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title: "L’intelligenza artificiale nelle PMI: gli scogli da superare (2^ parte)"
url: https://giornaledellepmi.it/lintelligenza-artificiale-nelle-pmi-gli-scogli-da-superare-2-parte/
author: "Cristina Melchiorri"
published: 2024-11-26T07:20:37+01:00
modified: 2024-11-25T19:32:48+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["CRESCIMPRESA"]
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# L’intelligenza artificiale nelle PMI: gli scogli da superare (2^ parte)

*Cristina Melchiorri · 26 Novembre 2024 · Il Giornale delle PMI*

L’IA è un alleato per le nostre PMI. E sappiamo che è solo questione di tempo, non potremo farne a meno. Come lo è stato il PC e l’web. Ma prima ancora di affrontare le sfide tecnologiche e organizzative che ci attendono, dobbiamo renderci conto che i veri ostacoli sono nella nostra mente.

 

**B****ias mentali e culturali** che influenzano la percezione e le decisioni degli imprenditori riguardo all’IA.

 

Ecco i principali:

 

1. **Bias** **della Familiarità**: L’IA è vista come qualcosa di estraneo rispetto ai sistemi e processi tradizionali. Gli imprenditori tendono a diffidare delle tecnologie che non comprendono a fondo o che sentono “troppo lontane” dalla loro esperienza.
2. **Bias** **dell’Investimento Precedente:** Molti imprenditori hanno già investito risorse significative in sistemi tradizionali e, per questo, sono riluttanti a spostarsi su nuove tecnologie che potrebbero rendere vecchie le precedenti. Questo atteggiamento, noto anche come “bias dei costi sommersi,” può rendere difficile fare il salto verso l’IA.
3. **Timore della Complessità:** L’idea che l’IA richieda competenze tecniche avanzate, personale qualificato e costosi consulenti può renderci diffidenti, soprattutto se i budget e le risorse sono limitate. La percezione che l’IA sia “troppo complessa” o “adatta solo alle grandi aziende” è una battuta frequente. Oppure è un pretesto?
4. **Sindrome del Controllo:** Molti imprenditori preferiscono avere, o credere di avere, il controllo diretto su ogni aspetto della loro azienda e guardano all’IA come un elemento che potrebbe compromettere questo controllo. C’è il timore che l’IA prenda decisioni automatiche senza un controllo umano diretto. Senza il loro controllo diretto, ovviamente.
5. **Bias** **della Tradizione:**La tentazione dell’approccio “non cambiamo ciò che funziona”, “abbiamo sempre fatto così” ci porta a mantenere processi consolidati. Anche quando molto ci sarebbe da migliorare. E noi lo sappiamo
6. **6****.** **Bias** **del****l’effetto** **Immediato:** Molti imprenditori delle PMI cercano risultati immediati per giustificare un investimento. Questo bias spinge imprenditori meno inclini a investire in qualcosa che non dia benefici visibili a breve termine, a scartare progetti validi ma con risultati prevedibili nel medio-lungo periodo.L’IA può richiedere tempi di adattamento e di training.
7. **7****.** **Sindrome del** **Gap** **Tecnologico:** Alcuni temono di non avere competenze sufficienti per gestire l’IA. Questo senso di inadeguatezza, “non sono un esperto di tecnologia”, può portare a delegare l’adozione dell’IA ai “tecnici”, o a rimandarla indefinitamente.
8. **Timore della Sostituzione del Lavoro Umano:** L’idea che l’IA possa portare alla perdita di posti di lavoro è un timore comune tra imprenditori e lavoratori stessi. Questo timore è particolarmente presente nelle aziende che si basano sul rapporto personale e l’artigianalità. Eppure noi sappiamo che l’IA sarà in grado di sostituire soprattutto lavori ripetitivi, anche rischiosi, a bassa discrezionalità e quindi consentirà di riorientare lavoratori e lavoratrici dell’azienda verso attività di maggior valore, meno ripetitive e meno rischiose.

 

Secondo un recente studio del Parlamento Europeo, entro il 2035 l’aumento stimato della **produttività** del lavoro grazie all’AI passerà dall’**11** al **37%**. In particolare, l’intelligenza artificiale consentirà alle PMI di **accelerare l’innovazione**, usare **modelli previsionali** nei **processi** e per il **Risk Management**, fare **analisi predittive** dei dati per facilitare le scelte strategiche.

 

I software di elaborazione dati già presenti nelle nostre PMI si concentrano sull’accessibilità e sull’organizzazione dei dati, come diligenti bibliotecari, ci danno quello che chiediamo. L’IA ci supporta come un vero e proprio scienziato: comprende i dati, li elabora costantemente, apprende e formula ipotesi di decisioni, per svolgere azioni intelligenti, sempre più accurate nel tempo. Decisioni su cui sta a noi dire l’ultima parola.

 

I nostri bias mentali sono ostacoli da riconoscere e superare.

 

Possiamo farlo con adeguata e graduale formazione, approfondimenti in workshop, confronti nelle Community, come quella organizzata da Associazione Piccole e Medie Imprese @APMI.it e in progetti pilota in azienda.

 

E anche, iniziando a prendere noi per primi una certa familiarità in modo facile e dal nostro cellulare, con forme di Intelligenza Artificiale di pubblica disponibilità, di uso gratuito e in auto apprendimento, come ***ChatGPT***. Un primo passo per operare in modo più preciso, veloce e strategico.

 

> **La frase su cui riflettere**
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> “Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo”, Peter Drucker- esperto di business.

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Fonte: [L’intelligenza artificiale nelle PMI: gli scogli da superare (2^ parte)](https://giornaledellepmi.it/lintelligenza-artificiale-nelle-pmi-gli-scogli-da-superare-2-parte/), Il Giornale delle PMI.
