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title: "Luci e ombre del passaggio generazionale nelle PMI (1^ parte)"
url: https://giornaledellepmi.it/luci-e-ombre-del-passaggio-generazionale-nelle-pmi-1-parte/
author: "Cristina Melchiorri"
published: 2025-12-02T07:05:42+01:00
modified: 2025-12-01T19:38:54+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["CRESCIMPRESA"]
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# Luci e ombre del passaggio generazionale nelle PMI (1^ parte)

*Cristina Melchiorri · 2 Dicembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

Il proprietario di una piccola banca svizzera, un uomo brillante, carismatico, abituato a decidere tutto, un giorno chiama i suoi due figli, giovani, be educati e motivati, e dice: **“Un giorno tutto questo sarà vostro.** **Ma promettetemi una cosa: quando diventerò vecchio e comincerò a perdere colpi,** **dovrete avere il coraggio di dirmelo e io mi metterò da parte****”**

 

I figli annuiscono e Iniziano a lavorare con lui: imparano, ascoltano, seguono le sue indicazioni del padre con rispetto.

 

Passano gli anni. A un certo punto, i due figli tornano dal padre e dicono:“Papà, siamo pronti. Lavoriamo con te da tempo, conosciamo l’azienda. Perché non ci lasci la guida?”

 

Il padre li guarda, riflette, poi risponde: **“Troppo presto.”**

 

Passano altri anni. Il mercato cambia, la banca è solida, il fondatore resta sempre più ancorato alla sua scrivania: arriva presto, esce la sera tardi, non delega, non chiede pareri. E soprattutto, non ascolta.

 

Una sera, dopo una riunione più pesante del solito, i due figli lo aspettano alla porta del suo ufficio. Questa volta non esitano. Sono determinati. Gli dicono: “Papà, è il momento. Dobbiamo prendere in mano l’azienda.”

 

Il padre alza lo sguardo, alla sua scrivania dietro una pila di carte, fa una lunga pausa, e dice: **“Troppo tardi.”**

 

**E noi?**

 

In Italia siamo bravi a fondare aziende, a farle crescere, a lottare per ogni euro di fatturato.  
 Ma quando arriva il momento di cedere il timone… *siamo meno bravi.*

 

**I numeri:**

 

Il tessuto imprenditoriale italiano è fortemente dominato da imprese familiari, PMI a conduzione familiare: tra l’85 % e il 90 % delle imprese in Italia sono “family business”.

 

Una grande fetta degli imprenditori è “anziana”: secondo alcune rilevazioni, oltre il 56 % degli imprenditori ha più di 50 anni. Il 46% è fra i 50 e i 70 anni e il 10% ha più di 70 anni

 

Le donne sono in media più giovani, ma sono meno (il 26%).

 

I dati ci mostrano che molte imprese si avvicinano a un inevitabile passaggio generazionale nei prossimi anni.

 

In altri termini: **il “ricambio generazionale” non è rinviabile.**

 

Ma non è facile.

 

Solo circa il **30%** delle imprese familiari sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione. La situazione peggiora ulteriormente man mano che si procede nelle generazioni: solo il **13%** delle imprese riesce a raggiungere la **terza** generazione.

 

Un dato ancora più drammatico: in alcune analisi recenti si parla di appena il **4%** delle aziende familiari che arriverebbe alla quarta generazione.

 

Il risultato: un’elevatissima mortalità nella “linea di successione” delle imprese familiari italiane — molte chiudono o vengono vendute o assorbite per mancanza di un ricambio adeguato.

 

**Perché?**

 

**D****a un lato** **c’è una** **fragilità strutturale** **delle nostre imprese.**

 

**D****all’altro complessità crescente** **del mercato, del mondo.**

 

**Gli ostacoli** con cui ci confrontiamo:

 

Spesso il passaggio **non viene pianificato in anticipo:** la transizione viene vista come un “evento” piuttosto che come un percorso strategico. Questo causa incapacità di trasferire know-how, governance, ruoli decisionali in modo strutturato.

 

Nel passaggio generazionale le famiglie tendono a **privilegiare legami affettivi,** “mio figlio prenderà le redini”, piuttosto che valutare lucidamente competenze, capacità manageriali, merito. Questo genera conflitti o incapacità di reggere la complessità del business moderno.

 

**Le sfide attuali,** trasformazione digitale, globalizzazione, complessità normativa **richiedono leadership con visione,** **multidisciplinarietà** e apertura all’innovazione: non basta “essere eredi”, serve formazione, competenze e manager esterni.

