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title: "Innovazione, 7 imprese su 10 investono in IA ma solo la metà ha un ritorno economico: ecco il vademecum per sfruttare la transizione digitale con fondi pubblici"
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author: "Redazione"
published: 2026-04-14T06:40:08+02:00
modified: 2026-04-13T20:57:23+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INNOVAZIONE"]
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# Innovazione, 7 imprese su 10 investono in IA ma solo la metà ha un ritorno economico: ecco il vademecum per sfruttare la transizione digitale con fondi pubblici

*Redazione · 14 Aprile 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Il divario tra urgenza e preparazione digitale è allarmante: oltre due terzi delle organizzazioni sta accelerando gli investimenti in IA ma solo il 54% registra un ROI positivo. In Italia, dove il mercato digitale raggiungerà 91,4 miliardi di euro nel 2028, le opportunità non mancano: dal Piano Transizione 5.0 agli incentivi PNRR per la digitalizzazione delle PMI.

***Il divario tra urgenza e preparazione digitale è allarmante: oltre due terzi delle organizzazioni sta accelerando gli investimenti in IA ma solo il 54% registra un ROI positivo. In Italia, dove il mercato digitale raggiungerà 91,4 miliardi di euro nel 2028, le opportunità non mancano: dal Piano Transizione 5.0 agli incentivi PNRR per la digitalizzazione delle PMI. Per accompagnare le imprese in questo passaggio cruciale, QuestIT by Vection Technologies, eccellenza italiana nel settore dell’intelligenza artificiale, e Centro Studi Area 12 Srl, specialista nella gestione dei fondi pubblici per l’innovazione, presentano un vademecum strategico che unisce tecnologia e finanza agevolata in un’unica visione di crescita. “La tecnologia da sola non basta: serve una visione strategica che integri competenze, infrastrutture e accesso consapevole agli strumenti di finanziamento disponibili”, afferma Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT***

 

Parola d’ordine: **urgenza**. Nel panorama globale dell’innovazione digitale, le aziende si trovano di fronte a un paradosso: da un lato l’imperativo categorico di adottare l’intelligenza artificiale per restare competitive, dall’altro una preparazione inadeguata che rischia di vanificare gli investimenti. A certificarlo è il report citato da ***Digital Skills and Jobs Platform of the European Union***, che ha coinvolto 3.700 leader aziendali in 21 Paesi e ha analizzato i dati operativi da oltre 1.200 imprese globali. I numeri rivelano una realtà complessa: **il 68% delle organizzazioni dichiara di investire “pesantemente” in forme diverse di intelligenza artificiale**, che si tratti di IA agentiche, generative o machine learning, **ma solo il 54% registra ritorni positivi sui propri investimenti in questo ambito**, con un incremento di appena 12 punti percentuali rispetto al 2024. Un dato ancora più preoccupante emerge quando si analizza l’efficacia operativa: **il 57% delle aziende ammette che l’innovazione viene spesso ritardata da problemi strutturali** nel proprio stack tecnologico. Le criticità emerse dall’indagine sono molteplici e interconnesse. **Le tre principali sfide per scalare i progetti AI** risultano essere la **complessità nell’integrazione** con i sistemi IT esistenti, la **carenza di talenti** qualificati e i **vincoli normativi**.

 

In questo scenario complesso si inserisce l’attività di [***QuestIT***](https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzz1uhDAQxfHT4C5oGH_hwkWavcYKM-PdkTAm2JuVcvqIKqle93v6UwQbMFvFcfLegZ-0A8Vlke3eDib5kbpztBySy2TJDAZKezgcC5MsRCe3NkpXz5jDOmtIKSEweg2TzZi8SWSJc8izkoiADsykIUBAGIPX1kLCmRJjSnTZ_1Rux7V1raW8dlmXLnW_vrb47P1og_4c8Dbg7f1-j18vbv1D-rjWMuBNnZHk5N7ryYOBh9RzXzYm3jY-ilzKX95dKKI3bgbVo_qO-BsAAP__HgpZrw) ***by Vection Technologies***, azienda italiana di riferimento nel settore dell’intelligenza artificiale applicata al linguaggio naturale. ***QuestIT*** opera come partner strategico lungo tutto il ciclo di vita del progetto di innovazione: partendo dalle esigenze reali dell’impresa, identifica le aree in cui l’AI può generare impatti misurabili **su fatturato, marginalità e qualità del servizio**, progettando **soluzioni di intelligenza artificiale conversazionale e agentica integrate nei sistemi esistenti**, per evitare interventi invasivi e valorizzare le infrastrutture già presenti. “Il problema non è solo tecnologico: è culturale, organizzativo e strategico”, spiega **Ernesto Di Iorio**, CEO di ***QuestIT***. “Il vero salto avviene quando l’AI viene inserita in una visione di sviluppo aziendale, supportata da competenze, infrastrutture e da un uso consapevole dei fondi pubblici disponibili.” Il percorso proposto è consulenziale e strutturato, con analisi, co-progettazione e implementazione mirata, con l’obiettivo di trasformare l’AI da costo tecnologico a investimento documentabile a sostegno della crescita economica e patrimoniale dell’impresa.

