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title: "Lavoro, il primo colloquio non basta: ecco come prepararsi al secondo"
url: https://giornaledellepmi.it/lavoro-il-primo-colloquio-non-basta-ecco-come-prepararsi-al-secondo/
author: "Redazione"
published: 2021-06-30T07:02:12+02:00
modified: 2021-06-29T20:54:28+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Lavoro, il primo colloquio non basta: ecco come prepararsi al secondo

*Redazione · 30 Giugno 2021 · Il Giornale delle PMI*

Le **aziende**, al termine di un processo di ricerca e di selezione del personale, **desiderano** avere la certezza di assumere il **migliore tra i candidati**: inserire in azienda la persona sbagliata si traduce infatti in costi molto importanti. Non stupisce quindi che la pratica del **secondo colloquio di lavoro** sia sempre più diffusa.

 

Organizzare un secondo appuntamento **con i migliori candidati** conosciuti durante il primo giro di colloqui dà infatti la possibilità di analizzare ancora meglio le capacità, le attitudini e le potenzialità di ogni singolo partecipante.

 

«Per assicurare alle aziende di selezionare i migliori professionisti presenti sul mercato del lavoro organizziamo normalmente un secondo round di colloqui» spiega **Carola Adami**, co-fondatrice della società italiana di head hunting Adami & Associati «al quale vengono **invitati solamente i candidati che ci hanno colpito positivamente durante il primo incontro**. Ricevere un secondo invito da parte del recruiter è dunque un segnale assolutamente positivo: significa che la prima selezione è stata superata con successo, e che si è un passo più vicini all’assunzione».

 

È però bene sottolineare che il secondo colloquio non è affatto una copia del primo. «Il secondo colloquio di lavoro ha l’obiettivo di **conoscere più approfonditamente il candidato**» spiega l’head hunter «ed è quindi costruito in modo differente, con domande volte a capire cosa distingue il singolo candidato dagli altri selezionati». Una volta selezionati dal recruiter per il secondo colloquio di lavoro, dunque, è **consigliabile prepararsi al meglio** per questo nuovo e più approfondito incontro; abbiamo chiesto a Carola Adami di indicarci cosa fare prima di presentarsi a questo importante appuntamento.

 

### Come prepararsi al secondo colloquio di lavoro

 

**Fare ricerche sull’azienda**: è buona pratica, prima di presentarsi al primo colloquio di lavoro, conoscere alcune informazioni generali sull’azienda. In occasione del secondo colloquio di lavoro è consigliabile ampliare questa ricerca, così da **sapere quali sono le esigenze e le aspettative** di questo potenziale datore di lavoro. Questo è molto importante, anche perché è possibile che in occasione del secondo colloquio siano presenti anche dei membri dell’azienda, dal manager di riferimento al titolare.

 

Prepararsi a degli **esercizi**: come anticipato, durante il secondo incontro il recruiter tende ad andare in maggiore profondità nell’**analisi del candidato**. Alle normali domande si potrebbero quindi sommare anche dei veri e propri esercizi pratici, per mettere alla prova le capacità reali dell’intervistato. Gli esercizi cambieranno ovviamente in base al profilo cercato: in tutti i casi, è bene non farsi trovare spiazzati o sorpresi di fronte a una richiesta di questo tipo.

 

**Simulare il colloquio**: ci sono persone più o meno disinvolte durante i colloqui di lavoro. In tutti i casi, però, questi incontri possono causare dello stress. Il consiglio è quello di effettuare delle simulazioni nei giorni precedenti, **facendosi aiutare da parenti, amici e colleghi**, o ancora meglio accedendo a dei servizi professionali di simulazione del colloquio di lavoro. Si potranno così ridurre i propri errori e colmare le proprie lacune – migliorando la gestualità, imparando a rispondere in modo completo, gestendo al meglio il tempo, e via dicendo – per presentarsi all’incontro perfettamente pronti e allenati.

 

**Prepararsi a delle domande specifiche**: è impossibile sapere quali saranno le domande effettive che verranno poste dai selezionatori. E questo da un certo punto di vista è un fattore positivo, perché **nessun recruiter vorrebbe sentirsi rispondere con delle filastrocche imparate a memoria**. É però bene avere in testa alcune “tracce” di risposta per avere la certezza di riuscire a mettere in luce i propri punti di forza, perlomeno per le domande tipiche di un secondo colloquio di lavoro, come per esempio: **“Come si vede tra 10 anni?”** oppure **“Perché dovremmo scegliere lei”** o ancora “Quali cambiamenti porterebbe fin da subito in azienda?”.

 

**Pensare alle proprie domande**: un colloquio di lavoro non dovrebbe mai essere un interrogatorio monodirezionale, men che meno nel caso del secondo incontro. Non avere nessuna domanda da fare potrebbe essere infatti sinonimo di disinteresse, o di scarsa curiosità.

 

Molto meglio quindi pensare ad alcune domande da porre nel momento in cui il selezionatore lascerà la parola al candidato, per **dimostrare il proprio interesse e la propria conoscenza dell’azienda** e del settore.

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Fonte: [Lavoro, il primo colloquio non basta: ecco come prepararsi al secondo](https://giornaledellepmi.it/lavoro-il-primo-colloquio-non-basta-ecco-come-prepararsi-al-secondo/), Il Giornale delle PMI.
