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title: "Le piccole medie imprese amano social media e creators, credono nel marketing ma non sanno quanto e perché investire nelle attività"
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author: "Redazione"
published: 2025-07-14T06:40:47+02:00
modified: 2025-07-12T17:09:00+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["MARKETING"]
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# Le piccole medie imprese amano social media e creators, credono nel marketing ma non sanno quanto e perché investire nelle attività

*Redazione · 14 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Il 60% delle PMI è pronto ad investire negli influencer. Facebook domina (86%), cresce Instagram (58%) ma aumenta anche l’interesse per canali proprietari e gestione dei dati, come newsletter e CRM.

Le **piccole e medie imprese italiane** vivono oggi un momento di transizione cruciale nel rapporto con il marketing digitale. Se da un lato mostrano **entusiasmo verso i social media e i creator**, dall’altro **faticano a definire strategie d’investimento strutturate**: sanno che è necessario investire, ma non sempre hanno chiaro **quanto e perché farlo**.

 

Secondo l’[indagine](https://i-aer.com/blogs/press-room/pmi-e-influencer-un-alleanza-strategica-per-lo-sviluppo-del-business-e-l-impatto-territoriale) condotta da I-AER – Institute of Applied Economic Research, in collaborazione con Aida Partners, il **60% delle PMI si dice pronto a investire nell’influencer marketing**, riconoscendolo come canale efficace per connettersi con il proprio pubblico. Una tendenza che trova particolare slancio in **Lombardia** e **Campania**, territori tra i più dinamici in termini di adozione di nuove strategie digitali.

 

Anche il [sondaggio](https://www.godaddy.com/resources/es/godaddy/observatorio-digitalizacion-2021-marketing) Kantar per l’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy conferma la centralità dei social: **Facebook è usato dall’86% delle PMI**, mentre **Instagram** cresce e raggiunge il **58%**, a conferma della crescente fiducia nel potenziale dei contenuti visivi e delle community digitali.

 

Parallelamente, si afferma con forza una **nuova consapevolezza**: i **canali proprietari e la gestione dei dati diventano centrali**. Nei social affitti attenzione, con l’email costruisci relazione. Le PMI che investono in canali proprietari, come le liste email, hanno più controllo, più stabilità e ricavi superiori.

 

In un ecosistema dominato dagli algoritmi e da piattaforme terze, le PMI iniziano a comprendere che costruire una relazione diretta con il cliente – attraverso **email marketing**, **CRM** e **contenuti personalizzati** – è la chiave per generare valore nel lungo periodo.

 

## **Non solo dove essere presenti ma come**

 

Questo nuovo approccio segna una **rottura con il passato**, quando la visibilità era spesso confusa con l’efficacia. Oggi, le PMI iniziano a chiedersi non solo dove essere presenti, ma come strutturare una **comunicazione** che sia **sostenibile**, **misurabile** e **coerente** **con gli obiettivi di business**.

 

*“In* *questo contesto, l’email marketing torna al centro della strategia. Strumento sottovalutato negli anni dell’hype social, si rivela ora essenziale per costruire un rapporto diretto e continuo con il cliente, svincolato da algoritmi e logiche a pagamento. I* [*dati*](https://www.getresponse.com/it/resources/reports/email-marketing-benchmark?utm_source=chatgpt.com) *mostrano che i**l tasso medio di apertura delle email in Italia è del 44,45%%, con un tasso di clic del 2,87%% – numeri che confermano l’efficacia di questo canale nel coinvolgere il pubblico e generare interazioni significative, anche per chi dispone di budget limitati.”* **spiega** **Linda Romani, Marketing Manager Italia** di [GetResponse](https://www.getresponse.com/it).

 

Allo stesso tempo, l’adozione di **strumenti di marketing automation e intelligenza artificiale** apre nuove prospettive: anche le micro e piccole imprese possono oggi **automatizzare flussi di comunicazione**, **segmentare i contatti in modo intelligente** e **personalizzare contenuti con pochi clic**. Il tutto, spesso, a costi contenuti e senza competenze tecniche elevate.

 

## **Competenze tecniche? Sì, ma minime. E si imparano in fretta**

 

Una delle barriere più comuni è la percezione che l’email marketing sia difficile o richieda competenze tecniche. In realtà, oggi esistono **strumenti molto intuitivi**: funzionano con sistemi “trascina e rilascia” e offrono modelli già pronti da usare. Alcune piattaforme propongono anche **suggerimenti automatici per scrivere meglio i messaggi** e organizzare l’invio nel modo più efficace. In breve: **non serve essere esperti per iniziare**.

 

Un altro **vantaggio** importante è la possibilità di capire se le comunicazioni stanno funzionando. Le piattaforme di email marketing mostrano in modo semplice **quante persone aprono i messaggi, cliccano sui link o si iscrivono a un servizio**. Anche chi non ha esperienza con l’analisi dei dati può farsi un’idea chiara dei risultati e migliorare nel tempo. Inviare un messaggio di benvenuto, suggerire contenuti utili dopo una vendita o informare su novità e promozioni sono azioni semplici ma fondamentali per generare fiducia e continuità.

 

Questa integrazione tra **contenuti**, **dati** e **tecnologia** rappresenta oggi **una leva strategica di crescita** per le PMI italiane. Da un lato, i social media e le collaborazioni con influencer continuano a essere strumenti utili per catturare l’attenzione e raccontare il brand. Dall’altro, l’adozione di **canali proprietari** – come newsletter, CRM e flussi automatizzati – permette alle imprese di costruire relazioni più stabili, di avere controllo diretto sulla comunicazione e di misurare concretamente i risultati.

 

*“Quando parliamo di risultati, per* *una piccola impresa non conta solo quanto si incassa, ma anche quanto costa arrivarci. I social spesso richiedono investimenti pubblicitari continui per mantenere la visibilità e i risultati dipendono da regole che cambiano continuamente. Al contrario, l’**email marketing permette di costruire una base clienti solida e indipendente e* *con il miglior rapporto tra costi e ricavi: per ogni euro investito, si possono ottenere anche 30 o 40 euro in vendite aggiuntive”.* conclude **Linda Romani.**

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Fonte: [Le piccole medie imprese amano social media e creators, credono nel marketing ma non sanno quanto e perché investire nelle attività](https://giornaledellepmi.it/le-piccole-medie-imprese-amano-social-media-e-creators-credono-nel-marketing-ma-non-sanno-quanto-e-perche-investire-nelle-attivita/), Il Giornale delle PMI.
