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title: "Le aziende produttrici di software gestionali in Italia superano i 22,4 miliardi di euro di fatturato nel 2022 (+12%)"
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author: "Redazione"
published: 2023-11-20T06:40:18+01:00
modified: 2023-11-18T18:36:33+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TECNOLOGIA"]
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# Le aziende produttrici di software gestionali in Italia superano i 22,4 miliardi di euro di fatturato nel 2022 (+12%)

*Redazione · 20 Novembre 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Una PMI su due (54%) ha rivisto almeno un processo aziendale a seguito dell’introduzione di software e le imprese mature (12%) nell’utilizzo dei software presentano risultati economici nettamente migliori, ma mancanza di incentivi e formazione rallentano la crescita.

Nel 2022, le aziende che operano in Italia nell’ambito del software e dei servizi a esso correlati, hanno **impiegato oltre 137.000 persone nel Paese**, generando un **fatturato di 56,3 miliardi di euro, con una crescita del + 9%** **rispetto all’anno precedente**\[1\].

 

La quota legata ai soli software gestionali segna una crescita mediamente più alta rispetto ad altre tipologie di servizio, **+12% rispetto al 2021, per un totale di 22,4 Miliardi di euro**, **ovvero il 40% del fatturato di comparto** complessivamente analizzato.

 

Queste alcune delle evidenze emerse dalla ricerca **“Software nelle PMI: un motore d’innovazione per l’Italia”** a cura degli [Osservatori Digital Innovation](https://www.osservatori.net/it/home) della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con **AssoSoftware.**

 

*“**Dopo l’accelerazione nell’adozione di software gestionali registrata negli ultimi 2 anni, caratterizzati dalla diffusione dello Smart Working e dal cambiamento delle modalità di lavoro e di gestione dei processi aziendali, la crescita del settore nel 2022 è stata più contenuta”* dichiara **Marina Natalucci, Responsabile della ricerca sul software gestionale degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano****.** *“Siamo in una fase di assestamento e di consolidamento degli strumenti in uso, in un contesto sicuramente critico per gli investimenti in innovazione, soprattutto per le PMI colpite dalla crisi energetica, dall’aumento dell’inflazione e dalle criticità in alcune catene di fornitura. Nonostante le complessità emergenti il mercato del software ha registrato una crescita. I passi avanti intrapresi negli ultimi anni nella digitalizzazione hanno fatto leva proprio sul software come strumento per rendere le aziende resilienti agli shock di contesto, come l’emergenza sanitaria, e i benefici percepiti impongono oggi di non arretrare, rinforzando la necessità di una visione strategica su questo comparto economico”.*

 

### **La diffusione dei software gestionali nelle PMI nel 2023**

 

La ricerca ha coinvolto un campione esteso di oltre 500 PMI cross-settoriali.  
 In termini di adozione delle soluzioni gestionali, si rileva una sostanziale stabilità nei tassi di penetrazione nel comparto delle PMI nel 2022. Fa eccezione la **Gestione documentale e workflow**, che registra +5 punti percentuali rispetto al 2022 per un’adozione complessiva da parte del **53% del campione**: la crescente diffusione dello Smart Working ha spinto le organizzazioni a ripensare l’approccio al lavoro e le metodologie con cui portarlo a termine, automatizzando e snellendo flussi e processi trasversali come la gestione dei documenti aziendali.

 

Segue la gestione **Amministrativa e contabile**, che registra una dinamica contenuta ma **rimane la soluzione software maggiormente diffusa (88%, +1 punto percentuale rispetto al 2022****)** in particolar modo a causa dell’obbligatorietà della fatturazione elettronica, che alza notevolmente l’adozione puntuale rispetto ad altri software.

 

Infine, in ordine di diffusione dopo la Gestione amministrativa e contabile, con tassi di adozione fermi a quanto registrato nel 2022, è possibile trovare: la **Gestione del personale (adottata dal 61% delle PMI)**, il **Controllo di gestione (58%)**, la **Gestione logistica e magazzino (54%)**, la già citata **Gestione documentale e workflow (53%)**, l’**Approvvigionamento e produzione (50%)** e infine il **CRM (42%).**

 

