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title: "In Sicilia mesi senza pioggia, a rischio le razze autoctone Presidio Slow Food"
url: https://giornaledellepmi.it/in-sicilia-mesi-senza-pioggia-a-rischio-le-razze-autoctone-presidio-slow-food/
author: "Redazione"
published: 2024-08-27T07:00:44+02:00
modified: 2024-08-26T17:17:54+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# In Sicilia mesi senza pioggia, a rischio le razze autoctone Presidio Slow Food

*Redazione · 27 Agosto 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Parlano due allevatori che da anni allevano la capra Girgentana e la razza bovina Modicana: oggi, più che a produrre, si occupano di trovare un modo per avere l’acqua con cui dissetare il bestiame. La siccità è un segnale inequivocabile di un disastro climatico annunciato, eppure ignorato: serve la riconversione ecologica dell’agricoltura e dell’intero sistema di produzione alimentare.

«La produzione di quest’anno? Saremo al 50% rispetto al solito, ma la verità è che di conti non se ne fanno. In questa situazione, non stiamo più facendo impresa: quello che ci interessa è mantenere in vita il patrimonio zootecnico, frutto dei sacrifici di generazioni di pastori prima di noi». **Luca Cammarata**, nell’azienda di San Cataldo (Caltanissetta), alleva **[capre di razza Girgentana](https://t.slowfood.it/e/tr?q=9%3d0YBe0%26G%3dD%26J%3d6aCd6%26J%3d0WDZCb%26z%3dCzPuN_xwXu_9g_wvYv_7k_xwXu_8l2R3.BtIj75DuJjNrK2AuKi.8uI_wvYv_7koP_wvYv_7kvNjNo0n-NrK2-AuKi_MWyU_WL9fKx7-lDxCjIz7s6_xwXu_8l%26i%3d%26Dy%3dW0V8aEc%26zO%3d7e8ZEc8b6e0Z6b%26n%3dA0AB09XFB0V7907ka77jW9aCAje9b6c7f6gF8jdF0BWl80aiZD7gAiYE9jXBB86jcEeh&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt)**: taglia media, pelo lungo, folto e bianco, e lunghissime corna a spirale la rendono inconfondibile. La razza Girgentana è tutelata da un Presidio Slow Food nato quando gli esemplari sopravvissuti erano qualche centinaio appena: oggi Cammarata ne possiede trecento, all’incirca. Molte sono gravide. Tutte soffrono per le temperature, che da settimane superano frequentemente i 40 gradi, per la scarsità d’acqua, per mesi interi di siccità che hanno prosciugato il laghetto dove gli animali si abbeveravano e che hanno trasformato un’oasi di biodiversità in una specie di deserto. «È un’estate di tormento – racconta Cammarata –, è da maggio che va così».

 

Una trentina di chilometri più a ovest vive **Liborio Mangiapane**: ha sessant’anni e ha trascorso due terzi della sua vita nell’azienda dove alleva centocinquanta pecore e un centinaio di esemplari di **[bovini di razza Modicana, anch’essa tutelata da un Presidio Slow Food](https://t.slowfood.it/e/tr?q=A%3dQX0gQ%26F%3dB%26L%3dMZAfM%26I%3d8YUYAd%26G%3dBxRBM_vyot_7i_DuWx_Nj_vyot_6nIQ1.DAHh9LCsL1MpMI0sMz.7sK_DuWx_NjmR_DuWx_NjtP1MmB5-MpMI-0sMz_LU1l_VJPwT49-9IhGy5r9_DuWx_Nj%26h%3d%26GE%3dU9YNYDf%26FM%3d6hNXDfNZ5hPX5e%264%3dUB0Od7Z2bic25jeQ60az89C29eZU0fAMW9w5e7BMWfZybBdQ66d2Z0cO58919DBT80b1&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt)**. «La situazione è tragicamente difficile – spiega – perché non si tratta di una settimana o di quindici giorni, ma di una condizione prolungata nel tempo, che provoca moltissime difficoltà dal punto vista alimentare, idrico e anche psicologico. Viviamo in un deserto, continuamente con il pensiero che l’indomani mattina gli animali saranno senza acqua». Doversi occupare dell’approvvigionamento ha richiesto una faticosa riorganizzazione: «In azienda abbiamo bisogno di più di diecimila litri d’acqua al giorno – prosegue Mangiapane –. Ci sono le autobotti del consorzio di bonifica che stanno tamponando la situazione, ma quotidianamente noi stessi andiamo con un’autobotte a caricare l’acqua».

 

Per resistere, ognuno si attrezza come può: Cammarata sta costruendo in azienda un bacino artificiale per raccogliere l’acqua piovana. Un progetto da duecentomila euro, finanziato in buona parte dalla Regione: «Avrà una capienza da 16mila metri cubi. Però deve piovere». A chi governa, rivolge un appello: «Costruite laghi, fate la manutenzione delle infrastrutture esistenti, aumentate la capacità di invasamento facendo pulizia dei bacini, e curate anche i sistemi di pompaggio». E poi ancora: «Bisogna capire come si può rinverdire zone oggi aride, magari piantumando arbusti in grado di crescere in ambiente siccitoso e che gli animali possano brucare. Servono piante in grado di vivere in suoli nei quali la concentrazione di cloruri, sempre a causa della carenza di piogge, è più elevata».

 

Pioverà, forse, ma il futuro resta un’incognita: perché la siccità è oramai un dato di fatto, colpisce tutto l’anno, e in queste condizioni è difficile anche ottenere il foraggio. «Come si fa ad affrontare una nuova campagna di semina? – si chiede Mangiapane – Negli ultimi anni abbiamo seminato a prezzo altissimo e raccolto zero: come possiamo investire altri capitali? Moltissimi di noi chiuderanno. E la cosa che più mi fa rabbia è che chiudere un’azienda causa l’abbandono dei territori, significa creare più problemi all’economia siciliana, che è già fragile di suo, e significa perdere un patrimonio zootecnico di estrema rilevanza. Tutto questo è gravissimo, come si fa a non capirlo?»

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Fonte: [In Sicilia mesi senza pioggia, a rischio le razze autoctone Presidio Slow Food](https://giornaledellepmi.it/in-sicilia-mesi-senza-pioggia-a-rischio-le-razze-autoctone-presidio-slow-food/), Il Giornale delle PMI.
