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title: "L’IA si usa per analisi dati, automazione e assistenza clienti"
url: https://giornaledellepmi.it/lia-si-usa-per-analisi-dati-automazione-e-assistenza-clienti/
author: "Redazione"
published: 2025-01-09T07:00:11+01:00
modified: 2025-01-08T19:41:21+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# L’IA si usa per analisi dati, automazione e assistenza clienti

*Redazione · 9 Gennaio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Secondo un’indagine sull’impatto e la fiducia nell’Intelligenza Artificiale, condotta da InfoCert (Gruppo Tinexta) e Unguess, sono questi i principali ambiti di utilizzo. Secondo la maggior parte degli intervistati l’IA non ha ridotto il carico di lavoro e rimangono dubbi su privacy, sicurezza dei dati e perdita di posti di lavoro. La qualità del lavoro svolto dall’IA lascia perplessi e bisogna saper formulare le domande giuste.

L’analisi dei dati e la reportistica (78%), l’automazione di compiti ripetitivi (74%), l’assistenza clienti come, ad esempio, i chatbot o i call center automatizzati (72%) risultano essere **i principali ambiti di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale**. È quanto emerge dalla **ricerca sull’impatto e la fiducia nell’IA condotta da** **InfoCert** **(Gruppo** **Tinexta****)**, tra le più importanti autorità di certificazione europea, **e** **Unguess**, piattaforma di crowdsourcing, su un panel composto da 700 intervistati (47% decision maker e 53% altri ruoli non decisionali). Seppure in misura minore si fa ricorso all’Intelligenza Artificiale anche per le attività di marketing e la personalizzazione delle offerte (43%), la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti (37%), la sicurezza informatica (37%) e il supporto decisionale (33%). È ancora poco utilizzata per la gestione delle risorse umane (17%), la gestione della supply chain e la logistica (11%).

 

L’**area in cui si prevede una maggiore integrazione dell’IA** **è la gestione operativa** (58%) seguita da innovazione di prodotto/servizio (40%), supporto alle decisioni (37%) e relazione con i clienti (33%).

 

*“L’integrazione dell’IA nelle operazioni aziendali e nell’innovazione di prodotto/servizio appare promettente –* ha dichiarato **Igor Marcolongo Director Business** **Evolution** **di** **InfoCert***. Rimangono le preoccupazioni legate alla privacy, alla sicurezza dei dati e alla perdita di po**sti di lavoro. È fondamentale, dunque, che l’introduzione dell’IA sia accompagnata da normative chiare e dalla formazione dei dipendenti, per garantire un utilizzo responsabile e sicuro di queste tecnologie. La ricerca che abbiamo condotto in sinergia con* *Unguess**, evidenzia, infatti, come la strada verso una piena fiducia nell’IA sia ancora lunga, ma anche perché come sia fondamentale un approccio equilibrato tra innovazione, controllo e responsabilità. A tal proposito, –* conclude Marcolongo *–* *InfoCert* *si impegna da sempre a garantire la massima affidabilità nei processi digitali, integrando l’IA con il Digital Trust e le soluzioni di cyber security per creare* *un ecosistema* *sicuro e protetto in cui operare”.*

 

Rispetto all’impatto sul carico del lavoro e sulla produttività: **più della metà dei rispondenti sostiene che l’IA non abbia modificato il proprio carico di lavoro**. Soltanto il 21% circa dei decision maker, infatti, ritiene che l’IA lo abbia ridotto, contro il 17% dei ruoli non decisionali. Chi rileva un cambiamento nel proprio carico di lavoro trova che l’impatto dell’IA sulla produttività sia stato positivo quasi nel 90% dei casi.

 

In generale, il panel degli intervistati ha espresso **una valutazione media piuttosto bassa per quanto riguarda il miglioramento della propria efficienza** sul lavoro grazie all’Intelligenza Artificiale. È possibile notare, infatti, come soltanto il 15% circa dei giudizi espressi sia positivo.

 

Analogamente c’è diffidenza sulla qualità del lavoro svolto dall’IA: **la votazione media espressa dagli intervistati è piuttosto bassa**. Più della metà dei voti si distribuisce, infatti, su giudizi intermedi e circa il 40% degli utenti esprime con una votazione negativa.

 

Rispetto agli **errori e** alle **esperienze negative nell’utilizzo degli strumenti IA** emergono, in particolare, la scarsa qualità e accuratezza delle risposte specie con strumenti gratuiti. Molti utenti riportano, infatti, che le risposte dell’IA sono spesso sbagliate o non aggiornate, specialmente in ambiti tecnici o specifici come ad esempio programmazione, legale, statistica. Secondo gli intervistati a volte l’Intelligenza Artificiale inventa i contenuti, citando ad esempio articoli scientifici inesistenti, oppure generando a volte immagini poco coerenti. È stata riscontrata anche una difficoltà da parte dell’IA nel comprendere le richieste.

 

Gli utenti segnalano che, per ottenere buoni risultati, è necessario investire tempo nel perfezionare la formulazione delle domande e, in generale, avere una corretta conoscenza sull’utilizzo dell’IA. Gli intervistati hanno riscontrato, inoltre, anche errori nella programmazione: spesso codici generati dall’IA contengono bug, sono obsoleti o non funzionanti. Non mancano problemi legati a fuga di dati, sicurezza e gestione impropria dei dati.

 

*“Questa ricerca sottolinea come l’Intelligenza Artificiale sia ormai un elemento centrale per migliorare efficienza e innovazione nelle aziende, ma evidenzia anche la necessità di un approccio consapevole e bilanciato. È fondamental**e che le aziende non siano solo in grado di sfruttare il potenziale dell’IA, ma anche di garantire trasparenza, sicurezza e affidabilità, ponendo sempre al centro le persone e le loro esigenze. Per sfruttare al meglio le opportunità offerta dall’IA è fonda**mentale investire nella formazione, sviluppare politiche che mitighino gli impatti negativi e promuovere un dibattito aperto sulle implicazioni sociali ed etiche di questa tecnologia trasformatrice che si pone l’obiettivo di ridefinire il mondo del lavoro”* ha dichiarato Laura Villa, **Marketing Lead di** **Unguess**.

 

Il **livello di preoccupazione riguardo all’impatto dell’IA sul lavoro** non è molto alto: una votazione media di 3,4 su 7 con giudizi distribuiti perlopiù su votazioni negative. La **gestione della privacy e dei propri dati personali** nell’uso dell’IA in azienda è un tema che preoccupa altrettanto gli utenti del panel con votazione media piuttosto bassa (4 su 7). I **motivi principali di preoccupazione** risultano essere soprattutto la riduzione del controllo umano, la privacy e la sicurezza dei dati e la perdita dei posti di lavoro.

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Fonte: [L’IA si usa per analisi dati, automazione e assistenza clienti](https://giornaledellepmi.it/lia-si-usa-per-analisi-dati-automazione-e-assistenza-clienti/), Il Giornale delle PMI.