 

L’Italia non è certo immune da queste dinamiche, ma dispone di strumenti concreti per colmare il gap. In Italia **il mercato digitale ha raggiunto nel 2025 un valore di** **84,2 miliardi di euro** e **si stima che arriverà a 91,4 miliardi entro il 2028**, secondo il rapporto ***Il Digitale in Italia 2025*** di ***Anitec-Assinform***, trainato principalmente dai servizi ICT, dal software e dai contenuti digitali. Secondo quanto emerso dal ***Digital Italy Summit 2025***, **il 90% degli enti italiani riconosce la rilevanza dei fondi PNRR per i progetti digitali**, con una percezione di efficacia in aumento rispetto all’anno precedente. Gli strumenti a disposizione delle imprese italiane sono molteplici: dal **Piano Transizione 5.0**, che ha messo a disposizione risorse significative per progetti che combinano automazione intelligente, efficientamento energetico e riorganizzazione dei processi in chiave digitale, **ai crediti d’imposta automatici per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0**, le **misure PNRR per la digitalizzazione delle PMI** e **i programmi di assessment** promossi da iniziative come il bando PID Next.

 

A completare il quadro interviene [***Centro Studi Area 12***](https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMz72OwyAQBOCnMaW1LH92QXFNXiMC7yZZCYxlyEW6pz-5uqummm80FMGt-HCKow7BQ9DGg-KapNz7wSQ_0naOjtfsH-TIThZqf3qcK5MkopN7n2WoV1wgZb0xG7skNhbReNTeIektbN5lJREBPVhtYIUVYV6DcQ4yLpQZc6bL_qdyP65sW6v1vcuWhrT92irxNcbRJ_M14W3C2-fzmV9cDqlXIc38nvCmzkhy8hjt5MnCU9q5p8LEpfBR5XL-Dt6FIgbrF1Ajqu-IvwEAAP__dVpaBw), società specializzata nella gestione dei fondi pubblici per l’innovazione, con il ruolo di traduttore strategico tra l’idea imprenditoriale, la tecnologia AI di ***QuestIT*** e i bandi disponibili. “Negli ultimi mesi vediamo un crescente interesse delle imprese nel capire come trasformare i progetti di intelligenza artificiale in piani di investimento coerenti con i requisiti dei bandi PNRR, Transizione 5.0 e delle misure per la digitalizzazione”, evidenzia ***Centro Studi Area 12***. Il lavoro congiunto copre l’intero percorso: **strutturare il progetto con obiettivi e impatti misurabili, mappare gli incentivi più coerenti, nazionali, regionali e di sistema, e gestire l’iter di finanza agevolata dalla domanda alla rendicontazione finale**, lasciando all’impresa la libertà di concentrarsi sull’implementazione. In quest’ottica, il Piano Transizione 5.0 diventa un’occasione per ripensare i processi aziendali in modo integrato: **digitalizzazione, efficienza energetica e sviluppo di competenze come elementi di un’unica strategia integrata**.

 

Per aiutare le imprese a trasformare queste opportunità in risultati concreti, il vademecum elaborato da ***QuestIT*** si sviluppa in cinque pilastri operativi:

 

- **Assesment della maturità digitale**, attraverso un’analisi approfondita di infrastrutture, processi e competenze esistenti, per capire da dove partire e quali sono le iniziative con il maggiore potenziale di impatto e di finanziabilità.
- **Definizione di una roadmap strategica personalizzata**, calibrata sulle caratteristiche settoriali e dimensionali dell’azienda, con obiettivi chiari e tempi realistici, integrabili con le finestre temporali dei bandi.

 

- **Formazione e sviluppo del capitale umano**, basato sul potenziamento delle competenze interne, affinché l’AI non resti un “oggetto esterno” ma venga utilizzata e gestita in modo consapevole dai team aziendali.

 

- **Implementazione tecnologica mirata**, attraverso la selezione e l’integrazione delle soluzioni di intelligenza artificiale più adatte, evitando progetti frammentati e favorendo piattaforme scalabili, in grado di crescere con l’azienda.

 

- **Ottimizzazione finanziaria**, attraverso la mappatura delle opportunità di finanziamento combinata con la progettazione in ottica di ROI, per massimizzare il ritorno sugli investimenti e ridurre il fabbisogno di risorse proprie grazie a contributi a fondo perduto e crediti d’imposta.

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Fonte: [Innovazione, 7 imprese su 10 investono in IA ma solo la metà ha un ritorno economico: ecco il vademecum per sfruttare la transizione digitale con fondi pubblici](https://giornaledellepmi.it/innovazione-7-imprese-su-10-investono-in-ia-ma-solo-la-meta-ha-un-ritorno-economico-ecco-il-vademecum-per-sfruttare-la-transizione-digitale-con-fondi-pubblici/), Il Giornale delle PMI.
