SEMPRE NEL SEGNO DELL’ITALIANITÀ**

 

Tecnosystemi ha avviato un 2025 di ulteriore crescita, con un piano di sviluppo che prevede l’introduzione di nuove referenze di prodotto e un incremento della capacità produttiva attraverso la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale applicata ai processi industriali. “*Il nostro obiettivo non è solo rimanere indipendenti, ma dimostrare che il modello dell’impresa familiare italiana può ancora competere a livello globale*,” afferma **Rigoni**. “*Innovazione, sostenibilità e visione a lungo termine: questa è la nostra formula*.”

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Fonte: [L’ultimo baluardo del made in Italy: il coraggio delle imprese indipendenti, nelle mire dei fondi](https://giornaledellepmi.it/lultimo-baluardo-del-made-in-italy-il-coraggio-delle-imprese-indipendenti-nelle-mire-dei-fondi/), Il Giornale delle PMI.
