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title: "La crisi del costo della vita sta cambiando il volto del lavoro in Europa: per molti i salari non bastano più e cresce il sostegno al reddito di base universale"
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author: "Redazione"
published: 2025-07-30T06:45:29+02:00
modified: 2025-07-29T18:31:45+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["SOLDI"]
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# La crisi del costo della vita sta cambiando il volto del lavoro in Europa: per molti i salari non bastano più e cresce il sostegno al reddito di base universale

*Redazione · 30 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Con l’aumento dell’ansia economica, il 64% dei lavoratori in quattro paesi europei è favorevole al reddito di base universale.

Un nuovo rapporto di [**LiveCareer®**](https://www.livecareer.it/), servizio dedicato allo sviluppo professionale e alla creazione di CV, mostra come inflazione, precarietà lavorativa e pessimismo economico stiano cambiando le scelte di carriera e il benessere finanziario in Europa.

 

Basato su un sondaggio condotto su 1.000 lavoratori in Germania, Francia, Spagna e Italia, il rapporto evidenzia una realtà comune: nonostante le differenze nazionali, i lavoratori europei sono sotto pressione, e molti iniziano a dubitare della promessa tradizionale secondo cui l’impegno lavorativo porta a stabilità economica.

 

## **I punti salienti**

 

- **Sostegno al reddito di base universale**: il 64% è favorevole alla sua introduzione come risposta a inflazione e instabilità.
- **Reddito vs. inflazione**: solo il 18% afferma che il proprio stipendio ha tenuto il passo con l’inflazione. Ogni terzo partecipante (il 34%) dice che non ha affatto tenuto il passo.
- **Tagli e rinunce**: il 59% ha ridotto le spese superflue. Uno su quattro (il 26%) ha tagliato anche su beni primari come cibo o utenze.
- **Lavori extra e debiti:** l’11% ha iniziato un secondo lavoro per arrivare a fine mese; l’8% ha chiesto prestiti o contratto nuovi debiti.
- **Ansia finanziaria**: quasi il 40% prova ansia legata al denaro ogni settimana o tutti i giorni.
- **Crisi della meritocrazia**: il 69% dubita che l’impegno lavorativo garantisca sicurezza economica.
- **Paura di licenziamenti e recessione**: il 44% prevede più licenziamenti nel 2025, e il 70% è preoccupato per una possibile recessione.
- **Preoccupazioni geopolitiche**: il 91% teme che le tensioni globali aumenteranno ulteriormente il costo della vita.

 

*“Questi dati delineano chiaramente un mondo del lavoro sotto stress,”* afferma Jasmine Escalera, esperta di carriera di LiveCareer. *“In tutta Europa cresce l’ansia per il futuro, sia finanziario che professionale. Sempre più* *persone chiedono soluzioni collettive, che vadano oltre la responsabilità individuale. La pressione economica sta spingendo verso riforme sistemiche: c’è maggiore apertura verso la riqualificazione, la resilienza e l’introduzione di un reddito garantito.”*

 

## **Le principali preoccupazioni finanziarie nel 2025**

 

L’inflazione si conferma la preoccupazione dominante: il 59% dei lavoratori europei la considera il maggior problema economico. Seguono:

 

- L’instabilità politica o globale – 34%
- Le spese sanitarie o assicurative – 24%
- L’assenza di risparmi – 23%
- I costi dell’alloggio – 21%
- Il timore di perdere il lavoro o di restare disoccupati – 20%

 

## **L’inflazione cambia la vita quotidiana**

 

La crisi del costo della vita costringe molti lavoratori a scelte difficili:

 

- Il 60% rinuncia a spese superflue (come viaggi o cene fuori).
- Il 34% rinvia acquisti importanti.
- Il 26% taglia anche sui beni essenziali (come spesa e bollette).
- Il 14% vorrebbe riqualificarsi ma non può sostenerne i costi o dedicarvi tempo.
- Il 5% si trasferisce in una casa più piccola o torna a vivere con i familiari.
- Il 4% rimanda la decisione di allargare la famiglia.

 

## **I lavoratori si preparano a un futuro incerto**

 

Il timore di perdere il lavoro si basa su dati preoccupanti:

 

- Il 53% potrebbe resistere senza stipendio per un massimo di tre mesi.
- Il 44% prevede un aumento dei licenziamenti nel corso dell’anno.
- Per quanto riguarda la recessione, la preoccupazione è alta: è estrema per il 28% degli intervistati e moderata per il 42%.

 

Nonostante le difficoltà, il 59% non sarebbe disposto a trasferirsi per un lavoro migliore, segno che immobilità e legami territoriali aggravano lo stress finanziario.

 

## **Cresce il sostegno a riforme strutturali**

 

I segnali di un cambiamento generazionale sono evidenti:

 

- Il 69% dubita che il duro lavoro garantisca stabilità economica.
- Il 64% sostiene il reddito di base universale.
- Il 34% indica l’instabilità politica/globale tra le principali preoccupazioni per il 2025.

 

## **La tecnologia alimenta l’ansia**

 

Anche l’innovazione tecnologica preoccupa i lavoratori:

 

- Il 44% teme un impatto negativo dell’IA sul proprio lavoro entro i prossimi 3-5 anni.
- Per il 5% dei lavoratori l’impatto negativo è già un fatto.
- Solo il 12% sta investendo in formazione per prepararsi al cambiamento.

 

**Metodologia**

 

L’indagine si è svolta il 28 maggio 2025 su un campione di 1.000 lavoratori in Germania, Francia, Spagna e Italia. I partecipanti, contattati tramite Pollfish, rappresentavano diverse fasce d’età, settori, redditi e tipologie di lavoro. Il sondaggio, tramite domande a risposta multipla e su scala di valutazione, mirava a comprendere la pressione finanziaria, la sicurezza sul lavoro e la fiducia dei lavoratori nell’economia, analizzando le loro reazioni a inflazione, automazione e cambiamenti politici.

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Fonte: [La crisi del costo della vita sta cambiando il volto del lavoro in Europa: per molti i salari non bastano più e cresce il sostegno al reddito di base universale](https://giornaledellepmi.it/la-crisi-del-costo-della-vita-sta-cambiando-il-volto-del-lavoro-in-europa-per-molti-i-salari-non-bastano-piu-e-cresce-il-sostegno-al-reddito-di-base-universale/), Il Giornale delle PMI.
