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title: "Imprese femminili: più giovani, più piccole, più fragili. Ma stanno cambiando le regole del gioco"
url: https://giornaledellepmi.it/imprese-femminili-piu-giovani-piu-piccole-piu-fragili-ma-stanno-cambiando-le-regole-del-gioco/
author: "Redazione"
published: 2025-09-01T06:35:17+02:00
modified: 2025-08-29T11:28:31+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["CONTROLLO DI GESTIONE"]
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# Imprese femminili: più giovani, più piccole, più fragili. Ma stanno cambiando le regole del gioco

*Redazione · 1 Settembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Oltre 1,2 milioni di imprese guidate da donne in Italia ma il divario di genere resta. Dai dati globali ai consigli pratici, emerge una nuova visione dell’imprenditoria femminile: una gestione più semplice, numeri sotto controllo e un equilibrio tra lavoro e vita privata.

Nel **mondo**, e sempre di più anche in **Italia**, un **numero crescente di donne** sceglie di intraprendere un **percorso imprenditoriale**: c’è chi parte da un’idea coltivata a lungo, chi trasforma una passione in lavoro, chi intravede una possibilità di autonomia in un mercato che spesso offre percorsi troppo rigidi. Il risultato è un **fenomeno in espansione**: più imprese femminili, ma anche nuove modalità di gestione, di relazione e di impatto sul territorio.

 

Secondo il [Women’s Entrepreneurship Report](https://gemconsortium.org/report/202324-womens-entrepreneurship-report-reshaping-economies-and-communities-2), in molte **economie emergenti** e in alcuni **Paesi a reddito medio**, le **donne** stanno **avviando** **attività a ritmi elevati**. In **Qatar** e in **Togo**, il **tasso di imprenditoria femminile** ha **superato** quello **maschile**. In **10 economie su 49** analizzate a livello globale, il **divario di genere è minimo**. Ma nei contesti ad **alto reddito**, tra cui l**’Italia**, la **distanza** tra uomini e donne che intraprendono un percorso imprenditoriale **resta ampia**. Gli ostacoli non riguardano solo l’accesso al credito o il carico familiare: spesso si tratta anche di mancanza di strumenti adatti, reti di supporto frammentate e modelli organizzativi difficili da adattare a esigenze diverse.

 

### **A che punto siamo in Italia?**

 

A delineare con maggiore precisione la **situazione italiana** è il report sull’imprenditoria femminile realizzato da [Unioncamere](https://www.cs.camcom.gov.it/sites/default/files/uploaded/Comitati/imprenditoria_femm/REPORT%20IMPRENDITORIA%20FEMMINILE_CdC_Cosenza_9mag2024.pdf?utm_source=chatgpt.com): le **imprese guidate da donne** sono **oltre 1,2 milioni**, ma mostrano caratteristiche strutturali differenti da quelle maschili. Il **96,3%** sono **micro-imprese**, il **60,8% sono ditte individuali** e il **67,5% opera nel settore dei servizi**. Le **imprese femminili** risultano anche **più giovani** (il **42%** ha meno di cinque anni di vita) e più **diffuse tra le under 35** (**10,6%** contro il 7,9% degli uomini). Tuttavia, la loro **sopravvivenza nel tempo è inferiore**: dopo tre anni resta attivo l’82% delle imprese femminili, contro l’85,3% di quelle maschili; dopo cinque anni il divario si amplia ulteriormente (72,1% contro 77%).

 

### **Semplificare è la parola chiave: come rendere l’impresa più leggera e solida**

 

Di fronte a queste criticità, **alcune imprenditrici scelgono di agire in modo diverso, costruendo approcci più sostenibili e consapevoli,** imprenditrici che non cercano scorciatoie, ma soluzioni. **Liana** **Gabriela** **Rotariu**, founder del [**Metodo Sempi**](https://www.sempi.it/?srsltid=AfmBOor9RcDCUxgmrT4NW8zATeJ3sy_F7g1YvYOXSzl2hWwcdbj8_wIU), ha scelto di **costruire un approccio** pensato per chi guida piccole imprese e ha bisogno di chiarezza, strumenti pratici e una gestione del lavoro meno caotica. Il **metodo** nasce dall’**esperienza quotidiana** e si rivolge soprattutto a chi è stanco di gestire tutto in autonomia, di dover rincorrere scadenze, o di non riuscire mai ad avere una visione d’insieme.

 

“*Il Metodo Sempi non fa pink washing, fa spazio. Spazio per lavorare con più chiarezza, per contare davv**ero, senza dover scegliere tra la vita e il lavoro. È nato dall’esperienza diretta di chi l’impresa la gestisce ogni giorno, con il bisogno concreto di ridurre il caos e recuperare controllo. Non serve essere perfette, serve potersi permettere di respirare*”, spiega **Rotariu**.

 

Il suo **team**, composto **prevalentemente** da **donne**, lavora per aiutare a rendere l’impresa più semplice, leggibile, meno schiava di strumenti complessi o processi infiniti.

 

Chi sceglie questo approccio impara a **riconoscere ciò che funziona davvero**, a costruire una cultura organizzativa flessibile, a tornare padrone del proprio tempo e dei propri numeri. Il metodo suggerisce tre azioni concrete:

 

1. **Smettere di fare tutto in autonomia.** Delegare, automatizzare, strutturare: uscire dal sovraccarico è possibile.
2. **Guardare i numeri con fiducia.** Entrate, costi e margini diventano comprensibili anche senza formazione tecnica e aiutano a decidere con più consapevolezza.
3. **Creare un’organizzazione che rispecchi chi la guida.** Le imprese non devono per forza aderire a modelli precostituiti. Possono essere efficienti e umane, ordinate e accoglienti, strategiche e morbide allo stesso tempo.

 

### **Un’impresa** **pensata per durare e lasciare un segno**

 

L’imprenditoria femminile oggi chiede **strumenti su misura,** **contesti adatti** e **riconoscimento pieno**. È una **trasformazione** concreta che riguarda il modo in cui si lavora, si prende decisione, si crea valore. Molte di queste imprese nascono con l’idea di durare nel tempo, di **costruire qualcosa che lasci il segno** anche fuori dall’economia.

 

Ogni progetto fondato da una donna che sceglie consapevolmente come lavorare, con chi collaborare e che tipo di impatto generare, è parte di un cambiamento collettivo. Un cambiamento che cresce ogni giorno, anche senza clamore, ma con determinazione.

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Fonte: [Imprese femminili: più giovani, più piccole, più fragili. Ma stanno cambiando le regole del gioco](https://giornaledellepmi.it/imprese-femminili-piu-giovani-piu-piccole-piu-fragili-ma-stanno-cambiando-le-regole-del-gioco/), Il Giornale delle PMI.
