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title: "Le tariffe dei freelance crescono del 25%, gli stipendi dei dipendenti del 9%: l’AI allarga il divario tech in Europa?"
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author: "Redazione"
published: 2026-09-23T06:40:13+02:00
modified: 2026-09-22T19:27:23+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Le tariffe dei freelance crescono del 25%, gli stipendi dei dipendenti del 9%: l’AI allarga il divario tech in Europa?

*Redazione · 23 Settembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Secondo l’indagine “State of AI Builders in Europe” di Shakers, la piattaforma digitale che connette aziende e freelance, la metà dei professionisti tech ha aumentato la produttività grazie all’AI, sebbene 1 su 4 preferisca non dichiararne l’uso.

L’**AI sta aumentando e velocizzando la produttività dei professionisti tech europei**, ma il valore generato non viene distribuito allo stesso modo. È questa una delle principali evidenze emerse dalla **nuova ricerca** **“State of AI Builders in Europe”** condotta da [**Shakers**](https://www.shakersworks.com/it/) – piattaforma e community digitale che connette aziende e talenti freelance – su un campione di **oltre 1000 esperti del settore tecnologico** provenienti da **oltre 20 paesi**, tra cui **Italia, Regno Unito, Spagna, Germania, Polonia, Portogallo, Francia e Paesi Bassi**. Proprio **l’Italia** si distingue dettando una **nuova tendenza: l’87% dei lavoratori tech italiani** utilizza almeno un agente AI o un workflow automatizzato, a conferma di **un’integrazione sempre più concreta dell’AI** nelle attività quotidiane.

 

Dalla ricerca emerge che il **50% dei professionisti** attribuisce all’**AI un incremento della propria produttività superiore al 25%**. Tuttavia, tale aumento non si traduce automaticamente in un guadagno economico: il **65% dei lavoratori subordinati** dichiara di **non percepire compensi o bonus** aggiuntivi a fronte dei risparmi di tempo ottenuti. Tali ore guadagnate finiscono perlopiù **riassorbite dall’organizzazione** mediante un **incremento dei carichi di lavoro o disperse** tra riunioni e pratiche burocratiche. Al contrario, nel **68% dei casi, i freelance** riescono a **monetizzare e valorizzare i guadagni di produttività**, sia espandendo la clientela, sia aumentando le tariffe, sia riducendo l’orario di lavoro a parità di fatturato.

 

## **Freelance vs dipendenti: chi guadagna di più dall’AI?**

 

Oltre all’impatto sulla produttività, la forbice tra liberi professionisti e lavoratori subordinati emerge anche sul piano economico e retributivo. Considerando chi ha registrato un incremento dei propri compensi nell’ultimo anno, **le tariffe dei freelance sono aumentate in media del 25%**, a fronte di una crescita di appena il **9% per gli stipendi dei dipendenti**.

 

Analizzando i fattori determinanti di tali rincari, il divario si fa ancora più evidente: il **25% dei freelance** individua nel proprio **know-how legato all’intelligenza artificiale la causa principale dell’aumento**, fattore decisivo soltanto per il **10% dei lavoratori dipendenti**, i cui adeguamenti retributivi restano legati soprattutto a promozioni interne e scatti di anzianità. Altro elemento è evidenziato dal **grado di autonomia:** su una scala da 0 a 100 in riferimento a orari, metodologie, progetti e tool adottati, l’autonomia raggiunge un punteggio medio di **68 tra i freelance** e si ferma a **54 per i dipendenti**. L’asimmetria è marcata nella scelta degli strumenti supportati dall’AI: se il **61% dei liberi professionisti** li seleziona in totale autonomia, la quota scende al **46% tra i dipendenti** (con un 24% soggetto a imposizioni aziendali).

 

Un ulteriore elemento riguarda la trasparenza sull’impiego delle nuove tecnologie: **un professionista su quattro preferisce non dichiarare apertamente l’utilizzo dell’AI**. Tuttavia, le penali o le ripercussioni negative (come contestazioni sulle ore lavorate o ribassi del compenso) riguardano solo il 6% dei casi, mentre il **37% ritiene che la trasparenza sull’uso dell’AI valorizzi e rafforzi la propria percezione professionale**.

 

## **Previsioni per il 2027 e migrazione del personale**

 

Dalla ricerca di **Shakers** emerge una **crescente attrattività verso la libera professione**. **Entro la fine del 2027**, il **47%** dei dipendenti stima che una quota superiore di attività aziendali verrà destinata ai liberi professionisti. Contestualmente, il **24%** dei lavoratori subordinati valuta con concretezza il **passaggio al lavoro autonomo** nel prossimo biennio: nello specifico, il **7%** ha già avviato i preparativi, mentre il **17%** sta ponderando attentamente questa opzione.

 

Parallelamente, si osserva un’evoluzione nella **natura delle mansioni**: oggi i professionisti tech trascorrono quasi il **50% del proprio tempo** guidando e supervisionando strumenti di AI e revisionando i risultati generati, a fronte del **32%** impiegato nella realizzazione diretta delle attività. Circa il **73%** dei lavoratori dichiara infine di integrare regolarmente nella propria routine quotidiana almeno un agente AI o flussi di lavoro automatizzati.

 

“*L’AI non solo rende i professionisti più veloci, ma cambia sia i metodi di lavoro sia la costruzione del proprio valo**re sul mercato. La vera sfida per le aziende sarà quindi capire come trasformare questa evoluzione in un nuovo modello di collaborazione, capace di lasciare spazio a maggiore autonomia e responsabilità, riconoscendo adeguatamente i guadagni portati dai lav**oratori. Il confine tra lavoro dipendente e indipendente è destinato a diventare sempre meno definito: non si tratta di scegliere un modello a priori, ma di costruire le condizioni perché competenze e organizzazioni possano evolvere insieme alla tecnologia*”, dice **Nico De Luis, Co-Founder & COO di Shakers**.

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Fonte: [Le tariffe dei freelance crescono del 25%, gli stipendi dei dipendenti del 9%: l’AI allarga il divario tech in Europa?](https://giornaledellepmi.it/le-tariffe-dei-freelance-crescono-del-25-gli-stipendi-dei-dipendenti-del-9-lai-allarga-il-divario-tech-in-europa/), Il Giornale delle PMI.
