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title: "L’abolizione del segreto salariale per esperti mette a rischio privacy dipendenti"
url: https://giornaledellepmi.it/labolizione-del-segreto-salariale-per-esperti-mette-a-rischio-privacy-dipendenti/
author: "Redazione"
published: 2025-07-09T06:55:34+02:00
modified: 2025-07-08T18:28:45+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# L’abolizione del segreto salariale per esperti mette a rischio privacy dipendenti

*Redazione · 9 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Manageritalia: serve formazione preventiva per un vero cambiamento culturale.

Dal 2026 addio al segreto salariale con buona pace di privacy e serenità dell’ambiente lavorativo per aziende che non applicano ancora fasce retributive trasparenti di pari livello. In Italia, infatti, a tutt’oggi il datore di lavoro è ancora tenuto a mantenere la riservatezza sui dati che compaiono nella busta paga del lavoratore. Ma con la nuova direttiva Ue 2023/970, che si applica al settore pubblico e privato, da recepire entro il 7 giugno 2026 **i lavoratori potranno richiedere e ricevere per iscritto informazioni sul loro livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.**

 

E così se da un lato la nuova normativa punta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o mansione, dall’altra – soprattutto in realtà medio-piccole come le PMI italiane, che nel nostro paese rappresentano oltre la quasi totalità del tessuto produttivo italiano – dall’altro mina il diritto alla privacy e la stabilità interna delle organizzazioni aziendali.

 

*“Se le informazioni restassero aggregate per gruppo sufficientemente ampio di lavoratori, come infatti prevede la direttiva, non sussisterebbe alcun tema legato alla privacy, in quanto non si andrebbero a comunicare gli stipendi o i dati individuali, ma solo informazioni non personali trasparenti e comparabili –* spiega **Nadia Martini dello studio legale Rödl & Partner, una delle principali esperte in materia di privacy in Italia** – *ma cosa accadrà in quelle aziende, moltissime in Italia ma anche all’estero, dove determinati reparti o funzioni sono composti da pochi dipendenti, due o tre? – si interroga – In tale ipotesi sarà facile per un dipendente risalire allo stipendio del collega, in violazione della normativa privacy, che ricordiamo è ampiamente regolata e tutelata dalle leggi italiane e comunitarie”*

 

Ma questa è solo una delle possibili conseguenze negative a seguito dell’innovazione legislativa. Più preoccupante ancora potrebbe essere il tema della **litigiosità interna** il cui livello potrebbe innalzarsi proprio a causa di rivendicazioni singole o collettive alla luce di quanto emergerà a seguito della nuova direttiva.

 

“*Il rischio è che il 96% delle imprese, in gran parte PMI, resti ai margini del cambiamento, vanificando l’impatto potenziale della norma* – commenta **Massimo Fiaschi, segretario generale Manageritalia** – *Servono strumenti proporzionati, scalabili e accessibili anche alle realtà meno strutturate per non perdere l’occasione di risolvere o attenuare, per esempio, il gender pay gap o le ingiustizie che non premiano il merito*. *Quindi* – continua il segretario generale di Manageritalia – ***serve formazione preventiva e mirata per imprenditori e responsabili delle risorse umane*** *delle PMI. Ma soprattutto massiccio inserimento di presenza e **cultura manageriale** perché un cambiamento reale ha bisogno di regole giuste ma anche di competenze adeguate per essere applicato. Costruire un sistema davvero inclusivo significa non lasciare indietro la maggioranza delle imprese”.*

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Fonte: [L’abolizione del segreto salariale per esperti mette a rischio privacy dipendenti](https://giornaledellepmi.it/labolizione-del-segreto-salariale-per-esperti-mette-a-rischio-privacy-dipendenti/), Il Giornale delle PMI.
