---
title: "Lavoro: 302mila entrate programmate nel 2023 dalle imprese culturali e creative “core” e 445mila nel turismo a vocazione culturale"
url: https://giornaledellepmi.it/lavoro-302mila-entrate-programmate-nel-2023-dalle-imprese-culturali-e-creative-core-e-445mila-nel-turismo-a-vocazione-culturale/
author: "Redazione"
published: 2024-04-22T07:30:34+02:00
modified: 2024-04-19T21:28:47+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
---

# Lavoro: 302mila entrate programmate nel 2023 dalle imprese culturali e creative “core” e 445mila nel turismo a vocazione culturale

*Redazione · 22 Aprile 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Elevata la richiesta di competenze trasversali e digitali.

Nel 2023 le imprese culturali e creative hanno previsto oltre 302mila contratti di lavoro, pari al 5,5% del fabbisogno occupazionale complessivo programmato dalle imprese dei settori industria e servizi (+8,8% rispetto al 2022). Ad attivare la domanda di lavoro un insieme di imprese appartenenti ai quattro comparti “core” del sistema produttivo culturale e creativo: industrie creative, industrie culturali, patrimonio storico-artistico, *performing* *arts* e intrattenimento. A queste richieste si sono aggiunte poi ulteriori 20mila entrate programmate dalle imprese del Made in Italy a contenuto culturale e, soprattutto, 445mila assunzioni collegate alle imprese del turismo a prevalente vocazione culturale, in aumento del 23,6% rispetto al 2022. A delineare questo scenario è il volume “[Imprese e professioni culturali e creative, 202](https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/pubblicazioni/2023/excelsior_2023_impreseculturali.pdf)3” del **Sistema informativo Excelsior**, realizzato **da Unioncamere e** **Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali** e analizzato in collaborazione con il **Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne.** Un comparto, quello della cultura e della creatività, che complessivamente conta poco meno di 60mila imprese, che impiegano circa 671mila dipendenti. Il sistema del Made in Italy a contenuto culturale rappresenta un segmento di quasi 20mila imprese manifatturiere che occupano oltre 54 mila dipendenti.

 

Le imprese culturali e creative ricercano profili professionali altamente qualificati, capaci di coniugare elevate conoscenze specializzate con talento e creatività. Il 37,2% delle assunzioni ha riguardato lavoratori laureati, mentre nel complesso dell’economia tale quota è stata pari al 13,9%. Particolarmente elevata è stata anche la richiesta di esperienza specifica nella professione (36,3% delle assunzioni programmate contro il 22,2% del totale imprese di industria e servizi) e quella di figure diplomate (37,8% delle assunzioni, contro il 29% dell’intera economia).

 

Le imprese creative e culturali, inoltre, richiedono ai profili professionali competenze sia trasversali che tecnologiche in misura maggiore rispetto alle imprese del resto dell’economia. Sono molto richieste flessibilità e adattamento (73,6%), capacità di lavorare in gruppo (70,1%) e problem solving (64,9%). Altrettanto importanti sono considerate le competenze digitali (59,6%), le competenze informatiche (34,2%) e quelle relative alle nuove tecnologie come realtà virtuale e intelligenza artificiale (23,7%).

 

Tra le professioni maggiormente ricercate dalle imprese culturali e creative, vi sono i registi, direttori artistici, attori, sceneggiatori e scenografi con circa 17mila ingressi, seguiti dagli operatori di apparecchi per la ripresa e la produzione audio-video (15mila), dai tecnici esperti in applicazioni audio, video, gaming sempre nel settore grafico-pubblicitario (12mila) e dagli addetti all’accoglienza e all’informazione nel settore storico museale (9mila). Elevate anche le richieste per tecnici web per i settori audio-visivo e grafico-pubblicitario e per tecnici della produzione radiotelevisiva, cinematografica e teatrale (6mila entrate per ciascuna categoria professionale).

 

Nel 2023, le imprese culturali e creative dichiarano di avere avuto difficoltà a reperire il 38,7% dei profili professionali ricercati. A incontrare le maggiori difficoltà sono state le imprese del Made in Italy a contenuto culturale per cui la difficoltà di reperimento si attesta al 56,7% seguite dalle imprese del turismo a vocazione culturale (46,3%) e dalle imprese che si occupano della gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico (40,8%).

 

A livello territoriale, sono le imprese culturali e creative delle province di Roma e Milano, con rispettivamente circa 78mila e oltre 61mila contratti, ad attivare i più elevati flussi di assunzioni. Seguono poi a distanza Torino con quasi 16mila assunzioni, Napoli con circa 13mila assunzioni, Bologna con quasi 7mila assunzioni e Bari con poco più di 6mila assunzioni. Tra le prime 10 province si collocano anche Firenze (circa 6mila entrate), Verona, Palermo e Genova (circa 5mila entrate ciascuna).

 

Anche per quanto riguarda il turismo a vocazione culturale i più elevati flussi di assunzioni spettano a Roma con oltre 54mila entrate (+38,4% rispetto al 2022), a Milano con circa 45mila lavoratori (+35,2%) e a Napoli con oltre 34mila entrate (+25,5%).

 

Nelle prime 10 posizioni troviamo anche Venezia (oltre 33mila entrate); Firenze (quasi 20mila), Salerno (poco meno di 19mila), Torino e Verona (entrambe con più di 18mila assunzioni), Bari e Lecce (entrambe con più di 17mila assunzioni).

 

[Immagine di freepik](https://it.freepik.com/foto-gratuito/vista-laterale-della-donna-in-grembiule-che-lavora-allo-scrittorio_6262742.htm#fromView=search&page=2&position=48&uuid=349c9f05-8b4e-4ee0-a374-b278b1a9c50b)

---

Fonte: [Lavoro: 302mila entrate programmate nel 2023 dalle imprese culturali e creative “core” e 445mila nel turismo a vocazione culturale](https://giornaledellepmi.it/lavoro-302mila-entrate-programmate-nel-2023-dalle-imprese-culturali-e-creative-core-e-445mila-nel-turismo-a-vocazione-culturale/), Il Giornale delle PMI.