 

Poi, in alcuni casi, la **generazione successiva non è motivata ad accettare l’eredità**. Perché scoraggiata dalle difficoltà, dall’incertezza normativa, economica, dallo stress. Oppure ha altri interessi. O semplicemente valuta l’impresa come “peso” da evitare.

 

Per queste ragioni molte imprese muoiono con il fondatore o vengono vendute.

 

**La mente del titolare, l’imprenditore senior,**

 

**nel valutare a chi e come passare il testimone può scivolare su** **8** **Bucce di Banana:**

 

1. **“****T****anto i figli sanno già lavorare** **qui****”**

 

Lavorare da tempo in azienda non significa avere le competenze e le capacità manageriali necessarie.

 

1. **“****F****inché sto bene”**

 

Pensi di essere immortale? Probabilmente, non lo sei. Di sicuro l’azienda non lo è.

 

Il ritardo nell’impostare con intenzione e pianificazione il passaggio della leadership è la buccia di banana più scivolosa.

 

1. **Scambiare la successione per un atto affettivo**

 

“Scelgo, anche senza dichiararlo, il famigliare che più mi somiglia. O che amo di più.”

 

Errore. La leadership non è un attestato di affetto: è peso, responsabilità, solitudine.

 

1. **Far entrare** **i figli in azienda senza metterli davvero alla prova**

 

Lavorano, ma senza obiettivi di performance e criteri di valutazione.

 

Si dà un ruolo, ma senza budget.

 

Risultato: un limbo in cui non crescono e l’impresa non progredisce.

 

1. **S****carsa chiarezza in chi decide e conflitti di ruolo**

 

Padre a capo, madre e figlia in amministrazione, figlio nel commerciale…Ma chi decide veramente? Se non è chiaro chi decide cosa, arriva il caos.

 

La familiarità non sostituisce la gestione efficace.

 

1. **“****N****e parler****emo** **tra noi”**

 

La successione non si governa in modo informale.

 

Senza un documento, anche semplice, e senza formalizzare regole minime, le incomprensioni sul lavoro diventano tensioni familiari.

 

1. **Non preparare** **il team interno**

 

Il passaggio non coinvolge solo la famiglia.

 

I dipendenti devono capire chi decide cosa, in quali tempi, con quali criteri.

 

Se il team non è allineato, il successore parte già zoppo.

 

1. **Credere che la successione sia un “evento”**

 

Il passaggio generazionale non è un interruttore ON/OFF, che si accende in un attimo.

 

È una fase di *co-leadership*, un periodo di doppia guida.

 

Le PMI che sopravvivono sono quelle che accettano e gestiscono la complessità di questa fase.

 

**E poi c’è il carattere** **delle persone.**

 

Il grande psichiatra Carl Gustav Jung raccontava la storia del banchiere svizzero **per spiegare un meccanismo psichico profondissimo** che riguarda certamente il passaggio generazionale, ma anche ogni processo di transizione, crescita e successione.

 

**L****a difficoltà a lasciare andare il potere quando quel potere coincide con l****a propria** **identità.**

 

Il potere ha la forza degli archetipi. Nella mitologia e nella storia Il ruolo del Re, del Padre, del Capo è un archetipo antico, radicato. Il Re non abdica mai volentieri. E il figlio non reclama il suo posto, finché non è costretto.

 

**Questa dinamica antica si ripete identica nelle aziende familiari di oggi.**

 

- **Il padre non riesce a vedere il proprio declino.**

 

Per Jung, l’essere umano tende a negare ciò che minaccia l’immagine che ha di sé.  
 Un imprenditore – come il banchiere della storia – si identifica totalmente con il suo ruolo. Lasciare il comando è come affrontare la propria morte simbolica.

 

- **I figli non riescono a prendersi il loro spazio “finché non è troppo tardi”**

 

Nella psiche umana **non esiste un momento giusto** per il cambiamento.  
 Esiste solo il momento in cui è *troppo presto*, perché fa paura, e il momento in cui è *troppo tardi*, perché non si è avuto il coraggio prima.

 

Jung usa questa storia per dire che **il cambiamento va** **deciso, voluto, pianificato e** **preparato****. N****on aspettato.**

 

**S****e non prepari il futuro, il futuro decide****rà** **per te****.**

 

> **La frase su cui riflettere**
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> *“Guarda il tuo lato ombra* (quello con cui non hai voglia di fare i conti). *Altrimenti il lato ombra prenderà il sopravvento e tu lo chiamerai: destino”,* Carl Gustav Jung.

 

(continua)

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Fonte: [Luci e ombre del passaggio generazionale nelle PMI (1^ parte)](https://giornaledellepmi.it/luci-e-ombre-del-passaggio-generazionale-nelle-pmi-1-parte/), Il Giornale delle PMI.