Nonostante il contesto economico incerto che ha caratterizzato il 2022 e il 2023, il mercato del software non ha dato segni di cedimento, ma sembra anzi aver attivato una fase di consolidamento delle soluzioni già presenti in azienda. Un esempio di questa tendenza è la crescente attenzione all’ammodernamento degli applicativi in uso: infatti, **crescono le PMI che aggiornano completamente le soluzioni adottate (34%; +5 punti percentuali) e si riducono le aziende che mantengono le soluzioni alla loro versione originale (7%, -2 p.p.).**

 

Guardando ai dati emersi dalla ricerca, un primo segnale positivo è che sempre meno PMI scelgono di restare ferme nella condizione attuale: infatti, **il 54% delle aziende analizzate ha rivisto almeno un processo aziendale a seguito dell’introduzione di un software, mentre un’azienda su 4 (il 26%) ha ritenuto necessario riscrivere tutti i processi aziendali a seguito dell’implementazione.**

 

Tuttavia, seppur si registri una forte propensione alla revisione dei processi, sono ancora molte le aziende che prediligono la personalizzazione del software sulla base delle esigenze funzionali del business: **le** **soluzioni maggiormente personalizzate sono l’Approvvigionamento e produzione (applicativo personalizzato nel 40% dei casi) e la Gestione del personale (38%).**

 

Anche l’integrazione applicativa tra i vari software migliora passando dal 29% al 38% nelle imprese analizzate, un valore tuttavia ancora basso anche guardando all’integrazione esterna dove il 43% delle PMI non prevede uno scambio dati automatico di informazioni con gestionali e altri sistemi di terze parti.

 

In generale, il settore è caratterizzato da esigenze in continuo cambiamento: le tecnologie digitali evolvono rapidamente e la filiera del software è dunque dinamica e ricca di opportunità di innovazione: **solo il 26% delle PMI si rivolge ad un unico fornitore**, mentre la maggior parte sceglie soluzioni diverse per rispondere al meglio ai bisogni dell’azienda.

 

Complessivamente, nell’ambito dell’indice di maturità sviluppato dalla ricerca, le aziende hanno fatto diversi passi in avanti. **Solo il 13% delle aziende è oggi all’inizio del percorso di trasformazione (in decrescita di 4 punti percentuali** rispetto a un anno fa), mentre Il 55% (+9 punti percentuali) del campione detiene un indicatore complessivo superiore alla media di mercato e **il 13% (+4 p.p.) appartiene al cluster delle aziende avanzate che hanno avviato azioni in tutte le dimensioni identificate.** Osservando i risultati di business di queste aziende, le PMI più mature nell’utilizzo dei software gestionali risultano più competitive rispetto alle altre e registrano un tasso medio annuo di crescita del fatturato e dell’Ebitda significativamente più elevato.

 

### **Il cambiamento organizzativo e la visione sul digitale**

 

Nel corso degli ultimi anni, è stato possibile registrare alcuni miglioramenti nella formazione di adeguate competenze nel campo del digitale che, tuttavia, permane come principale difficoltà per le medio-piccole imprese nella trasformazione digitale.

 

È raro vedere queste aziende investire in personale dedicato ad attività non prettamente attinenti al core business dell’azienda e confrontando i dati di attivazione di utenze per i software gestionali con quelli sulle iniziative di formazione intraprese, appare chiaro come sia ancora necessario lavorare in questa direzione.

 

Nel 54% dei casi le utenze per l’utilizzo dei software gestionali sono state attivate a più del 40% dei dipendenti, nel 30% dei casi a più dell’80% del personale. A fronte di un utilizzo diffuso però, **nel 61% dei casi meno del 40% dei dipendenti hanno seguito corsi di formazione sulle soluzioni adottate. Solo nel 17% dei casi è stato formato più dell’80% del personale.**

 

In questo contesto, la partnership delle PMI con i fornitori di software ricopre un ruolo fondamentale: **l’86% delle aziende intervistate dichiara di appoggiarsi proprio al personale dei fornitori per sopperire alla mancanza di risorse interne**, delegando competenze tecnico-operative altrimenti difficili da reperire.

