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title: "Leader del futuro: 5 competenze che fanno funzionare i team multigenerazionali"
url: https://giornaledellepmi.it/leader-del-futuro-5-competenze-che-fanno-funzionare-i-team-multigenerazionali/
author: "Redazione"
published: 2026-02-04T07:05:03+01:00
modified: 2026-02-03T18:53:09+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LEADERSHIP"]
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# Leader del futuro: 5 competenze che fanno funzionare i team multigenerazionali

*Redazione · 4 Febbraio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Con il 62,5% degli italiani occupati (dati Istat), le aziende si trovano a gestire team sempre più multigenerazionali: una ricchezza che mette alla prova i modelli di leadership tradizionali.

In Italia lavorano oggi 24 milioni e 102 mila persone: il tasso di occupazione nel terzo trimestre del 2025 si attesta al 62,5%, stabile rispetto allo stesso periodo del 2024 secondo gli ultimi dati Istat. \[1\]

 

Dai Baby Boomers ai giovani della Generazione Z, passando per Millennials e Generazione X, le aziende italiane hanno team composti da risorse con competenze, bagagli culturali ed esperienze molto variegate che plasmano il clima di lavoro. *Infatti, cosa succede concretamente quando quattro generazioni si trovano a collaborare sotto lo stesso tetto?* Per chi guida un’organizzazione la sfida è **far convivere aspettative e visioni profondamente differenti**, ed è proprio qui che si gioca il futuro della leadership: la **multigenerazionalità** è un valore aggiunto per chi desidera gestire al meglio il proprio team, riuscendo al tempo stesso a valorizzare ciascuno senza lasciare indietro nessuno.

 

“*Un’azienda non deve essere progettata solo secondo una logica ingegneristica orientata alla massima efficienza, ma anche (e soprattutto) intorno alle persone che la fanno vivere ogni giorno”* afferma **Tomas Barazza, CEO della tech company** [**Wethod**](http://wethod.com/) **e Managing Director dell’innovation design studio** [**Maize**](https://www.maize.io/)**, del gruppo Jakala**. *“Chi ha stabilito che sia sempre l’efficienza al 100% la scelta migliore per gestire un’organizzazione? La valorizzazione delle singole risorse può generare un impatto molto più duraturo nel tempo, anche a costo di rallentare nel breve periodo.*”

 

Una visione che invita a indagare quali siano le **competenze del “buon” leader** che sa creare un **clima di lavoro sano e motivante** all’interno del team. Perché anche la leadership è una competenza da allenare.

 

Ecco dunque le **5 skills chiave per guidare team multigenerazionali**, individuate da Tomas Barazza per iniziare il 2026 con il piede giusto.

 

**1. L’importanza delle soft skills, soprattutto l’empatia**

 

Tra le competenze fondamentali per un leader nel 2026 ce n’è una tanto importante quanto complessa: l’**empatia**. La capacità di mettersi nei panni degli altri è ciò che permette di **comprendere il senso profondo di ciò che muove le persone** e, di conseguenza, di **disegnare processi e contesti organizzativi che funzionano meglio**.

 

Accanto all’empatia restano imprescindibili la capacità di **comunicare in modo chiaro** e una curiosità autentica che non spenga mai la **voglia di imparare**. Anche il **pensiero critico** è fondamentale: l’accesso a qualsiasi tipo di informazione ha sempre meno barriere, e quando si può avere *tutto* e *subito* il rischio di essere sopraffatti è enorme. In questo contesto non si può prescindere dalla capacità di distinguere, valutare, giudicare e scegliere consapevolmente.

 

**2. Saper accettare il compromesso**

 

Gestire team eterogenei richiede di **accettare il compromesso** come parte essenziale della leadership: è senz’altro una sfida, ma con l’esperienza diventa uno strumento per **far funzionare il lavoro senza tradire i propri principi fondativi**. Trovare l’equilibrio tra ideali e soluzioni imperfette è una qualità chiave, soprattutto quando le prospettive in gioco sono molteplici. Ancora più complesso e decisivo è **saper comunicare il valore di quel compromesso**, portando ciascuna risorsa del team a condividerne la direzione e la missione.

