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title: "Indagine Confcommercio: criminalità in aumento nel terziario, 40mila imprese a rischio usura"
url: https://giornaledellepmi.it/indagine-confcommercio-criminalita-in-aumento-nel-terziario-40mila-imprese-a-rischio-usura/
author: "Redazione"
published: 2020-10-12T07:07:55+02:00
modified: 2020-10-10T16:44:11+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Indagine Confcommercio: criminalità in aumento nel terziario, 40mila imprese a rischio usura

*Redazione · 12 Ottobre 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Crisi di liquidità e stagnazione dei consumi favoriscono l’esposizione delle imprese a fenomeni criminali. Turismo e Sud i più colpiti.

###### Foto di **[Markus Spiske](https://www.pexels.com/it-it/@markusspiske?utm_content=attributionCopyText&utm_medium=referral&utm_source=pexels)** da **[Pexels](https://www.pexels.com/it-it/foto/soldi-carta-banconote-contanti-316401/?utm_content=attributionCopyText&utm_medium=referral&utm_source=pexels)**

 

In un contesto generale in cui il clima di fiducia e l’occupazione mostrano qualche timido segnale di miglioramento, la ripresa dei consumi è ancora molto debole e insufficiente a favorire una ripresa in grado di dissolvere l’incertezza che ancora domina le prospettive a breve della nostra economia. In questo scenario, i maggiori problemi per le imprese del terziario sono rappresentati dalla perdita di fatturato, lamentata da quasi il 38% degli imprenditori, e dalla mancanza di liquidità che, insieme alla difficoltà di accesso al credito, rappresenta un forte ostacolo all’attività per il 37% delle imprese; problematiche a cui si devono aggiungere anche le difficoltà derivanti dagli adempimenti burocratici e dalla gestione delle norme sanitarie. Tutto questo rende sempre più fragile il sistema imprenditoriale – che, dal 2019 ad oggi, vede quasi raddoppiato il numero di imprese che non hanno ottenuto il credito richiesto – risultando, pertanto, sempre più esposto al rischio usura. Sono, infatti, circa 40mila le imprese seriamente minacciate da questo fenomeno che risulta in crescita e che è ancora più grave, in particolare, nel Mezzogiorno e nel comparto turistico-ricettivo.

 

Questi i principali risultati che emergono da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla percezione dell’usura tra le imprese del commercio e dei servizi (documento integrale disponibile su [www.confcommercio.it](https://areariservata.confcommercio.it/documents/20126/2678762/La+percezione+dell%27usura+tra+le+piccole+imprese+del+commercio+e+dei+servizi.pdf/6676af4a-a6e0-a547-8cb1-093c998cfbdc?t=1602152761947)).

 

### I principali risultati dell’indagine

 

Da aprile ad oggi le imprese del commercio al dettaglio, dell’abbigliamento, della ristorazione e quelle del comparto turistico (strutture ricettive e balneari) hanno dovuto affrontare una serie di problematiche che hanno complicato ulteriormente la gestione della loro attività. Tra queste, le principali sono state la riduzione del volume d’affari (37,5%), la mancanza di liquidità e le difficoltà di accesso al credito (36,9%), la gestione delle procedure per adeguarsi alle norme sanitarie (13,5%) e le problematiche connesse agli adempimenti burocratici (12,1%) (fig. 1).

 

### Fig. 1 – Da aprile ad oggi, la Sua attività ha dovuto far fronte alle seguenti situazioni? (somma risposte molto+abbastanza)

 

![](https://www.confcommercio.it/documents/20126/154633/155_fig+1+indagine+usura.jpg/3f71e4c4-dfc6-b94a-007f-bc70b717237a?t=1602190239561&imagePreview=1)

*Fonte: indagine Confcommercio-SWG, settembre 2020 – Grafico sulle difficoltà vissure dalle imprese*  
 Sul tema del credito, nonostante l’intervento del Fondo di garanzia per le Pmi abbia garantito dal 17 marzo al 5 ottobre (con il “Cura Italia” e poi con il decreto “Liquidità”) circa 924mila operazioni fino a 30mila euro per un finanziamento complessivo di oltre 18 miliardi di euro, è ancora elevata la quota di imprese (quasi 290.000 nel 2020) che non hanno ottenuto il credito richiesto (fig.2) risultando, pertanto, potenzialmente esposte al rischio usura.

 

### Fig. 2 – Numero di imprese potenzialmente a rischio usura

 

![](https://www.confcommercio.it/documents/20126/154633/155_fig+2+indagine+usura.jpg/83acdfe9-1255-97ae-fbdf-2ac409355b07?t=1602190239811&imagePreview=1)

*Fonte: indagine Confcommercio-SWG, Osservatorio credito Confcommercio-Format, Banca d’Italia – Le imprese a rischio di usura*

 

Si può dire, in un certo senso, che la liquidità è il discrimine tra mantenere l’attività delle imprese o chiuderla: si può assorbire una perdita, ma senza liquidità l’attività non può proseguire. Per questo è prioritario prorogare la moratoria dei debiti bancari, rafforzare ulteriormente l’azione del Fondo centrale di garanzia per le Pmi e valorizzare il ruolo dei Confidi promossi dalle associazioni di categoria.

 

È dunque evidente che la situazione di fragilità in cui si sono venute a trovare le imprese durante e dopo il lockdown – a causa soprattutto del combinato disposto del crollo dei consumi, della mancanza di liquidità anche per effetto della stretta creditizia e dell’aumento dei costi legati al rispetto delle normative igienico-sanitarie – abbia, di fatto, costretto un numero sempre maggiore di imprese a ricorrere a prestiti al di fuori del mercato ufficiale (fig. 3). La quota di imprese fortemente a rischio usura, o soggette a tentativi di acquisizione anomala dell’attività, secondo le esperienze dirette degli imprenditori, è pari al 13-14%, percentuale leggermente maggiore di quella rilevata da un’altra analisi a giugno (10%). Se moltiplichiamo questa percentuale per il potenziale a rischio usura si arriva a 30-40mila imprese in pericolo. Un fenomeno che presenta accentuazioni particolarmente significative nel Mezzogiorno e presso le strutture ricettive dove le percentuali risultano doppie.

 

### Fig. 3 – Negli ultimi 6 mesi lei ha sentito parlare o è venuto a conoscenza di situazioni come quelle che le descriviamo di seguito?

 

![](https://www.confcommercio.it/documents/20126/154633/155_fig+3+indagine+usura.jpg/3662198e-e581-e264-428c-0886d8d4a74a?t=1602190240000&imagePreview=1)

*Fonte: indagine Confcommercio-SWG, settembre 2020; indagine Confcommercio-Format, maggio 2020 – La percezione degli imprenditori sul fenomeno dell’usura*

 

In questa situazione, il 30% degli imprenditori, pur riconoscendo di avere un sostegno dall’azione delle Forze dell’ordine (oltre che dalle associazioni imprenditoriali), dichiara tuttavia di sentirsi solo di fronte al pericolo di infiltrazioni della criminalità.

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Fonte: [Indagine Confcommercio: criminalità in aumento nel terziario, 40mila imprese a rischio usura](https://giornaledellepmi.it/indagine-confcommercio-criminalita-in-aumento-nel-terziario-40mila-imprese-a-rischio-usura/), Il Giornale delle PMI.