 

*“Accanto a questo processo di esternalizzazione è però fondamentale sviluppare in azienda una visione strategica sul digitale, favorendo un utilizzo pervasivo delle soluzioni digitali introdotte e portando avanti specifiche iniziative di formazione e change management”* afferma **Piermassimo Colombo, VicePresidente di AssoSoftware.** *“È evidente che, per ottenere una piena maturità di utilizzo delle soluzioni gestionali e recepirne appieno i benefici di efficienza e di efficacia nei processi aziendali, è necessario lavorare sia sulla dimensione tecnologica, legata all’adozione dei software e alla loro integrazione, sia su quella organizzativa associate alla revisione dei processi e delle modalità di lavoro, così come sulla formazione dei dipendenti, il primo passo per far comprendere ai lavoratori i benefici derivanti da un uso consapevole di queste applicazioni.”*

 

### **Sfide e benefici di un utilizzo maturo dei software gestionali**

 

Se è chiara la relazione tra un utilizzo maturo dei software gestionali e una maggiore competitività delle aziende, il percorso di trasformazione è caratterizzato da diverse aree di lavoro e di conseguenza da diverse tipologie di sfide.

 

Sia le piccole che le medie imprese segnalano in primo luogo la presenza di barriere di carattere culturale; infatti, affermano di soffrire la **mancanza di cultura, competenze e persone sul digitale nel 41% dei casi per le piccole imprese, e nel 57% per le medie imprese** (maggiore criticità riscontrata per questa categoria di aziende). Un’altra barriera di carattere culturale è la **resistenza al cambiamento e la relativa difficoltà d’implementare l’uso del digitale in azienda (40% nelle piccole imprese e 55% nelle medie).**

 

Tuttavia, i due comparti presentano alcune differenze sostanziali. Nel caso delle aziende di piccola dimensione, la difficoltà principale è legata alla capacità di investimento e alla **mancanza di incentivi statali dedicati al software (46% delle piccole imprese)****.** Mentre le medie imprese più strutturate dal punto di vista organizzativo, oltre ai freni legati alle competenze e alla cultura, dichiarano uno **scarso impegno dei decisori aziendali (31% delle medie imprese)**, che difficilmente detengono una visione strategica sul digitale e risultano scarsamente coinvolti nella gestione del cambiamento.

 

D’altro canto, sui benefici, misurabili e non, derivanti dall’utilizzo dei software gestionali, le imprese sembrano maggiormente allineate indipendentemente dalla dimensione.

 

**I benefici più rilevanti sono legati all’efficacia e la governance dei processi****:** è possibile trovare al primo posto un **maggior controllo sui processi (83%)** e, di conseguenza, una **riduzione degli errori (80%)**, una **maggiore visibilità e tracciabilità dei flussi di lavoro (79%)****,** l’aggiornamento in tempo reale dei dati (78%) e un aumento delle qualità delle attività (76%). Seguono una serie di **benefici organizzativi** come la **migliore collaborazione tra i dipendenti (70%), la maggiore proattività di risposta a problemi e/o cambiamenti (67%)** e il supporto a nuove modalità di lavoro come lo Smart Working (60%). Infine, si riscontrano benefici legati alla competitività del business: la maggiore scalabilità dei processi rispetto alla crescita dell’azienda (59%) e l’aumento della marginalità complessiva (48%).

 

*“Il complesso contesto macroeconomico richiede una profonda riflessione sull’importanza del software come motore di resilienza e crescita per le imprese italiane. La filiera del software continua a mostrare solide performance in termini di fatturato e sostiene iniziative imprenditoriali”* conclude **Pierfrancesco Angeleri, Presidente AssoSoftware.** *“Nonostante i benefici derivati dal software gestionale, capace di sfruttare in modo efficace le competenze digitali e di produrre crescite del fatturato e di utili nel tempo, esistono ancora oggi ostacoli culturali nelle imprese che ne devono ancora comprendere appieno il valore. In questo scenario, è fondamentale che il governo sostenga concretamente, nell’ambito del nuovo Piano “Transizione 5.0”, la diffusione del software tra le aziende italiane, in modo da consentire a tutte le imprese, anche quelle medio-piccole, di adottare il software come elemento abilitante per la crescita e la competitività.”*

 

\[1\] Fonte: banca dati AIDA dopo selezione attraverso codici ATECO

 

[Immagine di pikisuperstar](https://it.freepik.com/vettori-gratuito/illustrazione-erp-isometrica_25644130.htm#query=erp&position=38&from_view=search&track=sph&uuid=3a9df685-3843-43c5-945a-a06206ee7568) su Freepik

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Fonte: [Le aziende produttrici di software gestionali in Italia superano i 22,4 miliardi di euro di fatturato nel 2022 (+12%)](https://giornaledellepmi.it/le-aziende-produttrici-di-software-gestionali-in-italia-superano-i-224-miliardi-di-euro-di-fatturato-nel-2022-12/), Il Giornale delle PMI.