 

**3. Valorizzare le risorse con un approccio skill-based**

 

Per superare le rigidità tipiche della gestione multigenerazionale serve un cambio di paradigma: spostare il focus da ruoli e anzianità alle **competenze effettive** di ciascuna risorsa, ovvero **adottare un approccio skill-based**. Nel momento in cui la competenza diventa il driver principale con cui si definisce la responsabilità di un progetto o di un’iniziativa, le tradizionali gerarchie basate sulla seniority cedono il passo alla **valorizzazione reale della professionalità**. Se gestito bene e accompagnato da un design organizzativo coerente e da strumenti che rendano le competenze visibili e accessibili a tutti, un approccio basato sulle competenze favorisce la collaborazione e l’autonomia, rendendo meno ingessato il rapporto tra colleghe e colleghi.

 

**4. La sfida più grande: continuare ad assumere figure junior**

 

Le assunzioni di figure junior sono in diminuzione a causa dell’adozione massiccia dell’Intelligenza Artificiale per svolgere attività che, fino a poco tempo fa, erano appannaggio proprio dei giovani lavoratori in cerca di esperienza e formazione. Questa progressiva riduzione dei ruoli entry-level è la sfida più complessa a livello di sistema: **se i junior non hanno occasione di lavorare, come si formeranno i senior di domani**? Congelare le assunzioni è un errore, a maggior ragione considerando la capacità intuitiva dei giovani nel destreggiarsi con le nuove tecnologie – come da sempre accade, **i primi ad adottare e saper utilizzare con profitto le innovazioni hanno un vantaggio competitivo**, e in futuro la vera differenza sarà dettata proprio dalla velocità e continuità con cui si apprende.

 

Le singole organizzazioni che sanno essere attrattive (per percorso di crescita, qualità dell’ambiente lavorativo, retribuzione) non avranno problemi a intercettare, al bisogno, giovani talentuosi da inserire nel mondo del lavoro. Ma **investire sui profili junior solo nei momenti di convenienza compromette l’intero ecosistema del lavoro**: assumere ruoli entry-level con continuità è l’unica scelta strategica per la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.

 

**5. Affidarsi al lavoro ibrido, responsabilizzando il team**

 

Ormai il lavoro ibrido è una realtà consolidata e una leva fondamentale per il successo di **realtà policentriche** che sanno implementarlo senza compromettere produttività e qualità. Concede maggiore libertà a lavoratori e lavoratrici e, cancellando i limiti di vicinanza fisica, permette di attrarre i migliori talenti attingendo a un bacino di potenziali candidati più ampio.

 

Resta tuttavia centrale il tema della **prossimità geografica**, fattore ancora cruciale per creare e alimentare una sana cultura organizzativa: più aumenta la quota di lavoro da remoto, più il tema va gestito con attenzione, e sono i leader a dover trasmettere questa consapevolezza a colleghi e colleghe. Per le persone più senior, ciò implica una **responsabilizzazione sugli obiettivi e sulla chiarezza dei processi**, insieme alla capacità di agire da *role model* nonostante la distanza fisica: il lavoro ibrido infatti richiede più organizzazione e meno improvvisazione. I più giovani è importante che comprendano il **valore che si perde ogni volta che si sceglie la comodità domestica rispetto alla presenza in ufficio**, in quanto ciò limita lo scambio di idee ed esperienze.

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Fonte: [Leader del futuro: 5 competenze che fanno funzionare i team multigenerazionali](https://giornaledellepmi.it/leader-del-futuro-5-competenze-che-fanno-funzionare-i-team-multigenerazionali/), Il Giornale delle PMI.
