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title: "La crescita del PIL lombardo si riduce al +2,6% per il 2022, ma ritorna entro l’anno ai livelli pre Covid. Rimandato invece al 2023 il recupero dell’occupazione"
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author: "Redazione"
published: 2022-05-09T07:04:43+02:00
modified: 2022-05-07T15:51:58+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# La crescita del PIL lombardo si riduce al +2,6% per il 2022, ma ritorna entro l’anno ai livelli pre Covid. Rimandato invece al 2023 il recupero dell’occupazione

*Redazione · 9 Maggio 2022 · Il Giornale delle PMI*

> Secondo le previsioni a fine 2022 gli occupati lombardi saranno ancora 76mila in meno rispetto al 2019. Il tasso di disoccupazione è passato dal 5,2% del 2020 al 5,9% nel 2021, quello giovanile dal 19,4% al 21,2%.

**Si riducono le previsioni di crescita del PIL lombardo, che nel 2022 vede un taglio di 1,4 punti percentuali: dal +4% atteso a inizio anno al 2,6% dell’ultimo scenario.** Nonostante questa importante revisione al ribasso, **la Lombardia dovrebbe comunque riuscire a colmare il divario con il pre Covid entro quest’anno**, in anticipo rispetto all’Italia che posticipa al 2023.

 

Sono queste alcune delle evidenze riportate nel **Booklet economia a cura del Centro Studi di Assolombarda**, pubblicato sul magazine **[Genio&Impresa](https://genioeimpresa.it/dossier/12271/booklet-economia-il-quadro-della-lombardia-con-il-confronto-europeo-maggio-2022/)**.

 

*“Il quadro economico lombardo –* ha affermato **Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda** *– è fortemente influenzato dal perdurare del conflitto, dal caro energia e dall’insufficienza di materiali e semilavorati che rendono difficile la programmazione dell’attività industriale e contrae pesantemente i margini. Si tratta di una situazione senza precedenti che per l’anno in corso comporta una crescita del PIL lombardo ben inferiore a quanto prospettavamo qualche mese fa. Si deve intervenire con una politica strutturale a medio-lungo termine che porti all’indipendenza energetica. Bisogna lavorare senza pregiudizi con regole chiare e in tempi rapidi. A preoccupare –* ha aggiunto il **Presidente Spada** *– sono anche i dati che arrivano dal mondo del lavoro dove nel 2021 aumenta soprattutto il tasso di disoccupazione tra i più giovani*”.

 

Sul dato del PIL, nei due anni di pandemia, la Lombardia in un confronto con l’Italia prima aveva perso quanto il resto del Paese (-8,9% la Lombardia e 9% l’Italia nel 2020), poi aveva recuperato con un rimbalzo del +7% rispetto al dato nazionale del + 6,6%. **Nel 2021 rispetto al pre Covid la Lombardia segnava un -2,5% e l’Italia un -3%.** Una situazione che ci accomuna, con differenti intensità alle altre regioni motori d’Europa: **il gap con il pre Covid del Baden-Württemberg nel 2021 registrava un -2,2%** molto vicino al dato lombardo, **il Bayern -1,4%**, ma **la Cataluña registrava un gap del -6,6%**. Sui tempi di recupero del PIL sui livelli del 2019, il Bayern è assimilabile alla Lombardia, cioè atteso nel 2022, mentre il Baden-Württemberg nel 2023 e la Cataluña ritarderà ulteriormente.

 

La prosecuzione del conflitto Russia-Ucraina, l’ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e di molte commodity, le spinte inflazionistiche, la pandemia che sta paralizzando Shanghai, e la difficile riorganizzazione delle catene del valore sono i **fattori che ancora stanno fortemente incidendo sul sistema economico lombardo**. Nonostante il quadro critico, **fino a marzo la domanda per il manifatturiero lombardo e del Nord Ovest è rimasta tutto sommato consistente** e questa relativa ‘tenuta’, frutto di capacità competitiva delle nostre imprese, è testimoniata anche dalle stime dell’Istat sull’andamento del PIL italiano nel primo trimestre, in flessione contenuta al -0,2%. **Ad aprile gli ordini in portafoglio in Lombardia crescono invece in maniera decisamente più ridotta** rispetto al recente passato e, al contempo, le aspettative di domanda e produzione, dopo il forte rallentamento di marzo, risalgono ma anche qui i livelli sono i più bassi da febbraio 2021.

 

**Un’industria su 4 ha impianti e materiali insufficienti per produrre** (nel pre Covid era 1 ogni 100): questa situazione condiziona le scorte nei magazzini, tanto che **un’impresa su 6 dichiara un livello di materie prime e semilavorati inferiore al normale** (un numero di aziende mai così elevato dall’inizio della serie storica, trenta anni fa). Dunque, **il vero ostacolo alla crescita non riguarda più la domanda come era accaduto nel 2020, ma la carenza di input produttivi che limita l’offerta e rende difficile programmare l’attività industriale**.

 

**Sul fronte dell’occupazione, alla fine di quest’anno saranno ancora 76mila gli occupati lombardi in meno rispetto al 2019**. La ripresa non sarà rapida come sta accadendo al PIL: secondo le stime **tornerà al pre covid nel 2023**. La flessione nel 2020 è stata pari al -3,1%, cui è seguito un +0,4% di crescita nel 2021 ed è previsto un +1,0% nel 2022 (fonte: Prometeia).

 

**In crescita, in Lombardia, anche la disoccupazione che è passata dal 5,2% del 2020 al 5,9% nel 2021**. Ad essere **maggiormente colpiti sono i giovani**, con **il tasso di disoccupazione dei 15-24enni lombardi che è difatti salito negli ultimi due anni: nel 2019 era al 18,3%, nel 2020 al 19,4%, nel 2021 al 21,2%**, circa 15 punti percentuali in più rispetto al 5,7% di Bayern e Baden-Württemberg, ma ampiamente inferiore al 28,9% della Cataluña.

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Fonte: [La crescita del PIL lombardo si riduce al +2,6% per il 2022, ma ritorna entro l’anno ai livelli pre Covid. Rimandato invece al 2023 il recupero dell’occupazione](https://giornaledellepmi.it/la-crescita-del-pil-lombardo-si-riduce-al-26-per-il-2022-ma-ritorna-entro-lanno-ai-livelli-pre-covid-rimandato-invece-al-2023-il-recupero-delloccupazione/), Il Giornale delle PMI.
